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22/10/2006, UnHoly Alliance 2, MazdaPalace (Milano)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Live report | 0 commenti


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Torna in terra italica l’ Unholy Alliance, che vede ancora headliner gli inossidabili e indistruttibili Slayer, forti di un ultimo album ( “Christ Illusion” ) che ha ricevuto ottimi responsi in tutto il mondo… e anche forti critiche!
Di supporto due grosse band europee come gli In Flames, che si dimostreranno autori di uno show entusiasmante e i pluriosannati Children Of Bodom, accompagnati dagli americani Lamb Of God e dai Thine Eyes Bleed, in ruolo di opening act.
Nonostante il traffico di una Milano grigia e cupa, arriviamo in tempo per sentire l’intero show dei Thine Eyes Bleed. I cinque si prodigano nei loro riff a cavallo tra il death e il black, sfoggiando sempre ritmiche assassine e veloci. Il pubblico resta un po’ freddo in realtà di fronte alla band e la mezz’ora a loro disposizione finisce in fretta senza lasciare troppo il segno.
Discorso diverso per i Lamb Of God, che sebbene penalizzati da suoni non eccezionali (sopratutto la voce troppo in secondo piano) riescono a catalizzare un folto manipolo di adepti che si scannano davanti nelle prime file. La set list è estratta dall’ultimo “Sacrament” con una “Walk With Me In Hell” davvero ben riuscita e ben accolta. C’è spazio anche per il passato con qualche estratto da “Ashes Of The Awake” prima dell’infausto black out sul palco. Tutto spento e la band che risale poco dopo sul palco a salutare e ringraziare. Ma dico io… in un evento di questa portata per l’ambiente metal, il service non immagina la quantità di potenza richiesta? Come si possono lasciar causare certi cali di corrente? (e mi riallaccio allo stesso fatto avvenuto al Gods Of Metal di quest’anno ai Nevermore).
Comunque un breve cambio di palco lascia spazio allo striscione recante il noto Reaper della band finnica amata dai ragazzini e sopratutto dalle ragazzine. I Children Of Bodom senza mezzi termini salgono e partono con una ottima “Silent Night, Bodom Night” accompagnata dall’intro di “una pallottola spuntata” e subito seguita da “Needled 24/7”. Ma ecco che durante “Living Dead Beat” salta di nuovo l’impianto di corrente. Inaudito. Ho visto chiaramente Janne Warman andarsene dal palco tirando imprecazioni in finlandese (che non sto qui a riportarvi) e decisamente arrabbiato. Devono passare un bel cinque minuti prima che i cinque nordici tornino sul palco con un impianto finalmente attivo e pronti a ricominciare.
La prova della band è decisamente soddisfacente anche se qualche stecca qua e là come al solito si sente, ma il livello tecnico dei musicisti in questione è indiscutibile. L’ottima chiusura affidata a “Downfall” lascia sicuramente la maggior parte dei fans dei Childre Of Bodom contenta e soddisfatta. Ma i fans degli In Flames potranno dire di aver assistito ad un qualcosa di unico, vista la prova sia tecnica che scenica dei cinque svedesi!
Intro tratta dal telefilm “Supercar” con tanto di luci rosse a imitare Kit. Geniali!
I ciqnue aprono con “Pinball Map”, e il pubblico è già caldo. Anders Fridèn, frontman di carattere e intelligente, ci sa fare e catalizza senza problema tutto il Mazda Palace con “Cloud Connected” e “Trigger” che saranno a mio avviso gli highlight dello show dei cinque svedesi.
Si passa anche dal passato con “Behind Space”, opener dello storico “Lunar Strain” e velocemente si arriva alla fine dei cinquanta minuti a loro concessi e non si può dire che i fans non siano stati accontentati. e parlo di tutti, dai vecchi ai nuovi!

Cala il buio e “Darkness Of Christ” giunge ad aprire lo show degli headliner, gli attesi Slayer. Nel 2005 al Gods il loro show sebbene massacrante come al solito s’è dimostrato un po’ scialbo e distante. Ai quattro americani, forti del nuovo “Christ Illusion” dimostrare la falsità dei commenti dello scorso anno. Dico subito che ci sono riusciti in pieno, tornando a ricordare che gli Slayer sono sempre gli Slayer e che se vogliono fare male, non lo fanno: uccidono.
La setlist dei quattro diavoli è un tripudio di classici dell’heavy metal più cattivo, si passa dagli esordi con “Die By The Sword” a brani dell’ultimo lavoro (solo due estratti) come l’ottima “Cult” fino alle vere perle come “Raining Blood” o “Dead Skin Mask”. L’affiatamento è perfetto, con un Dave Lombardo dietro alle pelli impeccabile, la potenza sonora è senza pari, nulla a che vedere con le due precedenti calate italiche del 2004 e 2005 (ad un scialbo Gods Of Metal). Il pubblico neanche a dirlo percepisce tutto ciò ed il visibilio è evidente in tutti! Tom Araya, che sfoggia un fashion pizzetto bianco segno dell’età, non deve fare nulla: basta la sua presenza e il suo sguardo minaccioso ad incitare la folla!
la chiusura è stata prevedibilmente affidata ad una “Angel Of Death” disumana che ha mandato a casa tutti più che soddisfatti per un evento davvero soddisfacente penalizzato solo da piccoli inconvenienti tecnici dovuti probabilmente alla scarsa organizzazione. Peccato per questi nei che macchiano un concerto altrimenti cristallino!!

Live report a cura di Daniel “DaniHell” Fleba ( danihell@email.it )

con il fluttuoso supporto di
Vera “Lady Vera” Coccodi, Marco “Yoghi” Fleba, Maria Narducci, Robert Stephenson Smith Fabrizio “Tj” FAx Fasso Fassardi, Luxuria Squilibria.

Un saluto particolare agli amici/colleghi di HardSounds.it !

Setlist Children Of Bodom:
Silent Night, Bodom Night
Needled 24/7
Living Dead Beat
(crash elettrico)
Sixpouder
Angels Don’t Kill
In Your Face
Hate Me!
Downfall

Setlist In Flames:
Pinball Map
Leeches
Cloud Connected
Trigger
Behind Space
Resin
Only For The Weak
Graveland
Come Clarity
The Quiet Place
My Sweet Shadow
Take This Life

Setlist Slayer:
Disciple
War Ensemble
Blood Red
Die By The Sword
Born Of Fire
Eyes Of The Insane
Seasons In The Abyss
Chemical Warfare
Mandatory Suicide
Cult
Dead Skin Mask
Silent Scream
Postmortem
Raining Blood
South Of Heaven
Angel Of Death

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