Edenbridge (Lanvall)

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Giunti al quinto studio album, “The Grand Design”, gli austriaci Edenbridge si consacrano come una delle più serie realtà del panorama symphonic metal internazionale, coadiuvati dalla splendida voce della cantante femminile, Sabine Edelsbacher. Entrateparallele ha raggiunto la mente della band, il chitarrista Lanvall, e ne ha approfittato per scambiare qualche chiacchiera..

E’ per me un vero piacere intervistarti, Lanvall. Conosco gli Edenbridge fin dal lontano “Sunrise in Eden” del 2000, acquistato al Gods of Metal con gli Iron Maiden headliner!
Chiesi quel giorno “Edenbridge.. bella copertina.. cosa fanno??” e mi risposero “.. tipo i Nightwish..”
Cosa c’era di vero nel 2000 in quel paragone e quanto è lontano al giorno d’oggi?

Nulla nel 2000 e nulla nel 2006. gli Edenbridge non hanno mai assomigliato ai Nightwish, allora potresti dire che gli iron Maiden sono simili ai Judas Priest e nessuno ci crederebbe. Gli unici punti in comune sono la voce femminile e la musica sinfonica.

Una delle cose che a mio parere colpisce in “The Grand Design” è il connubio perfetto tra elementi prog e classiche melodie gotiche. A cosa ti riferisci parlando di “The Grand Design” ?

Beh, a parte “Evermore”, che ha un tocco lievemente gothic, non direi che abbiamo delle melodie gotiche, ma questo è un punto di vista. “The Grand Design” parla dell’inizio e della fine della terra, l’alfa e l’omega. Quindi abbiamo questo macrocosmo nella title track e nell’iniziale “Terra Nova”, che sono collegate fra di loro. Questi sono due brani molto epici. I brani in mezzo descrivono i diversi sentimenti dell’essere umano nel corso della vita, quindi questo è il microcosmo.

Un’altra cosa interessante di “The Grand Design” è la sua pomposità. E’ un album ricco di orchestrazioni, davvero maestoso. Pensavi fin dall’inizio ad una evoluzione così sinfonica per “The Grand Design” ?

Non pianifico mai le cose in questo modo. La musica deve sempre venire dal cuore. Ma l’aspetto sinfonico è stato sempre importante per gli Edenbridge, così come le influenze della world music con tutti i diversi strumenti musicali. Ma la cosa più grande delle parti orchestrali sono i moltissimi cori e le backing vocals, che sono oltre 64 voci diverse. Questo rende la musica veramente grande.

So che tu, Lanvall, avevi un gruppo prog omonimo prima di fondare gli Edenbridge. Ora hai rinunciato a fare album solisti? (l’ultimo tuo album solista è del 1998) In Italia purtroppo i tuoi album sono introvabili :(

Non solamente in Italia (haha). Beh, il mio primo album da solista, del 1994, “Meloydian Garden”, è stato ristampato l’anno scorso, quindi è facilmente reperibili tramite i mailorder o tramite amazon.com o anche nel nostro websotre. Gli altri due album da solista dovrebbero essere ristampati l’anno prossimo, quando riavrò indietro i diritti. Il problema principale nel produrre album strumentali al giorno d’oggi è che non c’è più mercato per loro. Nessuno ti pagherà un anticipo per realizzarlo. Per il mio prossimo album solista avevo progettato di registrarlo con un’orchestra, che è impossibile da finanziare. Quando gli Edenbridge entrarono in scena nel 2000, non ebbi più tempo per la mia carriera da solista, quindi la misi nel ghiaccio, e adesso è totalmente congelata (haha). Ma ho realizzato almeno “Empire Of The Sun” come bonus track per il nuovo album perché pensavo che fosse un bel brano per concludere un album in edizione limitata. Per dirla in due parole, gli Edenbridge stanno assorbendo totalmente il mio tempo ora.

