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Evergrey

Pubblicato il 4/04/2007 da in Interviste | 0 commenti


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Giunti in quel di Milano dopo l’incubo delle strade intasate per il rientro dal lavoro, io ed il prode Danihell ci riuniamo al gruppo di scribacchini invitata dalla Kizmaiaz ad intervistare gli Evergrey. I guai non sono finiti, perchè il manager degli svedesi ci informa che…non si sa dove fare l’intervista! Perciò, dopo lunghe elucubrazioni, si conclude di fare la nostra chiaccherata direttamente sul tour-bus! Mitico!
..ma bando alle ciance; eccovi riportata lo scambio di opinioni avuto con i simpatici quanto riservati Henrik Danhage (chitarra), Jonas Ekdahl (batteria) ed il nuovo acquisto Fredrik Larsson (basso).

EP: Salve ragazzi! innanzitutto grazie per il tempo che concedete ad Entrate Parallele per questa intervista; Allora, parliamo di voi per un secondo: “Inner Circle” e “A Night To Remember” si sono rivelati due album di successo, e “Monday Morning Apocalypse” ha debuttato al sesto posto delle charts svedesi, se non mi sbaglio; questo incremento di vendite, e di conseguenza di popolarità, ha in qualche modo influito sul vostro stile di vita?

(Henrik Danhage): Well, pur avendo venduto bene, non ci hanno ricoperto d’oro, e di sicuro non è che adesso possiamo permetterci delle nuove case con il ricavato (ride, nda), ma sì, di sicuro il nostro stile di vita è cambiato in meglio, almeno quando non siamo in tour, ah ah ah.

D: Quindi, adesso potete dedicarvi completamente alla musica?

(HD): Sì, e questo già da un paio d’anni, ma adesso la situazione sta migliorando sempre più.

D.: In passato avete composto album come “In Search Of Truth” o “Recreation Day”, lavori molto progressive e complessi; con “Inner Circle” invece, avete cominciato a snellire le composizioni, rendendole più corte e dirette. Potete spiegarci la ragione di questa scelta, se di scelta si tratta?

(HD): Non credo che ci siano ragioni particolari, è solo qualcosa che è successo, qualcosa che rispecchia la nostra volontà al momento della composizione. Non so dove questo processo ci porterà.. è possibile che il prossimo album sia ultra-complesso.. ma per questi ultimi due lavori ci siamo sentiti a nostro agio con questo stile più diretto, focalizzato sulla forma-canzone più che sui passaggi strumentali e roba del genere. Il nostro obiettivo è scrivere grandi pezzi, e questa credo sia la più grande differenza rispetto al passato.
Non è una scelta presa a tavolino, nè una scelta volontaria.. è una cosa che ci è venuta del tutto naturale!

D: Una piccola curiosità a proposito del titolo che avete scelto per questo vostro album: “Monday Morning Apocalypse”…trovo che sia alquanto “epico”, se mi passate il temine…come siete arrivati a questo titolo?

(HD): …mmh, penso che semplicemente sia stato scelto perchè suonava bene (ride, nda)! Penso che si adatti molto bene ai concetti ed ai brani presenti su questo cd, ma cosa più importante, pensavamo che fosse un ottimo titolo per un album, ah ah ah!

D: In passato, prima di andare in tour come headliner, avete supportato acts molto diversi da voi, come In Flames, Children Of Bodom, ecc…Come rispondeva il pubblico ai diversi stili proposti all’interno di un solo live?

(HD): Well, il pubblico ha sempre risposto alla grande! Ogni sera suonavamo davanti a gente che non ci conosceva, ma che a fine concerto veniva a complimentarsi con noi; questo fatto l’abbiamo notato specialmente quando abbiamo girato il Nord-America in compagnia di Iced Earth e Children Of Bodom: ogni sera, ogni concerto, alcuni fans degli Iced Earth scoprivano gli Evergrey, e parallelamente i nostri fans scoprivano gli Iced Earth… è stata una cosa fantastica da vedere e da vivere.

D.: Michael (Hakansson, il precedente bassista. nda) ha da poco lasciato la band; lo split è avvenuto in termini amichevoli, ma, almeno per noi fans, è avvenuto tutto all’improvviso..Voglio dire: non ci sono state avvisaglie della separazione, cose come dissapori, discussioni..

HD): No. Ovviamente c’è una grossa differenza tra come la vedono i fans e come la vediamo noi della band.. posso dirti che non è stata un decisione COSI’ improvvisa…

D: Quali pensi siano le ragioni che hanno spinto Michael a prendere questa decisione?

