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16/11/2004: Behemoth + Krisiun + Guests, Transilvania Live Milano

Pubblicato il 4/04/2007 da in Live report | 0 commenti


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Premessa: da quando avevo letto di questo concerto la mia salivazione aveva cominciato ad aumentare, causa l’assoluto capolavoro confezionato da Nergal & Co. a cui ho riservato uno spazio in sede di recensione.

Ok; dopo un lungo pellegrinaggio passato a guidare nella caotica rete stradale dell’hinterland milanese ed una passeggiata dal parcheggio (trovato di fortuna) al locale, il sottoscritto, Danihell e DjFax giungiamo innanzi alle porte del Transilvania. Queste, nonostante l’orario previsto per l’apertura dei cancelli sia passato, vengono da noi trovate chiuse, e così non ci resta altro da fare che aspettare pazientemente esposti ad una temperatura che avrebbe fatto venire i geloni ad un pinguino. Quando finalmente gli organizzatori hanno deciso che il popolo metallaro lì presente era ricoperto da un soddisfacente strato di brina, hanno aperto i cancelli, lasciando entrare gli sventurati; una volta dentro il locale ci guardiamo attorno e notiamo, presente in veste di incaricato del merchandise della Scarlet, Daniel Biotti, singer dei meneghini Node, con cui scambiamo due chiacchiere prima di dirigerci al banco del merchandise ufficiale delle bands protagoniste di questa sera. Devo spezzare una lancia in favore dell’organizzazione straniera: i prezzi delle T-shirts e dei cd sono nettamente più onesti di quelli trovati ad altri concerti di colleghi più blasonati.

Dopo essermi munito di T-Shirt dei Behemoth, ci dirigiamo verso quello che sarà il nostro “trespolo” per tutta la durata dell’evento; troviamo infatti una sorta di balconcino rialzato da cui si gode di un’ottima visuale senza correre il rischio di essere uccisi (come invece accade quando ci si trova a questo tipo di concerti nelle prime file…ndOrp) e da cui ho potuto adempiere ai miei compiti fotografici in maniera esaustiva.
Ma bando alla ciance: ecco gli americani Incantation che sono stati scelti per scaldare la folla, non propriamente numerosa, di metalheads qui presenti; il loro Death Metal è genuino, scarno e privo di fronzoli, ma anche privo di una qualsiasi nota originale! Il trio assolve il suo compito senza dimostrare segni di cedimento, e questo grazie ad una carriera che dura ormai da quindici anni, tempestando gli astanti con sferzate di classicissimo Death di stampo americano pescato da tutte le loro releases. Poco il tempo a loro disposizione, ma i venti minuti circa di durata della loro esibizione sono bastati a raccogliere consensi; quando il chitarrista e singer ha annunciato l’esecuzione dell’ultimo brano si sono udite voci di fans non sazi di questo breve ma brutale inizio di concerto.

Dopo un breve interludio dovuto al cambio di attrezzature sul palco, si incominciano ad intravedere dei visi ornati di face painting, il che ci fa intuire che è venuto il momento dei norvegesi (o almeno credo…) Ragnarok, band dedita ad un sound che si rifà palesemente ai capostipiti della scuola Black Metal, con tutti i sacri (anche se non mi sembra un termine appropriato in questo caso…) crismi del genere. I brani si susseguono senza soste, e devo ammettere che, fatto eclatante per una band Black, gli strumentisti hanno offerto una buona prova: senza sbavature o stecche di sorta. Di questo gruppo ho apprezzato molto anche la professionalità; ad un certo punto dello show, il singer si è trovato in difficoltà a causa dell’asta del microfono difettosa; il soggetto non ha fatto una piega, e, continuando ad eseguire il suo pezzo, ha scambiato l’asta rotta con quella del bassista, il tutto senza steccare o interrompere l’esecuzione. Unici nei nell’esibizione dei Ragnarok sono stati l’abbigliamento del singer, che da quante borchie aveva addosso sembrava un punta spilli, e la voce dello stesso, troppo monocorde per i miei gusti. Con mia somma sorpresa alcuni dei presenti hanno cantato insieme al singer tutti i brani in scaletta, dimostrando dedizione ad una band per me sconosciuta. Non si finisce mai di imparare!

