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25/02/2007 Pain Of Salvation, (New Age Club, Roncade, TV)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Live report | 0 commenti


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Eccomi di nuovo al New Age Club, locale in cui i Pain of Salvation, band svedese da inserire sicuramente tra i migliori esponenti del Progressive Metal, furono già protagonisti nella serata del 15 settembre 2005. La serata inizia con un dubbio: giunti alla location trevigiana infatti non si era ancora ben capito se i Pain of Salvation sarebbero stati supportati da qualche altro gruppo oppure no.
La scritta “Pain Of Salvation + guest” che campeggiava in bella vista sul sito internet del locale ed il presunto orario di inizio concerto (previsto per le 21.00) facevano pensare ad un gruppo spalla prima dei tanto attesi headliner.
Al mio arrivo, avvenuto attorno alle 21.10, il parcheggio del locale era già stracolmo di macchine, a differenza dall’anno precedente in cui solo pochi fedeli si erano presentati per supportare il gruppo.
Alle 21.30 circa, entrata nel locale, noto che il palco si presenta ancora vuoto, dunque nessuno gruppo di supporto previsto per la serata. Nel frattempo tento di guadagnare un posto nelle prime file, anche se il locale e’ già pieno.
Ho approfittato dell’attesa per scambiare qualche parola con i ragazzi attorno a me, ed è subito trapelato un forte malcontento per l’estenuante attesa di circa un’ ora, per fortuna il fonico ha avuto la saggia idea di mettere su qualche canzone dei Tool, tra le quali ricordo bene “Eulogy” e “Parabola”, per alleviare la noia che serpeggiava tra il pubblico in fervida attesa.

Foto concerto Pain Of Salvation Roncade

Ore 22 circa: i nostri progster fanno il loro ingresso in scena con la nuova formazione. Già prima della notizia della pubblicazione del nuovo lavoro della band, era stata annunciata la forzata separazione (per motivi logistici, ossia il suo trasferimento in Olanda) dallo storico bassista Kristoffer Gildenlow, fratello di Daniel, il leader della band autore di tutti gli inquietanti concept album pubblicati sotto il monicker Pain Of Salvation.
Il nuovo bassista è Simon Andersson da Gothenburg, Svezia. Andersson ha già lavorato a vari progetti assieme ad altri artisti svedesi
noti: gli Outshine, Bosson, Johan Randèn,Christian Alsing, la Heartband.. e ora lo ritroviamo in tour assieme ai Pain of Salvation.
Al momento dell’uscita dai camerini, il gruppo viene accolto con un fragoroso applauso dal parte del pubblico, la band ricambia il saluto con un affettuso ringraziamento indirizzato a tutti i sostenitori presenti e, mentre il concerto sta per avere finalmente inizio, un “folle” lancia un forte acuto destando l’attenzione della stessa band. A questo punto Gildenlow si avvicina al microfono sorridendo e scherzosamente replica dicendo: “we know.. we know!”.
E dopo questo simpatico aneddoto il concerto ha davvero inizio. I ragazzi sono davvero in forma e disponibili a scherzare con il pubblico
incitandolo a cantare assieme a loro, come sempre. Non mancano le improvvisazioni e gli intrecci delle chitarre di Gildenlow e di Hallgren tanto che si crea quasi una sorta di sfida tra i due. Tra una canzone e l’altra Daniel si diverte a presentarci molti lati della personalità del nuovo membro del gruppo, chiedendogli di cantare o di intrattenere il pubblico.

Foto concerto Pain Of Salvation Roncade

All’ interno dello show molto spazio ai pezzi del nuovo album quali “Scarsick”, “America”, “Flame to the Moth”, “Cribcaged” e l’inaspettata “Disco Queen”. Ad essere sincera questo ultimo disco dei Pain Of Salvation mi aveva lasciato un po’ di amaro in bocca considerando lo stile assunto con il capolavoro “Be” e considerando soprattutto il fatto che era stata annunciata come la seconda parte di “The Perfect Element”. Avevo trovato poche affinità con quest’ultimo, vista la varietà di sonorità nuove e oserei dire insolite da parte dei Pain Of Salvation, ma dopo aver visto dal vivo queste canzoni la mia opinione si è totalmente ribaltata; non c’è che dire, una canzone dei Pain Of Salvation dal vivo ha tutto un altro effetto!
Il concerto comincia proprio con “Scarsick” e “America” .. e con la solita grinta ed energia tipica di questa fantastica band. Dopo questi due recenti brani intraprendiamo un viaggio nel passato attraverso il mondo di “Entropia” con “!(Forward)” prima e con “Night Mist” poi.
Quest’ultima non mi era mai sembrata una canzone particolarmente degna di nota, invece mi sono dovuta ricredere soprattutto dopo aver assistito alla formidabile performance in “slap” da parte di Andersson, sono passaggi che a vederli con i propri occhi lasciano davvero a bocca aperta! Si prosegue poi con le classiche perle che in un concerto dei Pain Of Salvation non possono assolutamente mancare, cioè “Ashes” e “Undertow”, rispettivamente da “The Perfect Element” e “Remedy Lane”. Durante le canzoni siamo stati immersi in un’atmosfera di intensa malinconia sprigionata dal sussurrare sommesso di Daniel, tra il pubblico è calato un impressionante silenzio spezzato solo dalla perfetta voce del cantante accompagnata da una melodia di chitarra e tastiera, che intrecciandosi e ci hanno portato lungo le tristi rime di queste canzoni. Si prosegue poi con altri due pezzi di “Remedy Lane” ovvero l’infinitamente dolce “This Heart Of Mine” e l’energica “Chain Sling”.

