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Crying Steel (Alberto Simonini)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Interviste | 0 commenti


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La meravigliosa cornice del Parco dei Cedri, presso Bologna, fa da sfondo all’intervista che noi ragazzi di entrateparallele realizziamo con il disponibilissimo Alberto Simonini, chitarrista e leader dei Crying Steel, storica band felsinea che ha raggiunto il suo apice alla fine degli anni ’80 con la realizzazione dell’unico full-lenght, “On the Prowl”, prima di sciogliersi e di attuare la reunion lo scorso anno. Passato, presente e futuro si intrecciano in questa lunga intervista, che ci fa capire che i Crying Steel, dopo anni di riposo, hanno ancora molto da insegnare alle “nuove leve” e tanta voglia di farci rivivere i ruggenti anni ’80!

Ciao Alberto, parto subito con il chiederti come nacquero i Crying Steel e com’era la scena metal dell’epoca, italiana e non.

Ciao a tutti, i Crying Steel nacquero all’epoca influenzati da tutta quella scena NWOBHM in Inghilterra, i gruppi che ci colpirono di più furono gli Iron Maiden e i Saxon per non parlare poi dei Judas Priest (che comunque nacquero anche prima) che erano per noi una sorta di punto di riferimento, con queste due altre strade di possibile variazione del nostro genere, infatti ai primi tempi facemmo qualche pezzo un po più in stile Saxon-Iron Maiden, queste influenze però terminarono ben presto e rimanemmo incentrati sul genere Judas Priest. La scena com’era? Non c’era niente! Era come essere nel deserto, ad un certo punto camminando vedi un altra persona e ti dice “ah, ci sei anche tu?” e cose del genere, poi nacquero i primi giornali, in particolare venemmo a conoscenza di Rockerilla, noi mandammo il nostro demo proprio a Rockerilla, tramite questo giornale si cominciarono a collegare tutti i vari punti d’Italia, prima la scena era molto sparsa e sconosciuta, eccetto nomi tipo Strana Officina che suonavano già a destra e a sinistra. Nella scena italiana c’era molto fermento però eravamo in quattro gatti, non come adesso dove la scena è molto più pullulante, e in generale risultava abbastanza facile, avendo delle idee, riuscire a farsi conoscere ed ascoltare.

Come arrivaste, dopo il primo demo omonimo, ad avere il contratto con la LM records per “On the Prowl” ?

Tramite il già citato Rockerilla – che era l’unico giornale metal in Italia – che aveva queste due pagine di metal interne che si chiamavano Italian Massacre (si occupava però principalmente della scena straniera che era ben più sviluppata), mandammo un demo a Beppe Riva e da lì lui ce lo recensì facendoci anche dei complimenti, inoltre ci invitò a questo concerto metal, tra l’altro il primo raduno metal italiano a Certaldo, dove c’erano i Death SS, i Revenge, i Ratt di Roma, gli Steel Crown, ecc. e c’eravamo noi due, io e Fabio degli Halloween, che è un gruppo di Udine, che eravamo un po’ i “novizi”, stavamo lì in mezzo a questa gente, non suonavamo però eravamo lì anche grazie ai nostri meriti, Beppe Riva arrivò e ci disse che eravamo entrambi nella compilation di Rockerilla, una volta uscita questa compilation di Rockerilla il passo fu breve perchè Beppe Riva collaborava con Claudio Sorge, Claudio Sorge era il boss di Rockerilla, Beppe Riva dirigeva la parte metal, quindi da lì ci arrivò la proposta di Claudio Sorge per fare un mini LP, anche perchè non c’erano grossi budget ai tempi e allora fare un LP intero era una cosa troppo avanzata – ricordo tra l’altro che eravamo stati noi, assieme ai Death SS quelli che avevamo fatto più “rumore” di tutti in quella prima compilation -. Si decise quindi di fare questo mini LP (omonimo al gruppo, “Crying Steel”) che uscì nell’ 85 per LM records, registrato a Medicina (Bo), ma prima che venisse installato lo studio “serio”, e comunque è ancora oggi un disco da collezione, per quanto possa essere bello, è nella lista di tanti collezionisti, perchè è a tiratura bassa bassa. Poi da lì il contratto ce lo fecero per un periodo molto breve e poco dopo ricevemmo, senza dover fare chissà cosa, la proposta di Luigi Mazzesi della LM records per fare il nuovo disco, metterci sotto contratto e nell’ ’87 infatti venne alla luce “On the Prowl”.

So che l’attività live è stata uno dei vostri punti di forza, qual’è stato il vostro più bel concerto fatto all’epoca?