Durante il consueto vuoto di palco dovuto al soundcheck del gruppo successivo (che a quanto letto sui cartelloni dovevano essere i Behemoth…) noto di sfuggita una figura che mi sembrava di riconoscere; dopo aver osservato nuovamente il soggetto scopro che costui è Nergal, il cantante e chitarrista dei Behemoth! Visto che l’attesa per lo show successivo si presumeva ancora lunga, decido di acchiappare il singer della band polacca per una foto (anche se è venuta leggermente sfocata è sempre un ricordo)

Giusto il tempo di scattare lo foto e di augurare buona fortuna per lo show, che già sono saliti sul palco i brasiliani Krisiun; stando a quello che avevo letto di loro, il trio è dedito ad un Brutal Death velocissimo ed incentrato su tematiche anticristiane, che però veniva definito dallo scribacchino di turno come noioso, sempre uguale a se stesso e caotico…Beh, sul secondo punto posso anche dare ragione: le composizioni non si differenziano molto le une dalle altre, ed il bassista/singer che le annuncia con voce urlata e gutturale non ne aiuta la distinzione. Sugli altri aspetti citati in precedenza non sono per niente d’accordo; infatti, pur essendo lo show monolitico e senza un attimo di tregua, il feroce trio che viene dalla terra di Pelè non sbaglia un colpo: mai visto un gruppo Brutal Death così preciso e pulito nell’esecuzione dal vivo! La prova dei tre ha sortito effetti veramente devastanti sui neuroni dei poveri redattori, i quali non hanno potuto far altro che guardarsi in faccia con aria di sorpresa ed elogiare in termini entusiastici gli agguerriti carioca. Menzione d’onore per il singer, che ha condito la sua performance con ogni sorta di ingiurie in ITALIANO, imparate apposta per la venue di stasera. Letali ed Esilaranti!

Eccoci quindi giunti al piatto forte della serata: i Behemoth! Dopo un lungo soundcheck fatto di prove microfono, accordare TUTTI gli strumenti del quartetto, montare ed assestare il drum-kit di Inferno (batterista della band, nonché uno degli uomini più grossi che abbia mai visto, che ha provveduto lui stesso a regolare la sua strumentazione) ed altre faccende del genere, le luci si abbassano e fanno la loro comparsa Seth (il nuovo chitarrista), Orion (il bassista) ed Inferno; mentre scorrono le note dell’intro, entra in scena anche Nergal, il quale non perde tempo ed annuncia la prima traccia di stasera, “Antichristian Phenomenon”, ormai opener abituale degli show dei Behemoth. La prima impressione che ho avuto nel vederli dal vivo è stata fantastica: la band è in forma e non sbaglia un colpo nonostante i continui cambi di tempo ed i riffs intricati che l’ hanno fatta divenire famosa tra i cultori del Metal estremo ed oltranzista. Dopo la prima traccia il quartetto fa un tuffo nel passato, riportandoci ai primi album, e precisamente a “From The Pagan Vastlands”, con la title track di quell’album, in cui già sono avvertibili quelle che sarebbero poi state le coordinate che avrebbe la band, che poi continua lo show con “Heru Ra Ha (Let There Be Might)”, traccia tratta dal precedente “Zos Kia Cultus” e che il sottoscritto non conosceva, ma che ha suscitato impressioni più che positive.

Ecco finalmente il singer che annuncia i da me tanto attesi estratti dall’ultimo, splendido “Demigod”, ovvero “Conquer All”, veramente bellissima anche in versione live, la prima traccia “Sculpting The Throne Ov Seth”, in questa Inferno ha superato se stesso, ridicolizzando le Drum Machine e chi ne fa uso, e la title track “Demigod”, intrisa di umori mediorientali. Dopodiché la band tira il fiato con “Hekau 718”, per poi ricominciare a macinare colpi su colpi con le furenti “Christians To The Lions” e “Decade Of Therion”, al termine delle quali il singer abbandona il palco per poi ricomparire abbigliato come il Demigod sulla cover dell’album.

Dopodiché la band passa all’esecuzione degli ultimi brani previsti per stasera, ovvero un altro estratto da “Zos Kia Cultus”, “As Above So Below”, e la conclusiva “Chant For Eschaton 2000”, entrambe coinvolgenti e violente al tempo stesso.
In conclusione, un concerto che è andato oltre le aspettative, mie e dei miei compagni d’avventura, che ci ha fatto capire che, se quello sentito stasera è il domani della nostra amata musica, possiamo dormire sonni tranquilli.

Live Report raccolto da Orphen e Danihell
Con il silenzioso ed imperturbabile sostegno di DjFax

P.S.: la scaletta è precisa perché sono riuscito a recuperare quella che usavano sul palco con l’aiuto di un tizio della security, che, dopo che glie l’ho gentilmente chiesta, l’ha strappata di mano ad un altro spettatore che se ne era impossessato. Quando si dice che basta chiedere…

Setlist Behemoth:
1. Antichristian Phenomenon
2. From The Pagan Vastlands
3. Heru Ra Ha (Let There Be Might)
4. Conquer All
5. Sculpting The Throne Ov Seth
6. Demigod
7. Hekau 718
8. Christians To The Lions
9. Decade Ov Therion
10. As Above So Below
11. Chant For Eschaton 2000

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