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Luca Turilli’s Dreamquest – Lost Horizons (2006)

Pubblicato il 20/06/2006 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Lost Horizons
Autore: Luca Turilli's Dreamquest
Genere: Turilli's Metal
Anno: 2006
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:68

Cosa singolare, ma anche no, avere per le mani in contemporanea oltre che al cd singolo del buon Lucone nazionale questo Luca Turilli’s Dreamquest spin off del virtuoso chitarrista dei nostrani Rhapsody.
La cosa che più sorprende è che in questo album non ci troviamo di fronte ad una partecipazione fatta di neoclassici riff, barocchi ricami e torrenziali scale di chitarra, dato che il nostro axeman decide di debuttare dietro alle tastiere (e forse una qualche tempesta di note con la chitarra l’ha fatta lo stesso ma chi lo sa…).
Il genere proposto dal gruppo è un Brutal Happy Grind di vera violenza… ok non ci credete vero? Bene come dicevo il genere è quel metal sinfonico, condito da sagaci passaggi di tastiera e sinth che danno un’atmosfera tastieristico-spaziale già ritrovata in alcuni brani dei due precedenti piccoli capolavori solisti del chitarrista ed un aura soft gothic che attraversa tutto l’album. Voce femminile di impostazione semilirica che dà veramente molta caratterizzazione ad ogni singolo brano e carica di interpretazione ed atmosfera tutte le 12 tracks.
Intro breve e di vena quasi new age di tastiera che ci porta subito alla prima song “Virus” che passa senza colpo ferire o lasciare in particolare un ricordo tangibile, come se servisse solo a scaldare un pochino la piazza e portarci alla seguente “Dreamquest” e qui tutte le influenze possibili di Rhapsody e cd solisti vengono riversate a piene mani in questa canzone, veramente meritevole epicheggiante fantasyeggiante e possente.
“Black Rose” ci porta invece su atmosfere più morbide di un gotico tenue ma nel contempo di più facile assimilazione per l’ascoltatore.
“Lost Horizon” si apre con sonorità orientaleggiante e lamento da parte di non so chi breakkate subito dall’inserto di un bridge di chitarra di matrice prettamente progressive.
La canzone si snoda su fraseggi e ritmiche complesse e cangianti , diciamo che un pezzo così non me lo aspettavo…
A metà album troviamo “Sospiro Divino”, pezzo classico-lirico solo di piano voce e sostenuto da incisi di archi e orchestra (penso saggi campionamenti ma da Turilli possiamo aspettarci di tutto! ) cantata totalmente in italiano, ed è giusto che sia così data l’input lirica della canzone.
Con “Shadows of Eternity” giungiamo davanti al classico mid-tempo che a primo ascolto sembra un semplice e canonico pezzo lento … ma che nell’insieme si snoda in modo accattivante ed articolato.
Si arriva poi ad “Energy” La prima cosa che mi è venuta in mente è stata: “Oh ma che bel pezzo tra il pop e il powermetal “. Ed infatti non saprei definirlo in altro modo XD.
“Frozen Star” per definirla passatemi questo paragone: la si può descrivere come una canzone-anello di congiunzione tra Evanescence e Dark Moor … diciamo che intro alla Dark Moor, refrain alla Evanescence , altro stacco alla Dark Moor e così via … e il tutto è un gran bello ed interessante yeah !
“Too Late” beh io pensavo che potesse aver fatto una cover di una bellissima canzone dei Queen ma ahimè stolto son stato nel mio sperare. Ci troviamo dinnanzi ad un altro pezzo in cui l’atmosfera vira verso quelle sonorità gothic non estreme ma che riescono a caricare di pathos l’intera canzone.
“Dolphins heart” altro bel pezzone liricheggiante ove piano e voce la fanno da padroni incontrastati.
Ed in conclusione ci troviamo dinnanzi a “Gothic Vision”. Spiazzato in pieno dal titolo dato che questa canzone non è altro che una rivisitazione dell’aria del “Dies Irae” di Mozart rivisitata in modo Turilliano 😉 , che dire Wolfgang meet Luca.

Tracklist:
01.Introspection
02.Virus
03.Dreamquest
04.Black Rose
05.Lost Horizons
06.Sospiro Divino
07.Shades Of Eternity
08.Energy
09.Frozen Star
10.Too Late
11.Dolphins Heart
12.Gothic Vision

Sito ufficiale: www.dreamquest.it
Etichetta: www.magiccirclemusic.com

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