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16/02/2017 : Gutterdämmerung (Copenaghen, DAN)

Pubblicato il 2/03/2017 da in Live report | 0 commenti


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16/02/2017 : Gutterdämmerung (Tivoli Koncersal, Copenaghen)

Bisogna arrendersi all’evidenza che il rock sta mano a mano diventando come la musica classica. Dal momento che molte grandi band sono andate in pensione e tanti grandi artisti purtroppo non sono più tra noi, non possiamo più aspettarci di ascoltare i grandi classici del rock da chi li ha scritti o portati al successo, ma reinterpretati da altri artisti, dove personalità e dettagli fanno la differenza. Forse alcuni storceranno il naso, tuttavia è inevitabile. Per fortuna gli artisti ci abbandonano dandoci in lascito le grandi canzoni. Sarà pertanto il compito dei futuri musicisti trovare il modo migliore per accompagnare questa evoluzione nel mondo del rock.

L’opera d’arte rock del Gutterdämmerung, creazione dell’artista visual belga-svedese Bjorn Tagemose è senza ombra di dubbio l’esempio più ambizioso e meglio riuscito di questo nuovo corso.

In questo decennio la voglia di osare e creare qualcosa di mai visto prima è diventata merce davvero rara. Per questo mi dà un immenso piacere vedere che finalmente nel mondo del rock sia nato qualcosa di davvero “sborone”.

Come negli anni‘20, dove il pubblico si emozionava al cinema con un film muto in bianco e nero, accompagnato dalle note di un pianista, Bjorn Tagemose ha pensato di proporre un intero film accompagnato da una vera band, con effetti luce, fumi e coreografie viventi. Praticamente un meta-concerto. Questo ambizioso progetto, che ha impiegato ben sei anni per vedere la luce, è un capolavoro che si candida ad essere “il più fragoroso film muto di sempre”, come lo stesso Bjorn ama definirlo. Fino ad ora questo spettacolo ha visto la luce dei riflettori di scena per poco più di una decina di volte, l’estate scorsa è stato in tour nei maggiori festival metal europei come il Download, Hellfest e Copenhell, dove tra l’altro c’ero anch’io. La pioggia cadeva a dirotto e vista la tarda ora, le gambe facevano fatica a reggersi. Ma ne rimasi folgorato e per folgorare me, che di concerti ne ho visti quasi mille, ce ne vuole.
L’atmosfera questa sera è davvero differente, per la prima volta questa meta-esperienza cinematografica viene eseguita in un teatro dove il pubblico è seduto. Siamo infatti alla Tivoli Konsertsal nel parco di Tivoli a Copenaghen. Questo edificio, costruito negli anni ’50 e rinnovato completamente nel 2005, è ben rodato nell’ospitare sia leggende del rock che concerti di musica classica. Trattandosi quindi di una vera opera rock, non avrei potuto immaginare una cornice più adatta.

Fotografia: Mark Stoumann Metaladay.dk

La galleria della sala è quasi piena e il pubblico è un misto di rockettari e musicofili. Insomma siamo tutti qui per quella che vuole essere molto di più di una classica serata con spettacolo a Tivoli.
Chi di tradizione nordica se ne intende sa che il Gutterdämmerung è lo scontro degli dèi contro le forze del male che inevitabilmente si risolve con la distruzione di tutto. D’altronde nel cast si scontrano vere divinità del rock come Lemmy, Iggy Pop, Henry Rolling, Slash, Tom Araya, Grace Jones, Joshua Homme, Jesse Hughes, Mark Lanegan, Volbeat, Justice e quella santa donna di Nina Hagen. Sempre sia lodata. La colonna vertebrale del Gutterdämmerung é una band ben navigata che tira dritta e calda come un orologio fatto di lava. Si tratta per 3/5 della band di Iggy Pop capitanata da un mostro del rock inglese, Kevin Armstrong. Lui é uno che la chitarra l’ha fatta andare per gente come David Bowie, Mick Jagger, Iggy Pop, Morrissey e tanti altri.
La spettacolare favola rock che ci viene raccontata questa sera narra del dono fatto dal’angelo/demone Vicious, magistralmente interpretato da Iggy Pop, per mettere un po’ di spezie piccanti nella noiosa vita degli abitanti della terra: la chitarra elettrica!

Fotografia: Mark Stoumann Metaladay.dk

Lo strumento diventa la causa di discordia tra i giovani e la vecchia generazione guidata da un carismatico prete manipolatore e violento che riesce ad arruolare per la sua battaglia la giovane ed avvenente Olivia Vinall.

Fotografia: Mark Stoumann Metaladay.dk

Chi meglio di Henry Rollins avrebbe potuto coprire il ruolo? Così convincente quando durante il suo violento sermone aizza la folla contro “quel fallico strumento di tormento”.
In questo epico scontro le grida di giubilo del pubblico sottolineano l’ingresso di una leggenda della musica sul grande schermo. Il premio per l’interpretazione più bulla va, senza ombra di dubbio, a Joshua Homme: immaginatevi la cazzutaggine di Clint Eastwood speziata dalla sexicità di Robert Redford in un unico corpo armato di bazooka. Ecco. L’urlo più caldo da parte del pubblico arriva quando nel vivo della battaglia entra Lemmy. Probabilmente questa è la sua ultima interpretazione e dà emozioni forti rivederlo. Ci manca, ci manca tanto.

Durante lo show si viene trasportati da una colonna sonora arricchita da classici immortali come “War Pigs”, “Black Sabbath”, “White Rabbit”, “Battery”, “Angel Of Death”, “Ace Of Spades”, “Dazed And Confused” tutti magistralmente suonati dalla band, che posta dietro lo schermo cinematografico a volte lascia intravedere la propria silhouette. L’immagine che ne risulta è un’opera d’arte vivente.

Fotografia: Mark Stoumann Metaladay.dk

La dimensione concerto torna quando il talentuoso e carismatico cantante Jesse Smith esce e raggiunge il contatto con il pubblico per poi ritornare dietro lo schermo. Con un fare piacione e tamarro che non può che conquistare.

Fotografia: Mark Stoumann Metaladay.dk

Si raggiunge nel dantesco finale il climax di questo spettacolo, dove una interpretazione metal di “O Fortuna” dalla Carmina Burana viene resa ancora più oscura grazie alla potente ed incantevole voce del soprano belga Cathy Van Roy e al ritmo ossessivo scandito dalla batteria di Mat Hector. Grazie ai fiammoni e ai fumi di scena ci sentiamo davvero in un piacevole inferno rock.

Fotografia: Mark Stoumann Metaladay.dk

Questo spettacolo davvero riesce a racchiudere in poco più di un’ora l’essenza del rock, del suo mondo e della sua attitudine. L’ambizione di questo progetto è a mio modesto parere così bene riuscita che sono convinto che questo show verrà interpretato per i prossimi duecento anni. Ci troviamo davanti ad un nuovo classico, col quale dobbiamo fare i conti.

Fotografia: Mark Stoumann Metaladay.dk

Sarà possibile vederlo a Londra il 27 aprile presso il Palladium Theatre. Chi avesse in mente di andare a fare un weekend di piacere dovrebbe davvero considerare questa possibilità. Per chi invece preferisce aspettare che Gutterdämmerung arrivi in Italia, Bjorn Tovegade mi ha fatto sapere che sta prendendo contatti per portarlo nel 2018.

http://www.gutterdammerung.com

Fotograf: Mark Stoumann

Fotograf: Mark Stoumann

Fotograf: Mark Stoumann

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