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15/12/2006, Sarti 19 + Neronova (Transilvania, Bologna)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Live report | 0 commenti


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La serata di metà dicembre del Transilvania di Bologna si svolge all’insegna dei prodotti di qualità targati Ululati dall’Underground, un’associazione che muovendosi su vari fronti, grazie anche ad una diffusione capillare di notizie, sta promuovendo ormai da diversi anni molti gruppi rock e metal della penisola. Protagonisti in particolare sono i bolognesi Sarti 19, che oltre a festeggiare in modo degno il compleanno del bassista Teo, presentano in questa occasione il nuovo EP, intitolato “L’immagine (è a puro scopo dimostrativo)”.

Aprono la serata, all’incirca verso le 23, i modenesi Neronova, un gruppo che non ha prodotto nuovi lavori nell’anno che si chiude, ma con all’attivo un disco, “Memorie di un clown”, che mescola potenza, sofferenza e rabbia in modo notevole. La decina di brani presentati comprende naturalmente vari pezzi tratti dal disco; fra tutti spicca “1984”, un brano che invita a riflettere su come non sempre la comunicazione di massa possa aiutare, e che si richiama all’importante e realistico libro di George Orwell. Non mancano poi due cover alquanto insolite, soprattutto la prima, che consiste in una rivisitazione, o più che altro in una distruzione, del celebre “Like A Prayer” di Madonna. La seconda cover è invece “Rebel Yell”, di Billy Idol, che conclude il disco e anche l’esibizione dei Neronova, con un bilancio estremamente positivo, sia per quanto riguarda la risposta del pubblico che le sonorità, molto ben equilibrate per chi sta all’esterno ed ascolta (è ormai consuetudine che i musicisti che suonano al Transilvania si lamentino per le difficoltà a livello acustico). Da sottolineare anche la notevole performance dal punto di vista scenico del chitarrista Federico, che pure relegato dietro una trincea di effetti e pedaliere, riesce a dare spettacolo e ad attirare molti sguardi su di sé.

I Sarti 19, naturalmente, non sono da meno, e attaccano la loro parte di serata con “Drago”, pezzo di apertura de “L’immagine”, che è suonata con una tale energia da risultare addirittura più efficace che nella versione in studio. Segue subito dopo “L’ultimo addio”, altro brano dell’EP, condito da una serie di giochi verbali a metà fra il divertente e l’inquietante, ma è con il terzo brano che i Sarti 19 danno prova definitiva della loro grande creatività; non capita tutti i giorni infatti di sentire una cover di “Rospo”, brano che lanciò al successo (leggi l’ultimo posto fra le Nuove Proposte al Sanremo 1999) i romagnoli Quintorigo. Riascoltare questo brano in una versione completamente nuova per quanto riguarda il tipo di strumenti usati, ma al tempo stesso così fedele all’originale, è una chiara testimonianza del valore di questo gruppo.

La performance si articola poi proponendo a scaglioni regolari i rimanenti brani dell’EP, ovvero “Le mani sono qui”, la strumentale “Rainbow Island” e “Metà della mela”, che sono intervallati da brani del primo demo della band (“Jew”, ispirata all’Olocausto, e “Cervello”), e cover più o meno celebri, prima fra tutte quella di “Highway Star” (brano che tra l’altro eseguivano anche i Quintorigo…eh sì, di nuovo loro).

Come già accennato, i brani de “L’immagine” non risentono del peso della novità; anche se tutti i musicisti si comportano in modo egregio, è da sottolineare la potenza e la sicurezza straordinaria del cantante Francesco, che non pare avere nessun problema a destreggiarsi fra pezzi di tipologie così diverse fra loro. Con un biglietto da visita di questo tipo, sia i Sarti 19 che i Neronova hanno davanti a loro un 2007 che non può non portare soddisfazioni!

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