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Bejelit – Age of wars (2006)

Pubblicato il 5/05/2006 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Age of wars
Autore: Bejelit
Genere: Power Metal
Anno: 2006
Voto: 8.5

Visualizzazioni post:67

Quando ci spostiamo in quel di Arona, due volte su tre piove.. stavolta però ci siamo presi l’acqua ben volentieri, dato che la nostra fuga sul lago Maggiore è valsa una copia in anteprima dell’ultima fatica discografica dei Bejelit , che verrà presentata proprio al nostro “EP Metal Fest”.
“Age of wars” segna un passo avanti importante per la band piemontese, un passo che li avvicina sempre di più alla maturità artistica e che pur non rinnegando il passato porta una ventata di novità sia in seno alla band, che alla proposta musicale dei Bejelit . Il dubbio lecito di chiunque conosca la band è se con l’abbandono del vecchio singer Fabio il combo avesse perso di carisma, potenza e dinamicità.. basta un solo ascolto dell’opener “The age of war” a spazzare via ogni possibile remora che si poteva avere sul nuovo acquisto Tiberio Natali, già attivo nella scena novarese da alcuni anni.
La band è in forma smagliante sia a livello compositivo che a livello di produzione, tanto che “Age of wars” straccia nettamente il suo illustre predecessore “Hellgate”. I brani sono tutti portabandiera di differenti influenze ben amalgamante in un sound unico e personale che ora con questo disco acquisisce delle connotazioni tali per cui si possa parlare di sound trademark dei Bejelit. Le novità, come già detto, non mancano e senza dubbio il pezzo più spiazzante è “March of the immortal”, vera perla del disco che inserisce atmosfere orchestrali, lugubri e marziali: una canzone che non sfigurerebbe su una delle ultime produzioni dei Dimmu Borgir. Su questo brano troviamo inoltre come guest il buon Giovanni “Bucce” Bucelloni, cantante dei deathsters Steadfast, che interpreta con i suoi growl la parte dell’immortale Zodd (e chi legge Berserk capisce). Degna di nota anche la nuova ballad, “Flower of winter”, che strizza l’occhio al lento “I wont die every day” di “Hellgate”, ma con un mood diverso, infatti la sensazione primaria che sprigiona questa song è di gioia, quella che solo un forte e corrisposto sentimento sa dare.. aggiungiamoci anche alcuni inserti di flauto davvero ben azzecati, ed ecco che “Flower of winter” riesce a brillare di luce propria, grazie anche ad una prova eccelsa di Tiberio, a suo agio sia sugli acuti che nelle parti più soft.
La conclusiva “…And chaos came from nowhere” invece farà felici i fans dei vecchi Blind Guardian, poiché lo stile è riconducibile ai fasti di “Tales from the twilight world” dei Bardi tedeschi. Sicuramente sarà una bomba in sede live.
Restano una manciata di songs che ricalcano lo stile canonico dei Bejelit, fra cui la power song “Just a Dream” (.. e via di “scapocciata gratuita”) melodica e veloce e le rockeggianti “Son of death” e “The evil inside”, vere chicche potenti e orecchiabili, come solo i Bejelit san fare, e come non citare la distruttiva “Mercenaries”, pezzo che dal vivo lascerà ben pochi superstiti! Che dire.. bravissimi Bejelit! Disco consigliatissimo, da non lasciarsi sfuggire! In chiusura i nostri complimenti alla band e soprattutto a Tiberio: completamente a suo agio sui pezzi, sembra che abbia sempre fatto parte della band!

Recensione a quattro mani di Gianluca “Avalon” Moraschi e Daniel “Danihell” Fleba

Tracklist:
1- Resurrection
2- The Age of War
3- Mercenaries
4- Son of Death
5- Just a Dream
6- March of the Immortal
7- The Evil Inside
8- Flower of Winter
9- Victory’s Now!
10- …And Chaos Came from Nowhere

Lineup:Tiberio Natali – voce
Sandro Capone – chitarra
Giorgio Novarino – basso
Daniele Genugu – chitarra
Giulio Capone – batteria e tastiere

Sito ufficiale: www.bejelit.com
Contatti: info@bejelit.com

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