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27/05/2005: Labyrinth + Guests, Rolling Stone, Milano

Pubblicato il 4/04/2007 da in Live report | 0 commenti


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Il Rolling Stone non è avvezzo a proporre serate dedicate interamente alla nostra amata musica metallica, ma quando lo fa, bisogna dargli atto che organizza in maniera davvero niente male.
Questa nuova edizione del Perpetual Moonshine ha visto parecchie band underground nostrane, soprattutto dell’hinterland milanese, affiancare i grandissimi Labyrinth, in pieno tour di promozione a “Freeman”, loro ultima release e noi c’eravamo….prima di parlare di musica, EntrateParallele.it vuole innanzitutto ringraziare Alex e il Rolling Stone per la disponibilità e ci auguriamo per il futuro una proficua collaborazione!

Arriviamo clamorosamente tardi al locale meneghino, complici un ritardo generale all’orario di partenza che ci eravamo fissati ed il traffico del venerdì sera della capitale del nord d’Italia. Appena entrati notiamo che i pochi accorsi in prima serata sono tutti davanti alle transenne mentre sul palco si esibiscono i Demian, fautori di un ibrido crossover non molto accattivante, Risulta abbastanza piatta sotto tutti i punti di vista la prova dei cinque, soprattutto il cantante che non accenna una nota di melodia vocale e che gracchia malamente al microfono (complice forse un suono non adatto e una voglia irrefrenabile di copiare Corey Taylor). Un breve cambio palco ed ecco ora la volta dei Nemesy, che guidati dal particolare timbro vocale del cantante, si prodigano in un power metal molto epic, dalle fosche tinte Manowar e Rhapsody. Particolare e ignobilmente spiazzante è la cover proposta dai cinque di “Though Boy”, canzone facente parte la colonna sonora del noto anime Hokuto No Ken, o Ken il Guerriero se volete. Sentire il lungo crinito singer miagolare pseudo parole in giapponese è stato abbastanza divertente, e la cover ha funzionato, tant’è che si sentivano dal pubblico i primi cori.
Particolarmente graditi anche i pezzi della band, che qui al Rolling ha un buon seguito. Durante il successivo cambio palco, inoltre i nostri di EP si sono prodigati nel riuscire ad accaparrarsi il demo dei suddetti Nemesy, di cui troverete la recensione a breve sempre su questo Url!

È la volta dei Sons of Thunder. Quasi quasi ci si aspetta una cover band dei Labyrinth, ma dopo le prime note ci si accorge della totale assenza di tecnica/gusto musicale dei quattro ragazzi, che ad occhio e croce hanno ancora qualche anno prima di raggiungere la maggiore età. La musica proposta è una specie di heavy metal con influenze del primo thrash anni ottanta, ma il risultato finale non raggiunge affatto la sufficienza. Piuttosto anonimi, manca l’esperienza necessaria per muoversi in un contesto del genere. Nuovo cambio di palco (registriamo piacevolmente un buon aumento di pubblico), e tocca ora ai Denial, il cui cantante si presenta sul palco con una tamarrissima camicia con fiamme sui bordi in stile Anders Friden degli In Flames, e che tra Stratovarius (Speed of Light), Helloween (Future World) ci infilano un’altra cover mangofila: Saint Seiya! E’ così che con un rinnovato testo in inglese, le note rock dei Cavalieri dello Zodiaco irradiano il Rolling Stone, prima di lasciare spazio all’unico vero motivo per cui tutti stasera hanno affollato il locale milanese: Labyrinth.

L.Y.A.F.H. apre il concerto del gruppo, ma si nota subito che qualcosa non va…infatti sono solo in cinque! Manca il bassista Cristiano Bertocchi, che scopriremo essere rimasto imbottigliato in autostrada causa incidente (che per fortuna non lo ha coinvolto): la restante parte della band però è ben decisa a non lasciarsi scoraggiare dall’accaduto, ed inizia così un breve ma incendiario concerto all’insegna del Metallo Tricolore di ottima fattura, come solo i Labyrinth e pochi altri sanno fare. Seguono a ruota estratti da tutti gli album della band, come “Livin’ In A Maze”, “Dive In Open Waters”, le immancabili “Lady Lost In Time” (su questa canzone Roberto sfodera una prestazione da brividi!), Piece Of Time” e la conclusiva “Moonlight”; e, dobbiamo dire, non molti presenti rispondono alla grande, unendosi a Roberto Tiranti nei cori e cantando con lui quasi tutti i brani, supportando la band anche quando l’amplificatore della chitarra di Pier Gonella decide di spegnersi… per di più nel bel mezzo di un assolo dello stesso! Nel lasso di tempo impiegato a sostituire il reticente strumento, i quattro rimasti sul palco decidono di allietare le orecchie dei presenti con una jam strumentale cui partecipa anche Tiranti, autore di vocalizzi da pelle d’oca e di acuti stratosferici, perfettamente in tono con il tema musicale abbozzato.
A cambio effettuato, i cinque ripartono come se nulla fosse successo, a dimostrazione (se mai ce ne fosse stato bisogno) dell’enorme professionalità della band. Grande esibizione dei Labyrinth quindi, sebbene funestata dai cataclismi che avete letto sopra, e peccato per il setlist davvero molto breve (circa quaranta minuti) ma altrettanto intenso! Una buona serata a base di metallo per le nostre insaziabili orecchie di Metallodipendenti!!! Alla prossima!

P.S. DaniHell ne approfitta per fare un saluto caloroso e un grande Grazie ad Alex del Rolling e a tutti i compagni del corso S.T.C.M. accorsi al Rolling. Stay Brutal!

Live Report a cura di Daniel “DaniHell” Fleba, Gianluca “Lord Avalon” Moraschi, Omar “Orphen” Gornati
Con l’obnubilante apporto sociale e morale di Manz, il Pile, Sir Ghiltya, La dottoressa pazza Sara e Michele

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