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Metal Up Your Ass – Trespass (2003)

Pubblicato il 20/03/2006 da in Demo | 0 commenti

Titolo: Trespass
Autore: Metal Up Your Ass
Genere: Thrash Metal
Anno: 2003
Voto: 7.5

Visualizzazioni post:73

.. è troppo tardi per scappare! questo ci sussurrano all’orecchio i riminesi Metal Up Your Ass prima di stordirci con la violenza tipica del thrash, quello antico, quello vero, grande debitore di Slayer e Metallica. E’ raro avere l’opportunità di parlare direttamente con un artista che ti può illustrare passo-passo come sono nate le canzoni, da dove derivano e cosa ci vogliono trasmettere. In questo caso sono stato fortunato e mi sono giunte da Giuseppe, cantante e chitarrista ritmico, delle preziose dritte che hanno reso il mio ascolto veramente completo. Il lavoro dei quattro ragazzi parte con “Running Amok”, vera e propria trasposizione musicale di un incubo notturno, il cuore che batte in silenzio, il cigolio sinistro della porta che si apre.. qualcuno sarà entrato nella stanza dove noi stiamo riposando? non lo sapremo mai, ma una risata echeggia nel buio! il pezzo è il più classico thrash-style, velocissime inflessioni slayeriane, la voce di Giuseppe che urla la sua furia omicida, notevoli il lavoro di Alessandro alla chitarra solista (molto presenti nel suo caso le influenze hammettiane) e la velocità e la tremenda efficacia di Davide alla batteria.
Si continua con “Elisir”, aperta da tamburi quasi da Sepultura che parte poi con un ritmo incalzante e che ci racconta di un viaggio nell’inferno, infatti il titolo viene letto anche come “Hell is Here”, quando nell’Apocalisse l’Angelo di Dio suonerà la quinta nota, la pietra che apre la porta dell’abisso sarà aperta e il nostro destino sarà quello di addentrarci e di scendere verso l’inferno per scontare la nostra depravazione e i nostri inganni. I riffs veloci e continui ci fanno vivere la nostra corsa verso il basso, sempre più rapida, sempre più senza scampo..
Terzo pezzo è “March of Death”, va notato che in questo lavoro i brani sono classificati dal più semplice al più complesso, si nota subito infatti la maturazione stilistica rispetto ai primi due pezzi, che ci conferma che per fare della buona musica thrash non bastano velocità e violenza, occorre anche tecnica, come in questo caso. “March of Death” è la più classica cavalcata di chitarre, inesorabile come l’avvicinarsi della nera signora che non fa sconti a nessuno e alla quale tutti siamo destinati ad inchinarci. Molto efficace l’assolo di chitarra e ottimo il lavoro al basso di Ivan, finalmente trovo un demo dove sento chiaramente le linee di basso, ottimamente registrate.
Se credete però che il lavoro di questi ragazzi non possa andare oltre il riesumare il thrash della Bay Area, gustatevi l’ultimo pezzo, “Introspective Hypnosis”, per rimanere piacevolmente stupiti. Qui la tecnica dei Metal Up Your Ass viene fuori e crea un pezzo davvero notevole, sicuramente il più bello per chi apprezza i frequenti cambi di tempo, le parti progheggianti e le contaminazioni di altri generi del metal, in primis quelli dei grandi Anathema che si riflettono nella malinconia di certi tratti di questo brano. Un grande senso di giustizia pervade questo pezzo, un omicida inconsapevole di essere tale, che spinge le persone ad uccidersi utilizzando solo la sua voce, si accorge di questo terribile destino che gli è toccato e decide di registrare la sua stessa voce assassina e di suicidarsi ascoltandola per non creare altri mali al mondo. In sintesi il prodotto è secondo me molto valido, ottimamente registrato (cosa di cui tenere conto, visto che di solito i budget non sono molto alti) e se proprio non vi farà scendere la lacrimuccia facendovi pensare ai vecchi Metallica, Megadeth, Slayer e Pantera, almeno vi darà una grossa carica di energia, che non manca di certo a questi quattro giovani musicisti.

Tracklist:
1- Running Amok
2- Hell is Here
3- March of Death
4- Introspective Hypnosis

Lineup:
Giuseppe “Beppo” Giovannini – voce e chitarra ritmica
Alessandro “Ale” Ceccolini – chitarra solista
Ivan “Ivol” Gaudenzi – basso
Davide “Gioppo” Berardi – batteria

Sito ufficiale: —
Contatti: gaudys@aliceposta.it

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