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Metus – Di Niente Facciamo Parte (2005)

Pubblicato il 18/04/2006 da in Demo | 0 commenti

Titolo: Di Niente Facciamo Parte
Autore: Metus
Genere: Avanguardia
Anno: 2005
Voto: 8+

Visualizzazioni post:76

Tenterò di portarvi per mano alla scoperta di quest’opera che, dalla liberazione dalla filaccia plastica che ne celava il contenuto non ha più smesso di regalarmi sorprese su sorprese.
Per la peculiarità delle tematiche narrate, è d’uopo inquadrare subitamente l’opera. Trattasi di un augente composizione strumental-orchestrale di minuti trentasette. Non vi è parte cantata (difatti uno dei due geniali compositori è nientepopòdimeno che l’”’assenteista vocale”!!!!), per cui si astengano dalla prosecuzione tutti gli astanti che per una ragione o per l’altra non potrebbero gradire la suddetta, che merita invero un grande plauso.
Il componimento si snoda attraverso quattro componimenti (più traccia bonus), la cui matrice musicale è, invero, alquanto composita. Nonostante riferimenti al black metal nella descrizione che i Nostri fanno di sé stessi nelle pagine della label il Male Production, l’utilizzo di riff e ritmiche a matrice di metallo nero non è così incontrovertibilmente sensibile durante lo snodarsi dell’intero componimento, ma ribolle qua e là in un mare molto ben congeniato di ritmi completamenti avulsi da quanto si potrebbe identificare anche come metal “estremo”. Lo stile proposto dai Metus è molto particolare invero. Si passa da tipiche sfuriate/cavalcate black a ritmi psichedelici ottenuti con strumenti evocati dalla tastiera tra i più fantasiosi (immaginatevi di passare da “Mourning Palace” al tema de “La Stangata”), inframezzando con doviziosa perizia di rumori synth e ambient (tra cui geniali urletti) le pieghe di questo variegato tessuto musicale. Il tutto condito con un’accompagnamento di tastiera che muta incessantemente forma, andando a richiamare ora atmosfere ricche e complesse ora a sostenere alle spalle il fluire della insania compositiva!
Lo scheletro compositivo dei pezzi, sebbene possa a volte prendere giri molto larghi, è congeniato con cognizione di causa e ogni secondo di composizione è stato confezionato da questi due ragazzi davvero con notevole impegno e dedizione.
Una nota: la batteria è programmata da Biagio e Alessandro, non c’è una batterista nei metus. Questo potrebbe far storcere il naso ad alcuni di voi; la mia opinione è che appositamente i Metus abbiano scelto un approccio di questo tipo, volendo loro inserire tra gli strumenti elettronici utilizzati anche tom, piatti e quant’altro. L’opera si avvale di una pioggia di percussioni assolutamente lontana a velocità astrali tipo cinquantamila di metronomo (che il più delle volte pregiudica l’utilizzio di un batterista che risulti vivo alla fine della sessione di registrazione), per cui, nonostante l’abilità richiesta non fosse decisamente indifferente, sono ancora più potato a ritenere questa scelta una scelta di stile.

La produzione del dischetto è molto curata, e questa cura riposta dai Metus in ogni aspetto della loro proposta la dice davvero lunga sul loro attaccamento a questo progetto. Il libretto contiene degli sprazzi di follia, di cui alcune schegge devo assolutamente condividere con voi per farvi rendere conto del calibro dei soggetti di cui stiamo parlando.
A prescindere dal fatto che nel libretto ho trovato delle liriche (che non ci sono assolutamente nel disco), o si tratta di un componimento estemporaneo oppure (ed è la spiegazione che mi sono dato io) si tratta dei NON-testi NON-cantati da Alessandro, l’assenteista vocale..
Vorrei estrapolare un piccolo stralcio dai ringraziamenti sempre di questo glorioso personaggio, il quale ringrazia “l’inefficienza comunicativa del parlare multimediale e il folologismo futuristico che lo porterà all’afasia”! Ma vi rendete conto? Per avere un’idea di cosa potrebbe succedervi una volta inserito il CD nel vostro amato lettore, tentate di trasporre in musica la frase succitata, tenendo presente che i Metus l’hanno fatto!
Come addizionale consiglio vi esorto a dare un’occhio ai siti che vi segnalo nei contatti, troverete filosofia spicciola metus che fanno parte integrante della loro anchilosante proposta musicale!

Volendo (ma non potendo!) tirare le somme di questo lavoro, la parte più grossa è dimenticare completamente quello che un disco standard si propone per entrare nelle vostre orecchie e nel vostro cuore. Se avete il bisogno di liberare la mente da clichè troppo ben consolidati o suoni che ormai stanno perdendo armonia e scadendo nel fastidio, e volete intraprendere un’avventura in “un disco di musica classica metal elettronica”, i brani che i Metus propongono fanno sicuramente al caso vostro.

A cura del Manz

Line-up
Alessandro Scibetta (chitarre, batteria elettronica)
Biagio Rindone (tastiere, synth, batteria elettronica)

Tracklist

1 – Genesi primordiale
2 – Balletto delle Marionette
3 – Mens Sana in Mente Naturaliter Sana
4 – Umana Alterità
5 – Messaggi Dallo Spazio (Bonus Track)

Alcune note di discografia:
Il sito ufficiale è ancora in costruzione, e non ho recuperato nessuna informazione dal sito della label. I Metus hanno comunque prodotto diversi demo (Opera II, 2002; Opera III, 2003). Suppongo abbiano fatto anche un’opera I, ma sul libretto non ve ne è menzione! Il loro debut-cd, stampato professionalmente in 300 copie, è naturalmente:

Di Niente Facciamo Parte (2005)

Contatti:
Sito ufficiale: http://www.metus.cjb.net (in costruzione)
Sito: http://www.ilmaleproduction.com/ITA/bands_metus.htm
Contatti: rindonel@libero.it
Label: www.ilmaleproduction.com

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