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Bloody Herald – Like A Bloody Herald Remains (2006)

Pubblicato il 16/01/2007 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Like A Bloody Herald Remains
Autore: Bloody Herald
Genere: Heavy Metal
Anno: 2006
Voto: 6

Visualizzazioni post:54

Non c’è festività che tenga per gli instancabili redattori di entrateparallele.it: abolite le ferie estive e soppresso il periodo vacanziero natalizio, anche il veglione di Capodanno è stato messo in forte discussione dalla fiumana di dischetti che invade la magione del nostro capoccia Alessio, tant’è vero che pure tra un brindisi e l’altro c’è stata l’occasione per accaparrarmi una serie di lavori da recensire tra cui, appunto, il full lenght d’esordio dei milanesi Bloody Herald, tenuti a battesimo dalla sempre più valida etichetta bresciana My Graveyard Productions. Formatosi nel settembre 2002, il combo meneghino raggiunge una lineup stabile solamente due anni dopo. Nel 2005 avviene la svolta: nella prima parte dell’anno la band da’ alle stampe il primo demo omonimo mentre nella seconda sigla l’accordo con la label per cui esce “Like a bloody herald remains”. I Cinque Araldi ci propongo un sano heavy metal ottantiano con venature epiche i cui riferimenti principali sono da ricercarsi nella NWOBHM e in particolare negli Iron Maiden. L’atmosfera che “Like a bloody herald remains” riesce a generare arriva direttamente dagli anni 80 grazie ad un’azzeccata scelta dei suoni che dona calore a composizioni già piuttosto valide di per sè ma che soffrono a tratti di una certa prolissità: la sensazione è quella di brani tirati un po’ per le lunghe e che, per essere vincenti al 100%, andrebbero “compressi” a favore di un’immediatezza che altrimenti verrebbe meno. Spetta alla maideniana “Blood of a child” aprire l’album: scelta ottima, dato che assieme a “Fearbringer” questo brano risulterà poi essere uno dei migliori dell’intero disco, impreziosito tra l’altro da un assolo davvero pregevole. La successiva “Ashes” si dimostra leggermente più aggressiva, salvo poi riavvicinarsi alle sonorità di Steve Harris & Co. con “Demons of the sand”. Con la diretta “Pyromaniac” si varca l’oceano e il risultato è un brano a cavallo tra power e thrash a stelle striscie, di sicuro impatto on stage. “Forest” è a mio parere il pezzo più debole del lotto, ed esplica al meglio ciò che dicevo sopra: un po’ di compattezza in più non avrebbe guastato. Dopo la lunga introduzione, “Silence” si allinea ai primi brani per la potenza che esprime, ma è la già citata “Fearbringer”, song spaccaossa, a dare un forte scossone grazie alle chitarre pesantissime! La titletrack e la conclusiva “Metamorphosis” si riportano sulle coordinate maideniane riscontrate su tutto il disco, e rappresentano la degna chiusura di questo lavoro. Le qualità non mancano certo ai Bloody Herald: come dicevo prima, i ragazzi hanno solo bisogno di compattare le proprie composizioni a favore di una maggiore immediatezza.. fatto questo, non mancheranno le soddisfazioni!! Forza ragazzi!!

Tracklist:
1. Blood of a child
2. Ashes
3. Demons of the sand
4. Pyromaniac
5. Forest
6. Silence
7. Fearbringer
8. Like a bloody herald remains
9. Metamorphosis

Lineup:
Adam – voce
William – chitarra
Matt – chitarra
Jack – basso
Joey – batteria

Sito ufficiale: www.bloodyherald.com
Sito etichetta: www.mygraveyardproductions.com

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