Novembre (Carmelo Orlando)

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Novembre Intervista

A quasi un anno di distanza dall’uscita di “Materia”, album che ha riscosso unanimi consensi in tutto il mondo dimostrando che i Novembre sono una delle bands italiane che ci vengono più invidiate, abbiamo pensato di intervistare Carmelo Orlando, chitarrista e cantante della band siciliana, per parlare non solo di “Materia”, ma per cercare di approfondire tante questioni che ruotano attorno all’universo Novembre e soddisfare qualche curiosità personale..

Con “Materia” siete approdati ad un’etichetta importante come la Peaceville che ha nel roster bands del calibro di Katatonia e My Dying Bride, come vi siete trovati finora?

Benissimo. Credo meglio di qualsiasi altra casa discografica metal al mondo. E’ proprio una questione di aria che si respira. Hammy e il suo staff mettono sotto contratto bands di cui sono fans, di conseguenza il loro atteggiamento nei confronti nostri e delle altre bands è reverenziale. Sono amici, ci si sente per le feste o anche occasionalmente. Insomma, cose che da altre parti ti puoi sognare.
Purtroppo ultimamente lui e Lisa hanno deciso di ritirarsi dopo 25 anni di lavoro. E’ stato un trauma.
Ma comunque il loro sostituto Paul Groundwell è un tipo esattamente come loro. La loro politica non cambierà in alcun modo.

Avete suonato al Gods Of Metal 2006 e anche in tour con Lacuna Coil e Katatonia. Qual’è la vostra dimensione ideale? Preferite i club, probabilmente più adatti al vostro tipo di musica o i grandi festival dove potete farvi conoscere da persone che non ascoltano la vostra musica?

Personalmente ho un rapporto molto distaccato con i live, perciò preferisco le situazioni dove non ho la gente di fronte a me o addirittura sul palco. Per cui mi trovo bene in qualsiasi situazione dove ci sia almeno un minimo di distanza. Stesso discorso vale x la dimensione del pubblico, indipendentemente se ci conosce o meno. Va bene qualsiasi cosa.

Intervista ai Novembre

Spesso venite accostati, secondo me ingiustamente, agli Opeth. Ho notato che nel singolo di “Memoria Stoica” ci sono le versioni acustiche di due vostri pezzi. Non avete mai pensato di registrare una raccolta di pezzi acustici o di proporre un disco semiacustico come fecero gli Opeth con “Damnation”?

Gli Opeth hanno un passato musicale e delle radici molto simili alle nostre. Parlando con Mike è venuto fuori che abbiamo quasi gli stessi gusti su un infinità di roba. E poi c’è anche il fatto che abbiamo fatto (metaforicamente) la stessa scuola Dan Swano. Il quale ha prodotto i primi due album di entrambi i gruppi, e che sicuramente ci ha insegnato cose molto simili. Ma poi si cresce e ognuno prende la sua strada pur mantenendo le origini.
Riguardo il discorso di un disco semiacustico, non è esattamente nei nostri piani anche se a dire la verità qualcosa del genere l’abbiamo fatta sull’ on-line-single di ‘Memoria Stoica’ (scaricabile sul nostro sito e su quello della Peaceville), dove (come hai giustamente accennato) sono incluse le versioni acustiche di Nostalgiaplatz e Flower, le quali, devo dire, sono venute pure più belle delle originali.

In “Materia” in molti pezzi troviamo in maniera preponderante l’uso della lingua italiana, oltre al fatto che sono quasi state abbandonate le growl vocals, come mai questa scelta?

Materia è stato un disco scritto e registrato in un tempo brevissimo (circa 3/4 mesi) e alcuni particolari ci sono in qualche modo sfuggiti. Ci sarebbe dovuto essere qualche growl in più (non molti comunque) e personalmente avrei posizionato i pezzi in maniera diversa e sono sicuro che la cosa si sarebbe notata molto meno.
Ma sai, siamo in democrazia… e poi la cosa è passata un po’ inosservata con tutta quella smania di fare uscire il disco che avevamo. Ma mai e poi mai avremmo pensato che la cosa potesse essere così traumatica come lo è stata x alcuni.
Pensa che addirittura un tipo ce ne ha scritte di tutti i colori, per poi ricredersi qualche mese dopo, scrivendoci che ora non poteva più fare a meno di ascoltarlo 4 volte al giorno, hahah.
Ha fatto tutto da solo ma questo sta solo ad indicare che Materia, anche se non riflette esattamente le aspettative di ognuno e non rispetta il trend del momento, è un entità difficile da ignorare. Una specie di cavallo di Troia.
La scelta della lingua Italiana è una cosa molto difficile da spiegare; cioè, i riff vengono fuori con una linea vocale annessa, come un allegato. A volte questa linea vocale ha una fonetica Anglofona, altre volte ce l’ha Italofona. Non idea del perché ma io mi limito a rispettare questa strana cosa.
Tutto ciò non è comunque una regola. In realtà non ci sono affatto regole; stiamo lavorando al prossimo album che programmiamo di fare uscire a Settembre, e i pezzi nuovi sono sempre diversi, con soluzioni sempre nuove, e variegati più che mai.

