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8/10/2004 : Bejelit + Egart, Island pub, Pombia (No)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Live report | 0 commenti


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Dopo una settimana di duro lavoro finalmente arriva il tanto atteso venerdì sera, punto di partenza di quello che si rivelerà essere per me un week-end particolarmente devastante. Come festeggiare al meglio due giorni di pausa dal mio temibile ufficio se non con una valanga di Metallo? Ritemprato fisicamente dall’idea di un bel po’ di buona musica, con la mia fedele quattroruote e l’indispensabile supporto della mia donzella Lady Arwel e di BimboS’Ngac mi avvio verso Pombia (NO), una cinquantina di Chilometri a nord del nostro ameno paesello. Avrete notato l’assenza di quel fetuso di Danihell che questo fine settimana lo ha trascorso a Roma dalla sua donna, abbandonando i suoi Fratelli Metallari al loro destino ;)….
Bando alle tristezze e torniamo a noi: il locale è facilissimo da raggiungere dato che praticamente l’hanno costruito sulla statale. Sono quasi le 22:00 quando varchiamo la soglia dell’Island Pub e devo dire che il locale è pure bello oltre che molto grande: in un angolo il palco già pronto ad ospitare le band è teatro di viavai di persone e i tavoli che ci sono nelle immediate vicinanze permettono una buona visuale. Scelto il punto da dove assisteremo alle performance delle due band in programma questa sera iniziamo a scolarci le nostre birrozze e ci accorgiamo che le persone giunte a Pombia per il concerto sono davvero poche….
Poco dopo arriva a salutarci il buon Sandro (Capone, chitarrista dei Bejelït) che ci informa del ritardo che subirà la serata causa mancato soundcheck (ci tengo a sottolinearlo: NON voluto dalle band).
Ne approfittiamo per chiacchierare un po’ e nel frattempo il numero delle persone aumenta ma non di troppo: arriveremo ad essere una quarantina…Finalmente giunge il momento fatidico, con gli Egart chiamati a riscaldare i cuori dei pochi ma affezionati Metal Kids. Avevo già sentito parlare bene di loro e quindi ero piuttosto curioso di vederli all’opera: autori di un death melodico di matrice scandinava (per certi versi mi ricordano i Soilwork), il sestetto piemontese questa sera propone i pezzi del demo “Lord Of Change” (di cui leggerete la recensione) più alcuni dei nuovi pezzi che andranno a comporre il full-lenght d’esordio.
Penalizzati dall’acustica del locale (come, ovviamente, lo saranno poi i Bejelït), davvero pessima, e dal mancato soundcheck, i nostri si sono comunque prodotti in una buona prova, riuscendo a valorizzare al massimo i loro pezzi nonostante i problemi detti sopra. Il tappeto sonoro ordito dalle tastiere di Emanuele ha messo bene in risalto le buone melodie di ogni canzone, con le chitarre di Davide e Fulvio abili a spargere metalliche rasoiate cariche della potenza del death scandinavo con, a tratti, la furia che solo il black metal riesce a trasmettere. Una menzione a parte merita il massiccio vocalist Stefano, che si muove sul palco come il più consumato dei frontman, bravo sia nel cantato scream che nelle parti pulite. Il tempo a loro disposizione scorre via piacevolmente e, soddisfatto di ciò che ho sentito nonostante tutti i problemi già citati, sono giunto alla conclusione che gli Egart sono un buon gruppo, e del mio stesso parere è pure BimboS’Ngac (ricordate che un concerto senza BimboS’Ngac non è un concerto, N.d.R.): buonissimi nella dimensione live, vi saprò dire su cd….

Un rapido cambio sul palco e tocca ai Bejelït dare il proprio metallico contributo alla serata: in questa occasione si festeggia l’uscita di “Hellgate”, primo full lenght della band piemontese. Purtroppo, oltre alle sfighe già elencate, il vocalist Fabio ha una tracheite ma, nonostante tutto, si sforza al massimo per rendere al meglio. Sui primi quattro pezzi tutto ok, poi c’è un’inevitabile calo e un leggero miglioramento nella parte conclusiva dello show: dico questo perché voglio sottolineare l’enorme serietà del cantante che, seppur sofferente, ha portato a termine il suo non facile compito.
Saltando di palo in frasca, i Bejelït hanno proposto i pezzi di “Hellgate”, da “ The Haunter Of The Dark” a “ Death Chariot” passando per “ I Won’t Die Everyday”, su cui partecipa alle tastiere anche Emanuele degli Egart, non è stato dimenticato nessun pezzo, ed in più è stata eseguita la cover di “Run To The Hills” degli Iron Maiden. I ragazzi hanno suonato bene, anche se, come ho avuto occasione di dire a Fabio a fine concerto, li ho preferiti qualche settimana prima al Sitting Bull di Pavia (in quell’occasione suonarono con gli Endless Time, N.d.R.): tornando alla serata, Giulio dietro le pelli non sbaglia un colpo, mettendo in serio pericolo l’infrastruttura del locale a causa del suo tellurico drumming, Sandro con la sua sei corde è una macchina, molto bravo tecnicamente e ottimo come presenza sul palco, di Fabio ho già detto, mentre Giorgio (basso) e Daniele (chitarra) mi sono sembrati meno “in palla” rispetto alla prima volta che li ho visti in azione, quando mi fecero esclamare un sonoro “c***o!” come commento alla loro prova.
I Bejelït fanno comunque il loro dovere e a fine concerto sono soddisfatto come il gatto che ha mangiato il topo! La sensazionale finale è estremamente positiva, anche se il luogo scelto non è il migliore per questo genere di serate ( penso che l’Island Pub sia l’unico in zona Lago Maggiore dove si possa suonare): gli Egart e i Bejelït ci hanno messo il cuore nella loro prestazione e tanto mi basta ….e se i suoni non erano all’altezza CHI SE NE FREGA!!! L’importante è suonare, per la passione delle band e per la goduria di chi, come me, è un fan appassionato e fedele del Sacro Metallo! Sulla scia di queste brevi considerazioni mi accorgo che l’ora del rientro è giunta, e, dopo i saluti e la promessa di rivedersi presto, con BimboS’Ngac e Lady Arwel imbocco la via del ritorno…….Alla prossima!

A cura di Lord Avalon

Con l’irrinunciabile supporto fisico e psicologico di
Lady Arwel e BimboS’Ngac

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