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Six Feet Under – Graveyard Classics II (2004)

Pubblicato il 20/04/2006 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Graveyard Classics II
Autore: Six Feet Under
Genere: Death Metal
Anno: 2004
Voto: 5.5

Visualizzazioni post:50

Fate i bravi…. scorrete per benino il testo fino ad arrivare alla tracklist…. poi dateci un’occhiata e se non la riconoscete tirate forteforteforte un calcio contro il muro in modo da frantumarvi l’alluce in più punti! Fatto questo, prima di andare al pronto soccorso (anche se non lo meritereste), leggete questo articolo una ventina di volte!
Per tutti gli altri: benissimo! Asciugatevi gli occhi, che sennò non leggete bene, e controllate per benino che non avete sbagliato a leggere: qua sopra c’è scritto “Six Feet Under”. Come si spiega l’arcano? E’ semplice! Redivivi da una (a questo punto!) positiva esperienza nel campo delle cover, i nostri amici che vivono a quasi due metri sotto terra hanno deciso di rivisitare, reinterpretare e riproporre a tutti quanti l’INTERO “Back in Black” degli Ac/Dc!
Che dire a proposito?
Posso dirvi come l’ho presa io. La sintomatologia di Graveyard Classics II inizia con delle crisi di riso irrefrenabile. Ascoltare Hell’s Bells con il vocione da cadavere putrefatto da una settimana del buon Chris è una esperienza che mi mancava e che dovevo decisamente fare! L’album prosegue con le canzoni che si susseguono secondo lo stesso ordine del disco originale, e le performance del gruppo rimangono sostanzialmente le stesse lungo tutto lo sdipanarsi delle tracce. Le meglio riuscite rimangono a mio parere Hell’s Bells, What Do You Do eccetera, You Shook Me All Night Long e Rock and Roll Ain’t Noise Pollution; con mio grande disappunto Back in Black non rende, a mio parere, quanto in nuce uno potrebbe aspettarsi.
Dopo qualche ascolto, le lacrime e il riso lasciano un po’ spazio allo “ma che senso ha avuto comprare una cosa del genere che fa ridere due volte e poi basta”?
Pensandoci bene, non è perchè non apprezzo le cover. Ce ne sono alcune che valgono davvero il prezzo di un intero disco e che vi cito per esempio della cover “estrema” di canzone “pulita”: “Hallowed Be Thy Name” dei Cradle of Filth, “The Trooper” dei Sentenced, “22 Acacia Avenue” rifatta dai Dark Tranquillity (Ehm…. adesso mi impegno e ve ne metto una che non sia una cover degli Iron Maiden!!!!), Painkiller rifatta dai Death (e scusate se è poco!!!!!!!!!)!
Allora, deve essere perchè lo Slow-Death-Avoltenoious-Forseavolteunpo’TROPPOnoious-Metal propostoci dai nostri amici sotterranei non riesce a far decollare i pezzi (che in sè… !!!!! Ma lasciamo stare!!) come dovrebbe, e che il disco non brilla per la bravura dei musicisti (non dico che non sappiano suonare – non voglio entrare in merito -, dico che nel disco non facciano praticamente NIENTE se non suonare quello che devono) e i rigurgiti insanguinati di Barnes dopo un po’ non riescono a mascherare tutto questo e allora ecco che il disco dopo due giorni lo riponiamo a prendere polvere.
Sono rimasto anche parecchio stizzito per la mancanza degli “uììììì” che mi piacciono tanto del buon Chris (avete presente “The Day the Dead Walked…. alla fine della canzone quando urla “the day the dead uìììììììììì”…. per intenderci!) dalla presente produzione, limitando così la sua performance al “monotono” ribollire di carne putrefatta.

A cura del Manz

Line up:
Chris Barnes – voce
Allen West – chitarra
Terry Butler – basso
Greg Gall – batteria

Tracklist:
1 – Hell’s Bells
2 – Shoot To Thrill
3 – What Do You Do For Money Honey
4 – Givin The Dog A Bone
5 – Let Me Put My Love Into You
6 – Back In Black
7 – You Shook Me All Night Long
8 – Have A Drink On Me
9 – Shake A leg
10 – Rock And Roll Ain’t Noise Pollution

Website:
www.sfu420.com

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