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Masseporz – Der Wald Stinkt (2005)

Pubblicato il 27/03/2006 da in Demo | 0 commenti

Titolo: Der Wald Stinkt
Autore: Masseporz
Genere: Black Metal
Anno: 2005
Voto: 6

Visualizzazioni post:75

Un iniziale e pesante scetticismo mi avevano messo in una condizione di pesante prevenzione nei primi ascolti di questo demo. Sarà per il mio scarso appeal con il black metal primordiale, tipo Darkthrone per intenderci, sarà per il moniker della band, di cui non sono riuscito a trovare l’etimologia se non nel nome del singer, sarà per la produzione curata solo nel booklet e non nelle registrazioni.
Fatto sta che dopo aver sentito il dischetto parecchie volte sono riuscito ad assimilare le idee che Porz Helkor e Fetus vogliono trasmettere a livello di musica e liriche. La registrazione come detto non è granché (oggettivamente parlando), ma se si guarda oltre il muro del mero aspetto tecnico il tutto è stato volutamente amalgamato in questa maniera non per scarsa competenza ma per vera e propria fede in ciò che si fa. In parole spicciole: se Der Wald Stink è così, è perche I Masseporz l’hanno voluto proprio così.
Black metal atmosferico e molto primitivo, che non sfiora minimante le velocità pazzesche di Marduk e soci dell’alta borghesia black metal (una metafora così non la troverete da nessuna parte!), ma che trasmette alla stessa maniera un senso di inquietudine e di morte. Non c’è satanismo, nessuna croce al contrario e baggianate simili. Nel booklet di sfondo ai testi c’è una foresta (forse la stessa che viene descritta in “La Foresta Puzza”) che richiama al pagan Black metal, di cui si fanno portavoce i Maseporz. C’è spazio per tanta filosofia, tant’è che la prima traccia si chiama addirittura “Così Parlò Zarathustra”, riferimento più esplicito al nichilismo del buon vecchio Nietzsche non era possibile fare. Questa traccia, parlata con voce onirica quasi da oratore pre aristotelico, ha tra le altre di sfondo una bella sinfonia di Strass, nota ai più come colonna sonora del Kubrichiano 2001 Odissea nello spazio.
Il sei è dato per la spontanea onestà che il dischetto esprime, ma a mio giudizio, una registrazione più consona avrebbe reso più giustizia alle produzioni, poiché il basso in pratica non esiste e la batteria è distante e caotica con la grancassa che si sente solo nei vari tappeti che Fetus lancia (bravo comunque in quanto a tecnica). Chitarre zanzarone d’obbligo ma con una sorta di compressione allucinante che sembra far venire il suono da un’altra stanza. La voce di Porz è lontana e con parecchi effetti sotto, ma credo proprio che sia un effetto voluto. Che dire d’altro? Che la band a causa dei parecchi fraintendimenti con la stampa, non è stata capita e ha cambiato il monicher in Marbas Kult, mantenendo inalterate spirito e musica. Consigliato soprattutto a chi dell’undergound fa il suo pane e il suo vino è il black incontaminato dei primordi.
Aggiungo che Helkor è anche la mente della band Tod sempre etichettata sotto Il Male Production, di cui trovate la recensione su queste pagine.

Tracklist:
1- Così parlò Zarathustra
2- Tears of blood
3- Intermezzo
4- [W]übermensch
5- La foresta puzza
6- L’inferno per me
7- Io sono l’Anticristo (D. Galas cover)

Lineup:
Porz – voce
Helkor – chitarra e basso
Lord S. Fetus – batteria

Sito Ufficiale: www.marbaskult.tk
Contatti: marbaskult@ilmaleproduction.com
Etichetta: www.ilmaleproduction.com

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