Elvenking (Aydan)

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Poco dopo che la pioggia aveva mandato in fumo la seconda metà dell’EP Metal Fest, ho preso in disparte Aydan, il chitarrista degli Elvenking, per scambiare quattro chiacchiere sugli sviluppi della band.

Dopo quasi quattro mesi dall’uscita di “The Winter Wake” quali sono le tue impressioni? Cambieresti qualcosa?

Posso dire innanzitutto che durante questo tour abbiamo incontrato la nostra casa discografica che ci ha informato sui primi riscontri ufficiosi a livello di vendite dell’album.
La AFM si è detta molto soddisfatta del lavoro fatto e questo è sicuramente un buon segnale.
Al di là di questo, la cosa più importante è che siamo riusciti a fare un album del quale noi stessi fossimo soddisfatti ed è stato un album ben accolto dappertutto.
Possiamo dirci più che soddisfatti.
Naturalmente è normale pensare a qualche piccolo cambiamento col senno di poi, ma come ho già detto siamo molto soddisfatti di ciò che abbiamo prodotto all’epoca (si tratta di quattro mesi fa, ma per noi l’album è più vecchio visto che abbiamo terminato le registrazioni nel Giugno 2005).

“Heathenreel”, “Wyrd” e “The Winter Wake” : tre dischi diversi nei quali si riscontra un cambiamento del sound degli Elvenking, che è però sempre rimasto fedele a se stesso.
Parlami di questa evoluzione del sound della band.

Beh, il fatto di cambiare di album in album è una cosa assolutamente fondamentale per noi; non vogliamo ripeterci.
Io dico sempre che cerchiamo di non copiare dagli altri e quindi copiare da noi stessi sarebbe ancora più stupido.
La caratteristica fondamentale per un nuovo album è il fatto di non ripetersi pur mantenendo le caratteristiche che ormai sono nostre.
Come dicevi tu, i nostri tre album sono diversi tra loro; per esempio “Heathenreel” è stato un debut album che potrei definire particolare, è un album molto vario, oserei dire forse troppo vario.
Riascoltandolo adesso per noi suona un po’ immaturo in certi frangenti; tendevamo a inserire in una canzone tanti elementi diversi in poco tempo, cosa che attualmente facciamo meno.
A mio modo di vedere è più difficile scrivere canzoni come quelle di “The Winter Wake” (che possono sembrare strutturalmente più facili ad un ascolto superficiale) rispetto a quelle di “Heathenreel”, perché abbiamo cercato di raggiungere il giusto equilibrio all’interno di ogni canzone invece che i molti pezzi che componevano ogni canzone di “Heathenreel”, che è comunque un album del quale siamo tutt’ora molto soddisfatti.
“Wyrd” è stato un album un po’ particolare soprattutto per il discorso del cambio di line up che ha un po’ minato anche il songwriting dei pezzi.
Inizialmente dovevano esserci altre canzoni, che però se ne sono andate con Damnagoras, e quindi ci siamo visti costretti a scrive alcune canzoni in fretta.
Nonostante tutte queste vicissitudini è un album che ci ha lasciato contenti, anche se la scelta di avere un nuovo cantante non corrispondeva a quella che era la nostra ricerca di tipo vocale (il cantato di Kleid è molto più improntato sul classico sound power metal, nda).
Ci sono state un po’ di scelte fatte in modo avventato che hanno rischiato di minare la realizzazione dell’album, ma tutto sommato credo sia stata una prova soddisfacente (sono d’accordo, nda).

Come “Wyrd” è stato caratterizzato dall’abbandono di Damnagoras dietro al microfono, “The Winter Wake” lo è stato dal suo ritorno e dall’abbandono dei Jarpen (chitarra e growl, nda).
Spiegami come questi avvicendamenti hanno cambiato il songwriting dei pezzi e come hanno influito sul vostro sound.

