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Gli Atroci – L’armata del metallo (2004)

Pubblicato il 22/03/2006 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: L'armata del metallo
Autore: Gli Atroci
Genere: Heavy/Power Metal
Anno: 2004
Voto: 8

Visualizzazioni post:160

Per fortuna esistono Gli Atroci. E non ci fossero qualcuno (non noi) dovrebbe inventarli!!! Dalla quinta dimensione sono tornati più in forma e agguerriti che mai per salvarci dai non metallari e da tutto ciò che non è metallo (quindi, mamma, occhio!)! Dopo quattro anni di attesa giunge alfine sul mercato il nuovo capitolo degli alfieri del metallo, seguiti questa volta da un intera armata. L’Armata del Metallo, per l’appunto! Saltiamo l’intro per non togliere il gusto a voi lettori di sapere come continua la storia dei due fuggiaschi e passiamo direttamente a “Fratelli nella Fede”, potente opener di matrice puramente power. I testi sono incentrati su un’eventuale candidatura alle elezioni dei sette pittati con tanto di esposizione del loro programma. Finalmente noi tutti sapremo chi votare! A livello musicale bisogna notare la presenza di Michele Luppi, che aiuta egregiamente il Profeta nell’esecuzione dei powerissimi cori della canzone, per rimarcare la natura della stessa. Una nota di merito all’intermezzo “Il Gattino Fufi” che sfiora la genialità. A voi giudicare. Noi diciamo solo: comprate i Borchios al Pollo! “La Zincatura” è un brano molto atipico rispetto a quello che eravamo abituati a sentire dalle note de Gli Atroci, ma il risultato è ottimo e rende anche in sede live grazie alle chitarre serrate con un suono molto grezzo e all’indovinato refrain del ritornello con i vocioni in growl (effettatissimi!) a contorno dell’operato del Profeta. La traccia numero cinque, “Volevo un Taglio Semplice” è un monito a tutti i parrucchieri poco attenti alle esigenze estetiche dei fratelli metallari. Il brano alterna il ritornello molto granitico alle chitarre funky delle strofe. Un altro colpo di genio viene con “Sette Uomini” dove i sette metallari indossano cappelloni e stivali con speroni per un viaggio country nel far west volto a catechizzare indiani e mormoni…. Bellissimo! L’intermezzo parlato in cui compare ospite Ozzy Osbourne ci accompagna a ciò di cui si sentiva la necessità da quando è nato l’Heavy Metal, ossia le regole che tutti i metallari dovranno ascoltare: “I Dieci Metallamenti”!! misto di power e epic alla Manowar con un ritornello molto orecchiabile che si ricorda dopo un solo ascolto, in cui peraltro fa ritorno Luppi nei cori ed è proprio lui, il buon Ozzy, che recita le dieci sacre direttive. E ricordate: se non rispettate i metallamenti, vi verranno le carie ai denti (o a scelta vi moriranno tutti i parenti!). “Lasciala Stare” è un brano scritto da Max Pezzali (si, proprio lui) e si sente. Per quanto metallizzata, si sente che non è un pezzo nato da Gli Atroci! Tralasciamo… la ballatona triste di turno è “Ragazzi a Pezzi”, vero e proprio concentrato di sfighe colossali che attanagliano la nuova generazione. La musica, basata su un ritornello molto melodico, fa da break tra la prima e la seconda metà dell’album, entrambe molto potenti. Proseguiamo con “Le Megere”, altro intermezzo parlato che dovete far sentire a tutte le amiche non metallare! E si passa ad uno dei capolavori della band felsinea: “Nemico dell’igiene” vero brano di sanguigno hard rock targato AC/DC senza fronzoli, diretto come una zaffata di ascella e visto il titolo del brano non poteva essere diverso. Le vocals di questo brano sono ad opera di tal Luigi Salerno: il risultato è un brano spettacolare che, purtroppo, difficilmente sarà riproposto dal vivo… BUAAAAAAH. Si passa al folk napoletano con “Vedi Gli Atroci e poi Muori” che ha un po’ di medievale che in più parti ricordano i primi Rhapsody e i Thy Majestie (non dateci dei folli) con una prova disumana di Salvo Zocco, guaglione mandolinaro, davvero molto bravo nell’esecuzione del pezzo. E arriva, su un’apertura puramente ottantiana di sano classic metal, l’incitamento di Pino Scotto, storico singer dei disciolti Vanadium e grande nome dell’hard rock tricolore, ad alzare il deretano e a seguirlo nella cavalcata rock ‘n roll di “Pezzi di Panza” in cui un chirurgo un po’ maldestro fa casini DENTRO i pazienti. Pezzo trascinante che spinge ad un nostalgico headbanging. Altro intermezzo è “Il Mago Crisantemo” che introduce a “Italo Porcu”, che risulta il pezzo più debole del lotto, pur essendo comunque ascoltabilissimo e che è una parodia in stile Atroci dei fasulli maghi che affollano le emittenti locali di tutta l’italica penisola. A voi scoprire la fine della fuga dei due malcapitati di inizio disco. Il Coro San Rafèl diretto da Marco Cavazza rappresenta la chiusura ideale di questo platter stupendo eseguendo “Quel Mazzolin di Borchie” altro manifesto del popolo Alpino metallico, che nullapiù è se non un coro alpino con testo anthemico sullo stile di vita del metallaro montanaro. Chiude un breve dialogo fra Bombolo (Tzè-Tzè) e Cardano (effe moscia) sulla qualità della musica al giorno d’oggi. In conclusione abbiamo fra le mani un dischetto probabilmente meno diretto del suo predecessore (che rimane un caposaldo assoluto nel firmamento metallico), ma che aggiunge elementi nuovi al sound generale della band con degli esperimenti riusciti, lasciando inalterato il carattere ironico della proposta dei sette eroi del metallo. Produzione e registrazione di alto livello, con un booklet davvero ben fatto e la gradita presenza di ospiti illustri quali Michele Luppi (singer dei Vision Divine e dei Mr. Pig) e Pino Scotto a dare il loro validissimo contributo alla causa metallica. L’acquisto non è consigliato. È obbligato! Dal vangelo secondo Il Profeta. Versetto 666 “Un mio amico non conosceva il Metallo…. Poi è morto.”

Tracklist:
1- l’avvento (parte II)
2- Fratelli nella fede
3- Il gattino fufi
4- La zincatura
5- Volevo un taglio semplice
6- Sette uomini
7- La consegna delle tavole
8- I dieci metallamenti
9- Lasciala stare
10- Ragazzi a pezzi
11- Le megere
12- Nemico dell’igiene
13- Vedi Gli Atroci e poi muori
14- Pezzi di panza (con Pino Scotto)
15- Il mago crisantemo
16- Italo Porcu
17- La fuga (parte II)
18- Quel mazzolin di borchie
19- Che musica ti piace?

Lineup:
Il Profeta – voce e controllo delle masse.
La Bestia Assatanata – chitarra e seghe elettriche.
L’orrendo Maniscalco – basso e fruste di cuoio.
Il Professor Tetro – computers, tecnologie in genere, messaggi subliminali.
Il Nano Merlino – cori, coreografie e riti voo-doo.
Il Lurido Cavernicolo – batterie e clave nodose.
Il Boia Malefico – cori, coreografie e asce insanguinate.

Sito ufficiale: www.gliatroci.com
Contatti: gliatroci@gliatroci.com

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