Slider by IWEBIX

Immortal – At the Heart of Winter (1999)

Pubblicato il 3/12/2006 da in Classici | 0 commenti

Titolo: At the Heart of Winter
Autore: Immortal
Genere: Black Metal
Anno: 1999
Voto: 10

Visualizzazioni post:118

Era già da un po’ di tempo che mi rullava nel cervello l’idea di mettermi qua seduto a fare la recensione di questo disco. Che parolona, fare la recensione. Sostituirei con “tentare umilmente di far penetrare nei vostri metallici crani la consapevolezza della meravigliosità che questa sublime composizione racchiude”. E l’occasione giunge proprio adesso, quando, accisomi nel compito di valutare con perizia l’ultima fatica dei (grandiosi) Necroart, il mio occhio peregrino nota con stupore che di codesto compito s’è già incaricato il malvagio Lord DaniHell! Ed è per quello che io sono qua a scrivere per ripicca, e voi – se questo infausto cappello introduttivo (più che altro una “cappella introduttiva”) non vi ha ancora desertificato le gonadi – a leggere, le mie modeste impressioni su uno dei dischi più belli che la madre di tutti i dischi abbia mai partorito.
Correva l’autunno del 1999, quando dei deficienti ^_^ ebbero la geniale intuizione di regalarmi, in occasione dell’infausta ricorrenza del mio avanzamento d’età, uno sfavillante quadrato roboante di ghiaccio, di corvi e di castelli innevati intrappolati nell’inverno eterno. La confezione in questione vomitò nel mio stereo “At the Heart of Winter”…. e nulla fu più come prima.
Non esistono parole per narrarvi la stupendevole grandiosità delle musiche contenute in questo disco. Non vi sono immagini che possa evocarvi per descrivervi la sensazione di gelo, di orgoglio, di solitudine, di rabbia che vi scorrono per il corpo sotto forma di brividi freddi mentre rincasate una buia sera d’inverno mentre gli Immortal dipingono tutt’attorno un paesaggio desolante di ghiaccio.
Non chiamano dei bambini delle elementari per scrivere i loro testi. Non si scagliano inutilmente contro nemici che non sono tali ignorando nemici molto più pericolosi. Demonaz si limita a dipingere neve, ghiaccio, cieli nuvolosi, viaggi nella fredda oscurità, a narrare le battaglie eterne che combattiamo trascinandoci attraverso l’inverno…. e il suono della battaglia non finisce mai.
Il disco si compone di sei pezzi, alcuni di ragguardevole durata, se comparati alla precedente produzione dei nostri. Nonostante QUALCUNO (vero, Molt?!?) si ostini a criticare la “non perfetta esecuzione del drummer e i fuori tempo della chitarra”, dall’alto della mia abissale ignoranza mi permetto di classificare come grandiosa l’interpretazione di Hörgh alla batteria, in grado di dare vita vera e propria alle granitiche ondate di riff magistralmente interpretate da Abbath, accompagnando e sostenendone il tessuto vitale nei brani con una scelta e una vastità e una selezione di suoni che mai prima d’ora gli Immortal avevano mostrato. La particolarissima interpretazione alla voce di Abbath (che si occupa inoltre di suonare tutto il suonabile, pelli escluse) conferisce la definitiva granitica grandiosità, orgogliosa ed epica, per incidere in maniera indissolubile l’Opera nel ghiaccio.
L’evoluzione verso linee più “melodiche” del loro sound non ne scalfisce assolutamente l’assoluta e glaciale letalità che da sempre li contraddistingue, servendo solo a impreziosire, completare e a far assurgere ad un livello di perfezione la magnificente Opera portata a compimento dal terzetto di grandi. Il disco è stato innevato negli Abyss Studios con la collaborazione signor Peter Tagtgren; la qualità della produzione del disco è decisamente ad un livello superiore rispetto a quanto ascoltato negli album precedenti….
Se posso ardire una considerazione gli stessi, che peraltro mi piacciono molto, parlerebbero molto meglio all’anima se privati di quella componente “fuzzosa” che li contraddistingue…. Sento già il coro di mille voci levarsi contro questa mia affermazione, ma è veramente un peccato che la genialità e la glacialità compostitiva venga oscurata e mascherata da artefatti che si frappongono tra il suono e le emozioni…. fortunatamente la produzione degli Abyss ha ripulito la neve dal terriccio! Avete ragione…. sono tutti quanti delle pietre miliari (beh, forse Battles in the North e Pure Holocaust su tutti), ma QUESTO signori è IL disco degli Immortal, li racchiude e li eleva all’ennesima potenza, sferzando, ghiacciando e incastonando tutto nell’inverno infinito!
In conclusione, il mio modesto parere è che quest’album sia perfetto (leggi: PERFETTO) in ogni sua parte e sarebbe stato un peccato se fosse stato diverso anche in una sola virgola; il resto è desolazione, vento, freddo e neve….

Line-up
Hörgh – batteria
Abbath Doom Occulta – tutto il resto
Demonaz Doom Occulta – liriche

Tracklist
1 – Withstand the Fall of Time
2 – Solarfall
3 – Tragedies Blows at Horizon
4 – Where Dark and Light don’t Differ
5 – At the Heart of Winter
6 – Years of Silent Sorrow

Web site: Maledetti…. dopo che si sono sciolti c’è un redirect a un sito che vende mutande! Ai tempi d’oro quello ufficiale era http://www.immortal.nu

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *