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Necroart – L’inverno dell’anima (2005)

Pubblicato il 28/03/2006 da in Demo | 0 commenti

Titolo: L'inverno dell'anima
Autore: Necroart
Genere: Symphonic Black Thrash Metal
Anno: 2005
Voto: 8.5

Visualizzazioni post:82

Questo promo destinato solo agli addetti ai lavori è qualcosa che lascia davvero il segno. L’evoluzione del six piece pavese è stata a dir poco devastante sia sotto il punto di vista tecnico che compositivo. Senza mezzi termini inzia the Crimson Minority che tenendo fede al sound creato dai Necroart negli anni ne prende la matrice thrash e la mette in un contesto con tastiere abbinando delle ritmiche potentissime un senso melodico non indifferente, il tutto contornato da una prova superlativa del cantante Max. Il nuovo Arrivato dietro alle pelli, Marco, dimostra subito le sue doti con innesti di doppia cassa che più di una volta mi hanno fatto scendere una lacrima di commozione. Parecchie le influenze che si possono riscontare, dai Nevermore, specie nelle parti pulite di voce, agli immancabili, e grandissimi, Slayer che i Necroart non si vergognano a dichiarare una delle loro massime ispirazione, fino al folk di Skyclad o i nostrani Elvenking (e mi riferisco alla parte centrale del brano in questione).
Pandemonic Opium Night è automaticamente diventato il mio pezzo preferito dei Necroart, non chè uno dei più cattivi e pesanti che abbiano scritto. Un inquietante intro in cui un sitar accompagnato da un sottofondo di tastiere (che ricorda immancabilmente i Nile) introduce alla cattiveria dell riff iniziale di canzone che si alterna tra un black stile Marduk alla brutalità di un drumming alla Morbid Angel. Spicca di nuovo l’ottimo operato di Max che dietro al microfono riesce a modulare la voce senza problemi tra scream, growl e parti pulite. Molto buone anche le parti di chitarra, specie nelle ritmiche, anche se a livello di assoli forse si poteva fare qualcosa in più, ma rimane una mia opinione. Innegabile il feeling di questa canzone. Un vero gioiello.
Necronova invece rimanda molto ai Necroart che si potevano sentire su Dead Roses Parade, precedente demo del 2003 autoprodottto, dove la violenza cede in parte il posto ad una melodia più spiccata, quindi giri armonici quasi power (non si fraintenda: col power non ha nulla a che fare, ma a livello musicale le armonie sono rimandabili a quel genere) e qui si sente un ottimo lavoro di songwriting delle chitarre davvero ben arrangiate e ben svolgono il loro lavoro così come le tastiere di Davide Quadroni riescono a riempire magnificamente il suono della band senza mai (leggi: MAI) strafare o coprire le chitarre, che rimangono la base metal dei brani dei Necroart. E tanto di cappello! Vi sfido a trovare un gruppo black che non imitino i Dimmu Borgir o altri pittati con le tastiere senza infilarci delle parti ultra orchestrali che neanche una legione di tastieristi riuscirebbe a suonare… il brano procede nel suo incedere come un ottimo mid tempos e sebbene tocchi i sei minuti e mezzo non stanca mai.
E passiamo alla conclusiva title track… che stacca totalmente dal metal proposto sopra. Le prime volte che l’ho sentita mi hanno ricordato i Tiamat di Deepr Kind of Slumber e tuttora direi che l’accostamento sebbene non renda giustizia alla bellezza del brano, dà comunque una idea di come possa esser descritto. Atmosfera suffusissima, con una batteria appena accennata che sa quasi di artificale, elettronico (drum machine o batteria effettata?) e un lieve e docile suono di tastiera di sfondo sormontato talvolta da un pianoforte, talvolta dalla voce sussurrata di Max che canta nella nostra lingua madre (a voi estrapolare il testo ehehehehe), talvolta da una sorta di tromba. Sembra un requiem funereo. Sbalorditivo. Un esperimento molto probabilmente, ma pienamente riuscito (in genere odio quei brani lunghi, atmosferici, li ritengo inutili)!
Complimenti di rito anche alla produzione impeccabile che sapientemente ha miscelato i suoni degli strumenti senza sbavature di alcun tipo, se si vuole cercare il pelo nell’uovo, forse il basso risulta un po’ penalizzato, ma si rischia di scadere nel maniacale e quindi l’unica cosa da fare a questo punto è gustarsi di nuovo questo bel dischetto!
Play.

Tracklist:
1- The Crimson Minority
2- Pandemoniuc Opium Night
3- Necronova
4- L’inverno Dell’Anima

Lineup:
Max – voce
Davide – chitarra
Filippo – chitarra
Francesco – basso
Davide Q. – tastiere
Marco – batteria

Sito Ufficiale: www.necroart.net

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