Gli Edenbridge sono un gruppo austriaco, noi vediamo la scena austriaca molto forte nei rami più estremi, con gruppi come Summoning, Belphegor o Abigor, e meno florida in altri settori, come il classic metal o il gothic. Cosa ci dici a riguardo?

Sì, l’Austria ha sempre avuto dei gruppi estremi, ma non è il genere che preferisco musicalmente parlando. Non ci sono molte band di metal melodico che varcano le frontiere, mi auguro che noi saremo una di quelle poche.

Grande merito della buona riuscita delle vostre canzoni va alla bella Sabine Edelsbacher e alla sua voce melodiosa. Quanto è importante una voce come la sua per gli Edenbridge?

La voce di Sabine è assolutamente importante per la band perchè la sua voce è del tutto unica. La puoi riconoscere chiaramente fra un migliaio di cantanti. Inoltre sta ricevendo moltissime offerte per altri progetti, perchè in molti apprezzano la sua voce proprio a causa di questo.

In Italia il metal non è fatto per le classifiche e per le vendite.. speriamo che in Austria le cose siano migliori. Come se la passano gli Edenbridge in patria?

Beh, alcune band sono arrivate in classifica, ma sembra che in Austria ci sia lo stesso trend del mercato che c’è in Italia. In Germania va molto meglio. Ma gli Edenbridge stanno andando bene qui. Quando viene pubblicato un album degli Edenbridge, se ne trovano delle grandi quantità nei negozi di dischi, e questo è un bene.

Nell’album nuovo hai realizzato (a mio parere) due canzoni splendide, che sono “Terra Nova” e “The Grand Design”, molto complesse ma anche molto melodiche. Come sono nate?

Questi brani sono anche i miei preferiti, ma a me piacciono sempre i lunghi pezzi epici, perché ci si mette molto lavoro. La title track mi ha richiesto almeno un mese e mezzo per essere completata, e “Terra Nova” circa un mese. Per la title track ho scritto prima di tutto il ritornello e ho avuto immediatamente in testa il coro di Robby Valentie, al punto che gli ho chiesto di parteciparvi; in seguito lui ha fatto degli ottimi cori anche in “Terra Nova”. Credo che questi due brani mostrino chiaramente che genere di musica fanno gli Edenbridge.

Gli Edenbridge giungono con “The Grand Design” al quinto album in studio, a cui si aggiunge un album live. Come giudichi il lavoro fatto finora?

Possiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo ottenuto, sebbene ci sia ancora molta strada da fare. Abbiamo fatto quattro tour europei, abbiamo suonato in Paesi come la Corea e la Russia, e ci saranno ancora molte cose da fare.

Ti piacerebbe, con gli Edenbridge, realizzare una colonna sonora per qualche film? trovo che la vostra musica sia particolarmente adatta.

Sarebbe grandioso, e sono anche coinvolto in un progetto per un film tedesco che al momento è fermo, ma che sicuramente verrà realizzato prima o poi. Per questo progetto ho scritto le musiche e verrà coinvolta anche la band. Mi piacerebbe moltissimo scrivere ancora per dei film.

Capitolo live: avete fatto qualche piccola esibizione in Italia, ma solo da gruppo spalla. Se “The Grand Design” dovesse andare bene, vi ritroveremmo qui? vi piace suonare in Italia?

Abbiamo suonato solo una volta in Italia, ma è stato insieme agli Angra. Mi piacerebbe molto fare altri concerti in futuro, perché il pubblico italiano è fantastico, quindi spero che il nostro tour come headliner verso la fine dell’anno ci porti ancora una volta anche in Italia.

L’ultima domanda è per te, Lanvall, chiudi come preferisci, io ti ringrazio per la tua disponibilità e spero di vedervi presto dal vivo!

Grazie a tutti i nostri fan italiani per il vostro grande sostegno in questi anni, spero di vedervi presto in tour! e grazie a te per l’intervista!

Intervista realizzata da Alessio-Thor
Traduzione di Anna Minguzzi

Sito ufficiale: www.edenbridge.org
Le foto sono prese dal sito ufficiale della band.

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