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Angra – Aurora Consurgens (2006)

Pubblicato il 1/11/2006 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Aurora Consurgens
Autore: Angra
Genere: power-prog metal
Anno: 2006
Voto: 7.5

Visualizzazioni post:45

Riassunto delle puntate precedenti. Nel periodo Matos, gli Angra sono riusciti a produrre, tolti i vari EP e live, un capolavoro, un disco molto buono e uno inutile (il lettore associ a suo piacimento gli aggettivi con i rispettivi album). Nel periodo Falaschi, fino ad ora, sempre esclusi live ed EP, sono usciti un disco molto buono e uno appena sufficiente, a tratti fastidioso (vedi sopra). Arrivati al traguardo del terzo disco, non si può parlare di capolavoro, ma neanche, e per fortuna, di disfatta completa, e anche se l’ascolto di “The corse Of Nature”, singolo apripista e brano di apertura del nuovo album, lascia un po’ perplessi in quanto troppo easy-listening per la linea a cui eravamo abituati (il brano si salva solo per l’introduzione, in stile etnico, con tanto di maracas), in seguito le cose cambiano in meglio.
Un aspetto che caratterizza questo disco è la varietà nella tipologia dei brani proposti. Sarebbe stato difficile aspettarsi prima d’ora, in un disco della band brasiliana, una ballad in stile Bon Jovi finto malinconico, il cui succo è “ho pianto sangue per te, mi sono fatto tutto il male possibile, ma adesso ti ho dimenticato e sto benissimo, allegria!”, com’è invece “Breaking Ties”. Allo stesso modo, in “Aurora Consurgens” convivono pacificamente altri elementi diversi fra loro: un brano veloce, che riflette quello che è stato finora lo stile degli Angra, completato da un canone a cappella con alternanza di voci maschili e femminili (“The Voice Commanding You”), un pezzo formato solo da chitarra acustica e voce (“Abandoned Fate”), e un mid tempo più sperimentale come stile (“So Near So Far”), che comprende ancora una parte di chitarra in stile etnico, un aspetto che si ripete fin dai tempi di “Holy Land”.
Questo insieme fa sì che non ci si annoi nel corso dell’ascolto, e permette ai singoli musicisti di mettere bene in risalto le proprie doti. Da questo nuovo album esce particolarmente vincitore il cantante Edu Falaschi, che finalmente si scrolla di dosso una volta per tutte i rischi di essersi trasformato in un piccolo clone di Andre Matos e mostra non solo di avere una voce e un carisma tutti suoi, ma di sapere utilizzare queste caratteristiche in una varietà di stili differenti. Non si parla ancora di trionfo, ma di certo questa volta il gruppo brasiliano ha colto nel segno; ci si augura solamente che la resa dal vivo sia buona come quella su disco.

Line-up:
Edu Falaschi: voce
Kiko Loureiro: chitarra
Rafael Bittencourt: chitarra
Felipe Andreoli: basso
Aqualis Priester: batteria

Tracklist:
1-The Corse Of Nature
2-The Voice Commanding You
3-Ego Painted Grey
4-Breaking Ties
5-Salvation Suicide
6-Window To Nowhere
7-So Near So Far
8-Passing By
9-Scream Your Heart Out
10-Abandoned Fate

Album distribuito in Italia da Audioglobe – www.audioglobe.it

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