Sicuramente come importanza il concerto al palasport di Bologna a spalla di Motorhead e Twisted Sister, dovevano poi suonare anche le Girlschool ma poi non vennero, completavano il tutto altri due gruppi italiani, i Vanadium e gli Skanners. Aprimmo noi davanti ad 8000 persone, il palasport pieno, veramente trasudante di gente, fu un’emozione veramente potente perchè comunque la gente, fin da noi che eravamo il primo gruppo, ci accolse con un grande calore. La cosa poi ci temprò parecchio perchè quel tipo di folla lì non era facile da tenere a bada, e anche se suonammo solo 5-6 pezzi, c’era nell’aria un’adrenalina ben diversa da quando suoni davanti a 500 persone, quindi hai anche il tempo di scaldarti, volendo. Noi facemmo abbastanza rumore, anche gli altri gruppi, in un crescendo che vide l’apoteosi con i Twisted Sister, senza dimenticare i Motorhead, che spaccarono tutto! Come momento particolare di quella giornata, posso dire che ricordo molto bene Dee Snider perchè mi diede un “cinque” alla mano talmente forte che quasi me la ruppe in due! rischiai molto anche con il servizio d’ordine per stargli dietro, per fortuna ero abbastanza mingherlino ed evidentemente innocuo per i “gorilla”!

Vorrei sapere quali furono i motivi dello scioglimento di allora, se vi eravate persi di vista durante tutti questi anni e poi sarebbe interessante sapere se avete continuato a suonare individualmente.

Il motivo principale dello scioglimento del gruppo fu una perdita di interesse in alcuni elementi, tutti ce l’avevamo, chi più chi meno, anche perchè fare un disco, vedere recensioni molto belle e vedere che invece certe cose a livello esecutivo si muovevano meno non era per noi di grande stimolo. La situazione concerti, nuovo disco, budget, andavano un po’ tutte verso il peggio, anche perchè era veramente una fase un po’ critica per questo metal, ne era uscito molto altro, molti dischi di gruppi che erano diventati famosi con metal molto melodico, tipo gli Aerosmith, i Whitesnake, i Def Leppard, e questa tendenza qui aveva un po’ offuscato la prima ondata di metal classico. Inizialmente siamo andati via io e Luca (Bonzagni, il cantante, n.d.r.), poi il gruppo è rimasto abbastanza menomato, sono stati sostituiti degli elementi e comunque gli altri Crying Steel hanno tirato avanti fino al ’91, facendo un altro demo che però è stato disponibile solo per gli addetti ai lavori nel senso che è poco diffuso, si tratta di un demo con neanche tanti pezzi, 4 o 5. Dopo i Crying Steel io ho suonato con i Midway, ho collaborato con Paul Chain e con Steve Silvester, non proprio con i Death SS. La cosa è molto particolare : praticamente ho suonato 2 concerti con Steve Silvester e Paul Chain e una base ritmica diversa dai Death SS, il risultato però è stato molto più vicino ai Death SS di tante altre cose, sia chiamate “Death SS” che non, quindi è rimasta questa cosa che io ho suonato nei Death SS, che in effetti è quasi vero, perchè anche se il gruppo si chiamava “Steve Silvester” ed era in effetti il suo gruppo solista, la cosa non è comunque contata, perchè eravamo molto vicini ai Death SS prima formazione. Gli altri della band hanno fatto esperienze più tranquille, al di fuori del metal, un po’ varie, qualcuno si è tenuto nel mondo un po’ più rock, però diciamo che in generale hanno suonato e alcuni hanno anche smesso per un periodo abbastanza lungo.

Andiamo avanti e parliamo della vostra reunion, vogliamo sapere quali sono stati i motivi, com’è stata la risposta del pubblico ai vostri concerti e le differenze tra il vecchio periodo e questo nuovo.

L’artefice della reunion sono stato proprio io, nel senso che ho avuto come l’illuminazione, una sensazione come dire “adesso è giunto il momento”, se c’è questa possibilità sarà adesso o mai più per vari motivi, più che altro perchè io vado un po’ a sensazioni, ho sentito dire che nell’ambiente c’è voglia di riscoprire questo vecchio metal, è stata come un intuizione naturale e quindi l’ho proposto agli altri. Inizialmente avevo proposto agli altri di fare solo un concerto, una serata speciale con i membri originali, all’inizio c’è stato qualcuno che non voleva, aveva un po’ di problemi, allora io ho minacciato di sostituirlo, poi ha accettato anche lui ma il tutto è stato abbastanza naturale, non c’è stato molto da insistere, anche perchè io sono molto lento e il tutto è stato fatto in mesi e mesi, senza fretta. Non avevo proposto “adesso ci riuniamo, facciamo il nuovo disco e andiamo in tour”, quindi non era neanche un grande impegno ma alla fine, da altre voci da altri elementi del gruppo è saltato fuori “ma facciamo almeno 4 pezzi nuovi”, e da lì il passo è breve, per cui abbiamo in cantiere un LP, di cui abbiamo già sulla carta 7-8 pezzi da valutare. Abbiamo fatto finora tre concerti, uno al Kontainer a Bologna che era quello pianificato fin dall’inizio, con un buon impianto, l’affluenza di gente è stata buona come quando si fa una reunion, noi non avevamo la possibilità di farci grande pubblicità a livello nazionale, ce ne siamo fatta un po’ sul nostro sito e quindi diciamo che 200-300 persone sono venute anche da fuori Bologna, una da Genova se ben ricordo con tanto di maglietta autostampata di “On the Prowl”, un tipo davvero mitico, però per il resto erano gente della zona o vecchi amici più anche qualche persona nuova che viene a conoscenza di queste cose per cui garantisce un po’ di ricambio, molti vecchi seguaci si sono persi e ne sono saltati fuori pochi ma buoni. Dopo questo concerto ne abbiamo fatto uno alla Festa dell’Unità a Modena con i Rain abbastanza deprimente come risposta del pubblico, abbiamo avuto solo visite di amici e poi il Bologna Metal Fest a settembre 2003 con una notevole affluenza, però eravamo tanti gruppi quindi ogni gruppo ha fatto arrivare della gente e comunque, considerando il fatto della domenica sera e del contemporaneo Mtv Day, anche se non è proprio attinente, l’affluenza è stata buona.

