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26/01/2007, Europe (Vox Club, Nonantola, MO)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Live report | 0 commenti


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È difficile rimanere obiettivi e impassibili di fronte a tante cose, nella vita. Per un appassionato di musica, per quanto la cosa possa cadere nel ridicolo e a volte anche nel patetico, avere la possibilità di vedere dal vivo un gruppo che si segue praticamente da sempre, nonostante i tempi siano cambiati, le cotonature non ci siano quasi più in giro e un certo modo di vedere la musica sembri quasi anacronistico e da macchiette, non è certo una situazione che favorisce l’impassibilità.
Ma il lunghissimo serpentone di gente in ordinata fila davanti al Vox di Nonantola non ha per niente l’aria di pensare che gli Europe siano diventati delle macchiette. I discorsi che si ascoltano mentre si fa la fila fanno pensare a persone con il rock nel sangue, che hanno smesso da tempo le divise e i modi di fare dell’epoca d’oro, magari hanno messo su famiglia, e alternano consigli di puericultura e commenti sui migliori asili nido della provincia a ricordi sulle ultime edizioni italiane del Monsters Of Rock. Devono essere davvero in tanti a pensarla così, al punto che tutte e tre le date italiane di questo tour degli Europe hanno registrato il tutto esaurito, e tra la folla c’è anche qualcuno che ha colto l’occasione al volo ed ha assistito a più di una data.

Live Report Europe Vox

L’unico segnale del fatto che bisogna andare a letto presto per via dell’età è l’orario di inizio del concerto, appena dopo le 21.30, e stranamente non ci sono gruppi di supporto (per la data di Firenze, ad esempio, c’erano stati i Mantra). La serata è aperta da due brani del nuovo album, “Secret Society”, come era prevedibile, ovvero “Love Is Not The Enemy” e “Always The Pretenders”, e su questi brani si possono dire due cose essenziali. La prima è che la maggioranza del pubblico presente non è lì per sentire i pezzi nuovi, visto e considerato che dopo la quarta fila non ci sono particolari segni di movimento e di accenno a conoscere i pezzi, figuriamoci a cantarli. La seconda è che, se su disco i pezzi nuovi risultano non del tutto convincenti, per non dire imbarazzanti, a volte, dal vivo la resa sonora e la capacità di coinvolgere è estremamente potenziata; il discorso rimane valido non solo per questi due primi pezzi, ma anche per gli altri pezzi suonati nel corso della serata e tratti sempre da “Secret Society”, ovvero “Let The Children Play”, “The Getaway Plan” e “Forever Travelling”, e per gli estratti da “Start From The Dark”, che si limitano a “Flames” e alla title track.

Concerto Europe Nonantola Europe Live Modena

Prima il dovere, poi il piacere, e il revival ha inizio già dal terzo pezzo, che è “Superstitious”, brano di apertura di “Out Of This World”, album da cui è eseguita anche “Sign Of The Times”, immediatamente dopo un assolo del tastierista Mic Michaeli. “Prisoners In Paradise” è lasciato da parte (si suona però “Yesterday’s News”), mentre viene eseguita “Seven Doors Hotel”, che risale al primo album, l’omonimo. La parte del padrone è fatta naturalmente dai pezzi di “The Final Countdown”, tra cui non mancano “Heart Of Stone” (che a quanto pare viene eseguita raramente in pubblico) e “Rock The Night”.

Live Report Europe Modena

Per quanto riguarda i musicisti, che dire? Gli anni hanno cancellato le chiome, il cranio di Ian Haugland in particolare risplende come non mai, ma la carica è quella dei ventenni. È come se sul palco si esprimessero le due facce del rock, rappresentate da Joey Tempest e da John Norum. Joey, che ha accorciato i capelli ma non perde in fascino, è l’anima più serena e basata sul contatto con il pubblico. È lui quello comunicativo, è lui che parla e che accenna anche qualche frase in italiano, si fa portavoce delle emozioni della band, è lui che ringrazia più volte il pubblico e che lo invita a cantare (anche se ce n’è troppo bisogno di incoraggiamenti), ed è anche quello che omaggia il pubblico di una versione interamente acustica di “Carrie”, quasi più emozionante dell’originale. È probabile che gli orecchi più attenti si siano accorti che non tutti gli acuti erano come su disco, e che tutti i brani erano eseguiti in re, vale a dire un tono sotto per agevolare Tempest, ma alla fine non sembra che questo crei insoddisfazione. John Norum, invece, è l’anima più rude del rock, è semplicemente un musicista allo stato puro, che sta sul palco per suonare dall’inizio alla fine, instancabile, precisissimo, inamovibile, creativo, senza fronzoli e poco scenico nel senso stretto del termine, ma assolutamente impeccabile dal punto di vista del risultato.

Concerto Europe Vox Live Report Europe Nonantola

L’emozione maggiore si raggiunge poi nel momento dei bis, che sono “Cherokee” e naturalmente “The Final Countdown” a concludere lo show e a soddisfare tutti i partecipanti, anche quelli che ritengono ancora che questo pezzo sia stato una specie di condanna per il quintetto svedese, in quanto viene ricordato quasi esclusivamente per questo e non per i buoni lavori più heavy fatti prima e dopo il fatidico 1986. Ma alla fine, in situazioni del genere, quando si è alla fine di un concerto così travolgente, perfetto a livello tecnico e molto sentito come partecipazione, sia dal pubblico che dai musicisti, è facile dimenticarsi che spesso ci attacchiamo a questi cavilli tecnici e si spera solo che il gruppo continui a suonare.
Personalmente, mi auguro solo di non arrivare mai a dire cose come: “Eh, ma chi vuoi che li vada a vedere gli L.A.Guns, ormai…”, come ho sentito dire prima dell’entrata, a mente fredda, perché vale sempre la pena di vivere serate emozionanti come questa, e non importa quanti anni abbiamo.

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