Il fatto che il ritorno di Damnagoras sia coinciso con l’abbandono di Jarpen non è un caso; sono due personalità che evidentemente non riuscivano a coesistere all’interno del gruppo (già in passato vi erano stati problemi di tale natura).
Comunque Jarpen ci ha lasciati anche perché non è più interessato a fare musica; l’ho sentito poco tempo fa e me l’ha confermato.
Come dicevi tu questi cambi di line up hanno influito molto sul songwriting perché “Wyrd” è stato scritto da me e Jarpen, mentre “The Winter Wake” da me e Damnagoras.
Non posso paragonare le due esperienze compositive perché è stato diverso scrivere solo con l’uno o solo con l’altro; comunque ora la situazione all’interno del gruppo è migliorata molto rispetto a com’era ai tempi di “Wyrd”.
Anche lo stesso songwriting con Damnagoras è molto più fluido di quanto non fosse in passato e questo è sintomatico di un nuovo equilibrio che si è instaurato tra noi.

Avete appena terminato il vostro primo tour importante a supporto di Jon Oliva, cos’hai da dire su questa esperienza?

Beh, è stata un’esperienza assolutamente fondamentale perché fare un tour dalle dimensioni non troppo estese, ma “della nostra misura” (due settimane in giro per l’Europa, nda) ci ha permesso di farci conoscere e anche il fatto di condividere questa esperienza con un grande personaggio come Jon Oliva è stata sicuramente una cosa positiva.
Si sono rivelate delle persona fantastiche con le quali condividere la nostra vita per due settimane, essendo in 18 su un tourbus non sarebbe stato possibile altrimenti.
Anche dal punto di vista strettamente live, abbiamo fatto esperienze positive, a parte l’episodio di Reggio Emilia, dove Damnagoras era senza voce e abbiamo dovuto tagliare la scaletta e cavarcela al meglio.
Le punte di questo tour sono state sicuramente in Olanda e Belgio dove abbiamo riscosso un successo sorprendente!

“The Winter Wake” è caratterizzato da collaborazioni prestigiose, una su tutte è quella con Schmier (frontman dei Destrction, nda) con il quale avete condiviso il palco del Tradate Iron Fest 2005. La vostra collaborazione è nata al TIF?

No, la nostra collaborazione con Schmier non è nata al TIF, semplicemente sapevamo di aver bisogno di una voce tipicamente thrash per le strofe di “The Winter Wake”, in modo da creare un contrasto con la melodicità del pezzo.
Ed essendo Schmier uno dei capisaldi per quel che riguarda il thrash metal, ci è venuto subito in mente lui.
Nonostante il fatto di condividere con i Destruction la casa discografica, non ci siamo serviti della AFM per contattarlo.
Gli abbiamo semplicemente mandato la canzone, che lui ha apprezzato subito anche forse per il fatto che nell’ultimo album dei Destruction (“Inventor Of Evil”, nda) è presente un pezzo come “Alliance Of Hellhounds”, ricco di collaborazioni prestigiose; quindi il fatto che un gruppo lo abbia contattato per una collaborazione può averlo reso contento…
Tra l’altro nello stesso periodo stava fortunatamente registrando il nuovo disco dei Destruction e quindi non ha avuto nessun problema a registrare le sue parti in Germania e spedircele.

Sempre in tema di partecipazioni, sono curioso di sapere com’è nata una collaborazione che va avanti sin dai tempi di “Heathenreel”.
Sto parlando di quella con la cantante Laura DeLuca, a mio parere una scelta azzeccatissima.