Materia Novembre

Sempre in “Materia” ho notato che praticamente ogni canzone comprende un break centrale durante il quale la musica cessa per poi ricominciare solitamente più melodica ed emozionalmente viaggiante. A cosa è dovuto questo?

La risposta è più o meno la stessa della precedente. Se ascolti bene tutti i nostri album precedenti, hanno sempre lo stesso trade-mark che hai descritto tu; il pezzo parte, rallenta, riparte e conclude…
Ci se ne accorge meno perché gli stacchi erano molto curati e ornati. Su Materia invece la differenza è stata che, come dicevo prima, abbiamo avuto meno tempo e qualcosa ci ha rimesso. Sono d’accordo che molti stacchi sarebbero dovuti essere un po’ più curati ma la storia non si fa con i se e con ma.

Sento da più parti svariati modi per definire il genere che voi suonate. C’è chi dice Doom, chi dice Gothic, chi Prog/Death e chi più ne ha più ne metta. Voi come potreste definire la musica che suonate?

Mah, mi pare che quella fosse un po’ una moda di qualche anno fa. Il Death Metal, 10 anni fa, cominciò ad evolversi in un modo inconsueto (violini, trombe, cori, vampiri, cazzi e mazzi come si dice qui) e sia le bands che i giornalisti cercavano di capirci qualcosa su dove si stava dirigendo questo genere.
Ecco che vennero fuori le più disparate e ridicole denominazioni.
Oggi mi pare che la cosa non abbia più senso dato che la scena ( per come era intesa) è morta e sepolta. Noi facciamo musica non-leggera; ‘musica’ nel senso originale e ormai perduto del termine,
e ‘non-leggera’ perchè insomma per quanto, nei nostri pezzi, ci siano delle soluzioni alla Bach/Beethoven, nonne e zie sono un po’ restie ad ascoltarci.

Intervista a Carmelo Orlando

Quando ho avuto modo di vedervi dal vivo ho notato che la canzone più acclamata che avevate eseguito era stata l’unica estratta dal vostro esordio “Wish I could dream again” e cioè “The dream of the old boats”, con una partecipazione del pubblico quasi commuovente. Non pensate che sarebbe bello rispolverare qualche brano vecchio dal vivo come “Novembre” o “The white eyed”?

Ma sai, quella è la reazione che hai quando annunci l’ultimo pezzo e poi a quel punto, i fans di vecchia data danno il loro meglio. Ma è un bluff perché quando, ogni tanto, capita che facciamo qualche vecchio pezzo nel mezzo del set, la reazione non cambia molto.
Comunque, in ogni caso è naturale che sia dia spazio alla roba più recente. La vera sfida è mandare in visibilio la gente con la roba più recente. Finchè ci si riesce si può essere soddisfatti.

Ascoltando la vostra musica, sopratutto negli ultimi due album in studio, si nota subito che siete una band italiana, perchè a mio parere il gusto per la melodia che avete voi i gruppi americani o scandinavi non lo posseggono. Questo però fa ricordare la musica italiana popolare, molto spesso cantautorale, molto in voga nel nostro paese. Pensate che sia una vostra influenza importante?

Certamente. Non è possibile in alcun modo non essere influenzati da ciò che ci circonda. A meno che non ci si forzi e allora il risultato non sarà mai di un certo livello. Tutto ciò che abbiamo ascoltato dal momento della nascita è un fattore influenzante e devo dire che noi siamo stati ESTREMAMENTE fortunati a vivere gli anni 70 e 80, che credo (per come stanno andando adesso le cose) siano irripetibili. Le prime note ad arrivare alle nostre orecchie erano dei Pink Floyd, Alan Parsons, Boston, America, Beatles, Kiss, senza disdegnare tantissimi artisti Italiani come Battiato, Alice, Rettore, Zero, De Andrè; e in seguito U2, Smiths, Depeche Mode, A-ha e soci…
C’era una fortissima concorrenza e la musica scadente veniva inesorabilmente cestinata dai discografici. Inoltre erano anche anni di forte entusiasmo globale…
Penso a questi poveri ragazzini costretti a crescere con i Finley, Mondo Marcio, la Tatangelo… chissà che cagate che tireranno fuori fra 20 anni. Spero che qualche anima pia gli faccia sentire i Radiohead.

Novembre Heavy Metal Band

Curiosità mia: nella canzone “Nothijngrad”, per altro la mia preferita, si fa riferimento alle “Ox-eyes”. Mi sono scervellato ma non sono riuscito a capire che cosa siano. Mi svelate l’arcano?

Le Ox-eyes sono le margherite in Inglese!

L’intervista è giunta al termine, lascio a voi lo spazio conclusivo e vi ringrazio per il vostro tempo dedicato a www.entrateparallele.it . Aggiungo però una curiosità personale.. chi vi ha dato l’idea di mettere in vendita dei perizomi col vostro logo sopra? Vendono bene???

Vende tutto grazie a dio ;)
Salutandovi, vi lasciamo i contatti del nostro sito nuovo di zecca ( www.novembre.co.uk mi raccomando firmate il guestbook), dove troverete un po’ di tutto (novità, date live, merchandise); e della pagina MySpace (www.myspave.com/novembre1)
Grazie mille per questa bell’intervista!!!

Foto prese dal sito ufficiale della band www.novembre.co.uk

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