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16/11/2006, Tool + Mastodon, Palazzo del Turismo (Jesolo, VE)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Live report | 0 commenti


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Dopo il successo dello scorso tour estivo, che ha portato il quartetto americano in giro per festival e palazzetti europei, i Tool tornano nel Vecchio Continente per la seconda (e non ultima) parte del tour di supporto al loro ultimo album, quel 10000 Days che avrà ancora molto da far dire ai propri fan per almeno altri quattro anni.

La data di Jesolo, cittadina in provincia di Venezia nota soprattutto per essere una delle più note località balneari del Nord Adriatico, è stata l’ultima del minitour italiano che ha portato Maynard Keenan e soci a toccare quattro città italiane (Torino, Firenze, Rimini, oltre a Jesolo), preferendo dei palazzetti più piccoli rispetto a quelli che sono stati calcati nel giugno scorso (vien da pensare al DatchForum). Oltre a loro, come supporting act d’eccezione, i Mastodon, gruppo rivelazione degli ultimi anni, e un set di luci, laser e video simile a quello utilizzato nei tour oltreoceano.

La serata inizia alle ore 20, con una puntualità sulla tabella di marcia che è particolarmente strana rispetto agli standard italiani. Salgono sul palco i Mastodon, il quartetto di Atlanta che sta riscuotendo ampi consensi da critica e pubblico grazie agli ultimi album Leviathan e Blood Mountain, e che li ha portati ad un prestigioso contratto discografico con la Warner Music in tempi recenti. Il concerto della band capitanata dal bassista-cantante Troy Sanders è stato superlativo: il quartetto, relegato ad un piccolo spazio del palco, ha comunque sfornato una performance impeccabile, ignorando i problemi tecnici (l’impianto luci è saltato per qualche minuto) e, soprattutto, dei suoni decisamente mediocri, che han smorzato l’impatto devastante della band e che resteranno l’unica pecca di quaranta minuti di altissimo livello.

La scaletta ha pescato moltissimo dall’ultimo album (The wolf is loose, Crystal skull, Sleeping giant, Capillarian crest, Circle of cysquatch, Colony of birchmen e This mortal soil le canzoni tratte da Blood Mountain), relegando i precedenti album a pochissime canzoni. Esclusioni clamorose come Blood and thunder, Iron tusk e March of the fire ants sono giustificabili, pensando che la scaletta è stata fatta soprattutto in vista della band principale della serata, lasciando quindi da parte alcuni dei pezzi più aggressivi della band.

Da rivedere comunque nel ruolo di headliner, magari in un piccolo club, visto anche il fatto che la band è stata seguita con partecipazione da pochissima gente. Il grosso delle persone, infatti, è arrivato tra l’ultima canzone del concerto dei Mastodon e la pausa prima dell’entrata dei Tool, questo anche a causa di un inizio dei concerti abbastanza in anticipo rispetto alla media (generalmente, i concerti iniziano tutti verso le 21-22), e che ha penalizzato, sfortunatamente, la band dello stato della Georgia. Sicuramente, non la band più adatta per aprire un concerto della band californiana.

Il palco che i Tool hanno portato in questa seconda parte del loro tour europeo in supporto all’ultimo album 10000 Days, è più o meno simile a quello che viene utilizzato dalla band nei palazzetti statunitensi. Il colore bianco è dominante, partendo dal pavimento e arrivando ai quattro teli che avrebbero proiettato, nel corso del concerto, alcuni video (alcuni nuovi per il pubblico europeo). Inoltre, come detto prima, uno spettacolo di laser che si riveleranno, alla fine, il punto di forza di questo concerto.

La scaletta della prima parte, per chi ha assistito al tour estivo, non presentava nulla di nuovo: l’unica differenza è che il concerto è stato aperto da Stinkfist, prima traccia di Aenima, e che Lost Keys-Rosetta Stoned, insieme a Sober, abbiano chiuso il primo set. Come sempre, una band impeccabile e relegata nei propri spazi sul palco: rarissimi i momenti di coinvolgimento dei componenti sul palco, come quasi nulli sono i contatti con il pubblico. L’unico che resta per tutto il concerto isolato da tutto è Maynard Keenan, che indosserà per tutto il concerto una maschera antigas.

Dopo la breve pausa, inizia la parte inedita e affascinante di questa data: la riproposizione integrale dell’intera suite Wings for Marie e di Lateralus. La particolarità di questa parte è il fatto che la band ha fatto ricorso a video inediti e giochi di laser verdi per creare un’atmosfera indescrivibile, che ricordava moltissimo i Pink Floyd più sperimentali e psichedelici (magari questo è un piccolo indizio per le uscite future della band..). Più di venti minuti che, da soli, valevano i quaranta euro del biglietto.

La chiusura è lasciata alle “solite” Vicarious, primo singolo tratto dal recente 10.000 Days, e Aenima, che chiude in maniera esplosiva una serata indimenticabile. Certo, gli intoppi ci son stati: partendo dall’impianto luci saltato durante il set dei Mastodon e arrivando ai problemi di Maynard Keenan con il microfono (causati anche dalla scelta di cantare con addosso una maschera antigas), e passando per delle imprecisioni da parte dei Tool, soprattutto Adam Jones, che nel tour estivo fu il vero protagonista del tour estivo. Ma scompaiono tutti di fronte ad una band veramente in formissima, ad una set list ben più lunga rispetto a quella estiva (circa due ore) e ai già citati giochi di luce.

Una serata indimenticabile: un delitto chi non ha avuto la fortuna di vedere due delle band più importanti del panorama heavy internazionale. Un delitto chi si perderà queste band il prossimo anno, se dovessero ritornare in Europa. I Tool hanno già confermato la terza parte del tour europeo: speriamo ritornino impeccabili come in questo tour e, magari, con una scaletta rinnovata che dia spazio anche a molti altri pezzi della band.

Piccola parentesi finale per la fauna presente al concerto: sì, perchè di fauna si deve parlare. Molto triste il fatto che alcuni giovani americani (sicuramente provenienti dalle vicine basi di Aviano e Vicenza) decidano di sfogare la loro rabbia repressa pogando violentemente durante il set dei Tool, coinvolgendo molti presenti al parterre e rovinando loro lo spettacolo. Tristissimo anche il fatto che una piccolissima parte del pubblico, pur con un avviso enorme all’entrata che invitava a non usare il flash, alla frase di Keenan “no flash cameras during this song, please”, inizi a scattare foto, senza tener conto che questa cosa è stata fatta per tutto il concerto. Non sto a discutere sulla correttezza o meno dell’avviso, ma certe volte l’ignoranza e la voglia di trasgredire le regole, rovinando anche il pathos del concerto con ripetuti flash, supera i confini della mente umana.

Scaletta Tool:
Stinkfist
Forty-Six & 2
Jambi
Schism
Lost Keys
Rosetta Stoned
Sober
—————
Wings For Marie
10,000 Days
Lateralus
Vicarious
Ænema

Le foto dei Mastodon sono state prese da: http://www.myspace.com/mastodon

Per i Tool, sono state utilizzate foto promozionali ufficiali.

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