Beh, Laura è la cantante di un gruppo death metal di Udine chiamato Tystnaden, che tra l’altro ha firmato recentemente per la LMP e sarà presto fuori con il debut album.
Uhm… fammi pensare com’è nata la nostra collaborazione…
Il bassista dei Tystnaden è un nostro amico e abbiamo suonato spesso con loro notando che la voce di Laura si adattava molto bene a quello che noi facevamo.
E’ una collaborazione presente in tutti e tre gli album degli Elvenking e che proseguirà anche nel futuro; il fatto di avere lei nei piccoli inserti di voce femminile che inseriamo delle nostre canzoni è una certezza. E’ un’amica e viene sempre volentieri anche a fare i cori… sono sicuro che questa collaborazione continuerà nel futuro.

Dopo questo tour europeo con Jon Oliva, puoi già dire dove la vostra musica ha attecchito meglio?

Come ti dicevo prima, oltre al fronte live, abbiamo saputo che le vendite nel Benelux, quindi Olanda, Lussemburgo e Belgio, sono andate molto bene.
Non so per quale motivo, ma quella zona sta dando grande importanza agli Elvenking, più del resto d’Europa.
Poi con questo album abbiamo licenziato anche in Giappone, Corea, Russia, Sud America e Nord America, quindi probabilmente si apriranno nuove porte per noi; cosa che invece non è successa per gli altri album. Ad esempio “The Winter Wake” è stato comprato e distribuito da un’etichetta giapponese.

Parlami della tanto amata e tanto odiata scena metal italiana, è più facile ora rispetto a prima riuscire ad emergere con questo tipo di musica qui in Italia?

Come molti notano, noi suoniamo più spesso all’estero che in Italia, nel nostro paese ci dobbiamo accontentare magari di qualche piccolo festival oltre al TIF e all’Agglutination.
Non voglio dire che questo significhi qualcosa, ma ad esempio all’estero non abbiamo problemi a suonare da headliner.
In Italia è difficile che qualcuno ci dia la possibilità di suonare, a parte voi di EP.
Voglio dire, in Italia la situazione per le bands italiane è difficile, non conosco i motivi e non voglio assolutamente creare polemiche…

A proposito di polemiche… Ho notato che su “The Winter Wake” ci sono due canzoni, sto parlando di “March Of Fools” e “The Rats Are Following”, che sono una metafora quasi palese alla società odierna. E’ la prima volta che gli Elvenking propongono così apertamente questo genere di tematiche, a cosa è dovuto tale cambiamento?

Beh, il fatto di aver cambiato qualcosa anche a livello di testi deriva sicuramente dalla nostra maturazione, quando abbiamo scritto “Heathenreel” eravamo anche più giovani.
Comunque anche le tematiche pagane e le storie di “Heathenreel” nascondono temi più profondi, come ad esempio “The Regality Dance”. A noi non interessa parlare di temi sociali, semplicemente cerchiamo di integrare nei nostri testi delle esperienze personali o cose delle quali sentiamo la necessità di parlare.
In questo album, come dicevi tu, “March Of Fools” e “The Rats Are Following” sono delle riflessioni personali su un certo modo di essere o di vedere quello che ci sta intorno.
Questa è una caratteristica di “The Winter Wake”, in ogni canzone si parla metaforicamente di qualcosa che per noi è importante, una nostra personale visione del mondo.

Quali sono i progetti per il futuro? Ci sono lavori in corso in casa Elvenking?

Adesso stiamo pensando al nuovo album perché, come ti dicevo, per noi “The Winter Wake” è già piuttosto datato e anche la nostra casa discografica crede che sia meglio uscire al più presto con un nuovo lavoro.
Appena possibile ci metteremo al lavoro sul nuovo album, che speriamo di far uscire nel 2007, quindi credo che potremmo cominciare le registrazioni in quest’anno.

Ottimo, vi auguro tutto il meglio per il futuro, vuoi salutare i lettori di EP?

Certo, ci spiace di non aver suonato questa sera, ma purtroppo al tempo non si comanda…
Spero che abbiate apprezzato The Winter Wake e di rivederci presto per una nuova data.

Sito ufficiale: www.elvenking.net

Clicca per leggere la recensione di “The Winter Wake”

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