Quindi quando sentiremo l’album nuovo? (domanda per nulla disinteressata!!)

Noi stiamo componendo molto lentamente dopo 14 anni di inattività, le cose sono da prendere con calma e comunque noi eravamo abituati così anche allora, all’epoca magari facevamo più pezzi, eravamo più vitali, ora abbiamo il nostro ritmo un po’ più lento e comunque vogliamo tenere le chicche che saltan fuori, le cose migliori, non prendere qualche pezzo e sbatterlo dentro un disco così direttamente. Cerchiamo di mediarci come allora, anche adesso abbiamo una parte del gruppo che ha più fretta, una parte più lenta e comunque la risultante è abbastanza lenta. Però stanno venendo fuori dei pezzi che secondo me hanno ancora il vecchio stile dei Crying Steel, cosa che invece si sarebbe persa se avessimo continuato ai tempi, perchè stava arrivando un periodo, come dicevo prima, di metal un po’ troppo melodico e noi lo stavamo seguendo, si veda infatti “Changing the Directions”, questo pezzo che aveva l’aggiunta delle tastiere e che faceva intendere che, se avessimo continuato ancora, saremmo stati contaminati parecchio. Lo scioglimento insomma sembrava quasi un segno del destino, un qualcosa che ci ha fatto rimanere più “puri” ed in effetti si vede adesso la cosa, anche se ci sono altre tendenze perchè in tutti questi anni abbiamo avuto molte influenze, io ad esempio ascolto di tutto, anche gli altri hanno ascoltato generi veramente diversi dal metal e questa cosa si sente, però penso che riusciremo a sfornare un buon album per continuare dopo “On the Prowl”. I tempi non li so ancora, speriamo presto, non penso che ci autoprodurremo, io ho già avuto un esperienza con un altro gruppo e autoprodursi significa non esserci, non essere riconosciuti. Bisognerebbe avere un’etichetta, ho già qualche contatto, secondo me dovremmo trovare anche una minima etichetta che ci dia una mano.

Ti ringrazio Alberto, sei stato gentilissimo. Chiudo con una curiosità personale: volevo sapere cos’era successo all’epoca tra voi e Kerrang!

Kerrang! è una testata inglese (noi infatti pensavamo che odiasse gli italiani) che ci fece una recensione (dato che avevamo mandato il disco dappertutto) del primo mini lp veramente terribile, dissero che gli italiani non erano in grado di fare del buon rock ‘n roll e avrebbero dovuto solamente limitarsi a giocare a calcio, e tante altre cose tutte veramente terribili. Poi però vedemmo delle recensioni, sempre sullo stesso giornale, di altri gruppi italiani che invece venivano osannati, quindi c’era qualcosa che non funzionava! noi comunque ci “vendicammo” in un pezzo del disco dopo, nel testo di “Fly Away”, in cui dicevamo che ci ricordavamo della cosa, giocando con alcune frasi in riferimento alla loro recensione. Il tutto però, va detto, era per noi assolutamente scherzoso, perchè in mezzo alle recensioni, molte delle quali fantastiche che avevamo ricevuto, quella era stata l’unica storta, noi semplicemente imputammo la cosa ad un semplice fattore di gusto, probabilmente per i suoni un po’ arcaici che avevamo, a causa della scarsa qualità di registrazione, non dimentichiamoci che parliamo del primo demo!

Intervista realizzata da Alessio-Thor

Sito ufficiale dei Crying Steel : www.cryingsteel.com
Sito ufficiale di Alberto Simonini : www.albertosimonini.cjb.net

Altri links utili:
http://www.myspace.com/cryingsteel
http://www.myspace.com/albertosimonini
http://www.myspace.com/albertosimoninismoontwice

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