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Necroart – The opium visions (2005)

Pubblicato il 18/04/2006 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: The opium visions
Autore: Necroart
Genere: Death Metal
Anno: 2005
Voto: 8.5

Visualizzazioni post:42

Finalmente! Dopo una logorante attesa di qualche mese ecco disponibile il nuovissimo “The Opium Visions”, primo full-lenght dei pavesi Necroart: un onore ed un piacere per noi recensire questo lavoro! Il disco, pubblicato dall’etichetta Officina Rock, viene aperto da “The Crimson Minority”, canzone dotata di una melodia che ti avvolge e ti ipnotizza come una bella danzatrice, salvo poi romperti le ossa quando la band pigia sull’acceleratore: Thrash, Death e musica Folk italiana sono le influenze riscontrabili dal cui mix nasce questo grande pezzo! Sugli scudi il singer Max, autore di una prova superlativa! Ma passiamo alla seconda canzone, ossia “Le Fleur Noir”: l’arpeggio di chitarra con accompagnamento della tastiera crea nella mia mente un’atmosfera particolare che mi ricorda tanto gli Opeth, con la voce di Max a dipingere malinconici scenari…. arrivando al ritornello ecco la seconda mazzata, che riporta le coordinate musicali della canzone su territori Thrash/Death, dove secondo me i Necroart si muovono alla grande. Con “Necronova” la band sforna un mid-tempo di buonissima fattura dove le chitarre di Davide Z. e Filippo risultano ben amalgamate alle tastiere di Davide Q. che qui si sbizzarrisce con orchestrazioni che danno corposità al pezzo. Questa canzone è una buona miscela di generi diversi dalla classica proposta Necroart ma che non va considerata come episodio a parte né tantomeno come distante anni luce dal sound del gruppo. Proseguendo nell’ascolto incontriamo “Pandemonic Opium Night”: qui i Necroart tirano a lucido la propria artiglieria e ne fanno largo uso! La canzone è di una violenza a dir poco devastante, con il drumming di Marco che mi massacra le orecchie fino a farle sanguinare e le chitarre che vomitano granitici riff…mi vengono alla mente accostamenti con band come Dimmu Borgir, tanto per dirne una… uno dei miei pezzi preferiti! La traccia numero cinque risponde al titolo di “Capricorn Years”, a mio parere il pezzo migliore di tutto l’album: il ritmo non è elevato, ma la canzone gode di un tappeto ritmico mozzafiato e il cantato di Max, che passa dalle voci pulite allo scream con una facilità disarmante, catturano in pieno le mie emozioni facendomi piangere di gioia come un “Bimbo” davanti al suo nuovo giochino!! “Capricorn Years” tocca i 7 minuti di durata ma non risulta mai banale e non stanca affatto, un po’ come tutti gli altri pezzi presenti su questo “The Opium Visions”! “A Visionary’s Trip” mi fa partire per un viaggio mentale grazie all’atmosfera che la band riesce a creare e che mi ricorda tanto i primi Dimmu Borgir….un’altra grande canzone! La penultima traccia si intitola “Lullabye”, il pezzo più “lento” del lotto, la cui apertura è affidata al pianoforte e alla voce pulita: la parte centrale della canzone mi da una fortissima sensazione di epicità, a dimostrazione delle capacità dei Nostri nel trasmettere emozioni tramite la loro musica, sia essa lanciata o più riflessiva come questa “Lullabye”. Giungiamo infine, ahimè, all’ultima canzone: “L’inverno Dell’Anima”. Il pezzo ha il testo in italiano, e Max sussurra qualcosa, che vi invito a scoprire! Intanto mi balza all’orecchio il suono della batteria: Sto male o ha un qualcosa di elettronico? Ecco anche un docile suono di tastiera…sembrerebbe una marcia funebre…. A voi scoprirlo, io intanto faccio i complimenti ai Necroart per questo primo ottimo full-lenght e continuo a lesionare il cd, che ormai monopolizza la mia autoradio! Un’ultima cosa: acquisto obbligatorio!!!!!

Tracklist:
1- The crimson minority
2- Le fleur noir
3- Necronova
4- Pandemonic opium night
5- Capricorn years
6- A visionary’s trip
7- Lullabye
8- L’inverno dell’anima

Lineup:
Max F. – voce
Davide Z. – chitarra
Filippo G. – chitarra
Francesco V. – basso
Davide Q. – tastiere
Marco B. – batteria

Web site: www.necroart.net

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