Live report concerto Pain Of Salvation Treviso

Il tempo procede troppo velocemente e la band ci annuncia che la prossima canzone sarà l’ultima della serata… mai credere a Daniel quando afferma questo! Con mia immensa sorpresa si sentono le prime e inusuali note di “Disco Queen”, che a parer mio è stata la canzone più divertente di tutto lo show. Chi sarebbe capace di rimanere impassibile alla scena di Daniel e Johan che ballano ancheggiando con movimenti propri della musica Disco-Dance?! E anche noi del pubblico siamo stati contagiati dalla temporanea “Febbre del Sabato Sera”, tanto da cominciare a ballare, incoraggiati dal simpaticissimo chitarrista che nel frattempo si destreggiava in mosse e smorfie a dir poco assurde. Dopo questo sprazzo di pazzia collettiva il gruppo si è congedato facendoci credere di aver concluso il concerto, ma tra le rumorose esortazioni del pubblico, band ha fatto il suo ritorno sul palco per proseguire con le ultime canzoni. Si ricomincia con una canzone che nessuno si sarebbe mai aspettato di sentire; è una meravigliosa cover di “Hallelujah” di Leonard Cohen, in questo pezzo più che mai ho assistito a un fenomeno che avviene in quasi ogni concerto dei Pain Of Salvation, una perfetta fusione tra gruppo e pubblico, un’armonia, uno scambio di vive emozioni. Ci lasciamo totalmente trasportare sulle parole di questa splendida canzone. Terminata questa magnifica interpretazione, i cinque ragazzi proseguono con la loro setlist, mancano infatti
ancora due canzoni alla fine del concerto, che saranno “Cribcage” dall’album “Scarsick” e la storica “Used” da “The Perfect Element” che portano quindi alla conclusione questo straordinario spettacolo!

Live report concerto Pain Of Salvation Treviso

Come si è potuto vedere il gruppo ha attinto dal loro ultimo lavoro molti pezzi per la serata, lasciando spazio anche ai vecchi brani di “Entropia” e “One Hour By The Concrete Lake”, hanno dedicato invece meno tempo ad album del calibro di “The Perfect Element”, “Remedy Lane” e “Be” che considero tre dischi davvero essenziali.

Report del concerto terminato, proseguo con il raccontare un episodio accaduto: a fine concerto sono uscita dal locale poichè ci era stato chiesto insistentemente di farlo e mi sono diretta verso il tourbus della band. Dopo più di un ora di attesa è uscita una ragazza dal retro locale molto irritata, la quale ci ha detto: “quando usciranno non corretegli contro, aspettate e andate avanti uno per volta!”
Io e le altre persone attorno a me ci siamo chiesti cosa fosse successo dentro. Nel momento in cui il gruppo è uscito abbiamo notato tra loro la ragazza del merchandising, ovvero la morosa di Gildenlow, con un polso fasciato e un sacchetto di ghiaccio in mano. Mistero… Qualche giorno dopo sono venuta a sapere da un ragazzo che lavora all’interno del New Age Club cosa era realmente successo: dopo la nostra uscita il gruppo si è recato presso gli stand del merchandising per fare autografi e foto con i propri fan, causando una gran ressa e a farne le spese è stata proprio la ragazza di Gildenlow, che si è fratturata un polso.
E’ un vero peccato che accadano questi episodi ai concerto di un gruppo che si è sempre mostrato disponibile nei confronti del pubblico; l’anno precedente tutto era filato liscio e i due fratelli Gildenlow erano rimasti tra la gente per quasi un ora.

Nonostante questo inconveniente mi posso ritenere decisamente soddisfatta. Mi resterà di certo un bellissimo ricordo della serata soprattutto riguardando le foto del concerto e gli autografi sui booklet e sulla scaletta.

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