(HD): …è come se fosse stato “stanco” di suonare negli Evergrey, perciò è una sua scelta che si è sviluppata nel tempo, parallelamente alla sua voglia di sperimentare stili differenti. Ovviamente è stato triste all’inizio, visto che Michael è stato parte della band per lungo tempo, ma dovevamo andare avanti. Penso sia stata la cosa giusta per entrambi, perciò tutto è accaduto in buoni termini. Adesso abbiamo Fredrik; lui gravita attorno alla band da qualche anno, perciò lo conoscevamo da tempo, e questo ci ha reso meno difficoltoso il passaggio.

D.: Parlando di Sanken Sandquist (il produttore di “Monday Morning Apocalypse, nda): come mai avete scelto di optare per un produttore esterno alla band, e come mai la scelta è ricaduta su di lui?

(HD): Questa volta sentivamo di voler provare un approccio diverso all’album: per gli ultimi dischi abbiamo fatto tutto da soli, dalla produzione al mixaggio, perciò per quest’ultimo lavoro volevamo confrontarci con punti di vista esterni alla band… Sanken ha podotto tonnellate di album, ed era una persona che tutti, nella band, rispettavamo. Prima di decidere abbiamo tutti stilato una lista degli album che, secondo ognuno, erano prodotti meglio, e nella lista di ognuno c’era perlomeno un album prodotto da lui… Inoltre abbiamo optato per avere un prduttore esterno perchè sentivamo il bisogno di idee nuove, e penso che questo sia stato il punto fondamentale per la nostra scelta.

D: Avete notato delle differenze tra la situazione in cui eravate voi a gestire il tutto e le sessioni con Snaken?

(Jona Ekdahl): Sì, abbiamo notato una gran differenza, soprattutto perchè, facendo tutto da soli, è facile che sorgano discussioni in merito a cosa è buono o cosa è da buttare, ma con una persona esterna alla band, che è pagato fior di quattrini per fare quello (ossia produrre album), puoi permetteri di domandare a lui la decisione di tenere o rifare la registrazione di un “take” che non convince tutti..

D.: Come vi sentite quando la gente diventa matta tentando di etichettare la vostra musica, e tutto quello che riescono a tirare fuori è: “Diamine, questi mi suonano come.. gli Evergrey!”?

(HD): Penso che sia il più bel complimento che ci possano fare (ride, nda)! Lo penso perchè sono convinto che non ci siano bands che suonano come la nostra proposta… è fantastico vedere recensioni di altre bands, e leggere che il recensore trova che somiglino a noi. E’ decisamente un grande onore!

D: Ho notato che, nel corso degli anni, album dopo album, le emozioni che esprimete tramite la vostra musica sono cambiate…

(HD): Well, non siamo il tipo di gruppo che si siede attorno ad un tavolo e decide di scrivere di cose profonde… abbiamo sempre scritto canzoni; le “emozioni” come le vuoi chiamare, nascono con la musica, non è una cosa cui pensiamo..
(JE): ..sono semplicemente lì (ride, nda)!
(HD): Yeah, anche se una cosa suona molto “seria” o triste o malinconica… non è una cosa pianificata…

D: Nelle vostre canzoni avete parlato anche di religione. Cosa pensano gli Evergrey della religione?

(HD): In realtà non penso nulla della religione… di sicuro credo tanto in me stesso. Per alcuni la religione diventa uno stile di vita, un ancora di salvezza, ma le volte che senti di violenze a bambini perpetrate da religiosi che si nascondono e vengono protetti dalla chiesa per non dare scandalo… beh, lasciamo stare…

D: In passato avete deciso di pubblicare dei concept albums; da dove è nata quest’idea, e pensate che la connessione tra testi e musiche possa rendere il brano “migliore” per l’ascoltatore?

(HD): In passato eravamo presi da bands come King Diamond, che ha scritto dei concept albums fantastici, e siamo sempre stati convinti che un buon testo può divenire un “valore aggiunto” per il brano, elevandolo, ma per contro non importa quanto buono sia un tuo testo: non puoi salvare un brano debole.. perciò, per me, la musica è sempre più importante del testo.

D.: Fredrik, come ci si sente ad essere membro degli Evergrey? Puoi dirci qualcosa sul tuo conto?

(Fredrik Larsson): Well, conosco Henrik da parecchio. Ho suonato con lui in un piccolo gruppo locale per, non saprei, tre o quattro anni… successivamente, ho suonato in altri gruppi; ho suonato il basso sul primo disco degli Hammerfall (EH!? e dici poco!, nda), finchè sono stato coinvolto nella’attività della band come tecnico, cosa che ho fatto per i tre anni precedenti allo split con Michael… ed eccomi qui!

Dopodichè interviene il manager degli Evergrey, che ci informa che il tempo a nostra disposizione è scaduto; i ragazzi della band si rivelano molto gentili e si prestano per le foto e gli autografi di rito, e, prima di andare, non possiamo esimerci dall’augurare buona fortuna per il concerto (e per il futuro) ad una band in continua crescita, che non manca mai di stupire noi scafati fans del metallo pesante!

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