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Sonata Arctica (conferenza stampa Gods of Metal 2006)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Interviste | 0 commenti


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Torniamo a sabato 3 giugno 2006, terzo giorno di Gods Of Metal, quello maggiormente dedicato al metal classico, al power e all’hard rock. Poco dopo essersi esibiti sul palco, in tarda mattinata, i finlandesi Sonata Arctica si sono prestati con molta simpatia e disponibilità al fuoco di fila delle domande e delle curiosità su di loro. Ecco qual è stato il risultato.

D: Prima di tutto, qual è il vostro giudizio sul concerto di oggi?

R: Siamo molto impressionati. Non ci aspettavamo che ci fosse così tanta gente a quest’ora del giorno, in Finlandia di sicuro non ci sarebbe stata così tanta gente.

D: Avete pubblicato recentemente un DVD sul vostro tour in Giappone. Che cosa provate a proposito di questo DVD?

R: Beh, il DVD mostra semplicemente che cosa è successo in Giappone, abbiamo suonato in molti show circa un anno fa. È stata una bella esperienza, ma credo che ormai sia passata, sia un po’ datata, credo che possa essere utile da vedere anche per i nostri fan negli Stati dove non abbiamo ancora suonato, e lo show è vero rock!

D: Perché avete registrato un live proprio in Giappone?

R: All’inizio di questo tour, quando abbiamo organizzato le date, abbiamo pensato al Giappone perché è pieno di ottime strutture tecnologiche per la registrazione di un live. Era veramente l’unico Paese dove sarebbe stato possibile realizzarlo, e sapevamo che avremmo avuto uno show sold out a Tokyo. Se lo facessimo adesso, invece, credo che potremmo farlo praticamente ovunque, probabilmente lo faremmo in Finlandia.

D: Sempre a proposito delle vostre esibizioni live, voi siete già stati in Italia un paio di anni fa con i Nightwish, che cosa ricordate di quella serata?

R: E’ grande, l’Italia è sempre un ottimo posto dove suonare, il pubblico è molto caldo, è molto coinvolto nella musica, e questo non succede dappertutto: sarà per via del vostro sangue caldo! Magari potremmo registrare il nostro prossimo live con le tecnologie finlandesi e il pubblico italiano! (risate)

D: A proposito del titolo “For The Sake Of Revenge”, a che cosa è legato?

R: Il nome è nato durante il tour in Giappone: tutto quello che facevamo era fatto “in nome della vendetta”.

D: Il vostro nuovo album suona abbastanza differente da quelli precedenti. Si è trattato di un esperimento? Proseguirete su questa linea o tornerete al vostro sound precedente?

R: In questo album abbiamo dato molta libertà ai suoni delle tastiere…è stato semplicemente il modo in cui l’album è uscito fuori ad essere così diverso, ma con il prossimo album cercheremo di tornare un po’ indietro, ai suoni degli album precedenti, cercheremo di trovare un maggiore equilibrio.

D: Sempre parlando dei DVD, credete che la tecnologia dei DVD sostituirà completamente i classici dischi live o no?

R: Non completamente, perché è piuttosto difficile vedere un DVD live quando si fanno cose come guidare la macchina, o cosa del genere. In questi casi si ascolta solo il suono, quindi non credo che il DVD sostituirà completamente il disco live, ma non vedo nessun problema in questo.

D: Tony, quasi tutti i testi e le musiche degli album sono composte da te. Questo capita perché gli altri membri del gruppo sono interessati specificamente a creare le loro canzoni, o perché sono coinvolti maggiormente in altre band?

R: No, ciascuno di noi è libero di scrivere tutti i brani che vuole, poi quando ci troviamo ci lavoriamo insieme se non sono già completi, ma ogni suggerimento da parte degli altri è benvenuto.

D: Jani, a proposito di progetti paralleli, perché hai lasciato gli Altaria?

R: Principalmente perché questo tour ha avuto inizio, poi è andato avanti, e ancora, e ancora…non avevo assolutamente tempo per registrare le chitarre per il nuovo album, o niente altro, è stato semplicemente per questo, non ero più in grado di concentrarmi su quel progetto.

D: Vorrei farvi una domanda, a proposito dei testi, a cui penso già dal 1998: chi è Dana?

R: In origine, Dana è stato un nome che ho preso da “X-Files”, poi è diventato un nome di donna che si adattava perfettamente alla musica, avevo bisogno di un nome di donna e credo che Dana si adattasse perfettamente. Ho voluto rendere omaggio anche alla mia serie TV preferita, e penso che suonasse molto meglio di nomi come Catherine o qualunque altro.

D: Da dove viene invece il nome della band?

R: Quando abbiamo firmato il contratto discografico, negli anni Novanta, suonavamo con un altro nome. Quando ci siamo trovati di fronte a un contratto, ci hanno fatto capire che quel nome non era più adatto, quindi l’abbiamo cambiato. Detto in questo modo forse non rende molto l’idea, ma quando lo traduci in inglese diventa “little piece of Arctic music”, e siccome noi veniamo dal Nord, e siamo soliti usare elementi della musica classica, come altri gruppi, ad esempio gli Stratovarius, che erano anche più influenzati dalla musica classica rispetto a quanto lo siamo noi, Sonata Arctica rende molto l’idea.

D: Avrei un’altra domanda a proposito di Dana. Avete creato molti personaggi femminili nelle vostre canzoni, per esempio Dana, Victoria, Tallulah: qual è il vostro personaggio preferito, e perché?

R: Il preferito? Beh, abbiamo utilizzato Dana in due diversi episodi, ma non saprei quale sia il mio personaggio preferito. Mi piace molto la canzone “Tallulah”, perché è un nome strano, non è un nome di donna vero e proprio, ma non saprei.

D: E invece, per quanto riguarda la canzone “White Pearl, Black Oceans…”, la storia narrata nel brano è stata inventata da voi, o è un qualche cosa che esiste già, tratta ad esempio dalla tradizione popolare?

R: No, la canzone mi è stata ispirata da tutti quei film che parlano dell’oceano, ad esempio mi piace molto “Master & Commander”, la canzone mi è venuta da lì. Penso che sia stata la storia migliore che abbia mai inventato, mi piacerebbe espanderla, magari proprio in un film.

D: Avete appena nominato gli Stratovarius. Ci sono alcuni che vi hanno definito dei cloni degli Stratovarius. Che cosa ne dite?

R: Penso che all’inizio della nostra storia, certi brani fossero stati effettivamente molto influenzati dagli Stratovarius, non lo nego, ma è stata una buona cosa. Noi siamo qui anche perché siamo stati influenzati così tanto dagli Stratovarius, gli dobbiamo molto, e sono ancora un’ottima band. Non neghiamo le nostre radici, ma penso che adesso il nostro stile sia molto cambiato, non siamo sicuramente dei cloni degli Stratovarius; potresti prendere molte altre band come la nostra, che hanno un modo simile di suonare la batteria, o le tastiere, ma non sono dei cloni. Non penso che lo siamo più, ma sono molto contento di poter dire che siamo stati influenzati da album come “Visions”.

D: Nella vostra carriera avete suonato anche due ottime cover, degli Helloween e dei Metallica. Quale band vorreste che facesse una cover dei vostri pezzi?

R: Beh, credo che il nostro sound possa essere eseguito da molte band, se qualcuno volesse fare una nostra cover, credo che chiunque potrebbe essere in grado di farlo…magari gli Strapping Young Lad (risate)! Oppure i Nightwish.

D: Perché non suonate mai dal vivo alcuni brani molto belli, come ad esempio “Mary-Lou” o “Wolf & Raven”?

R: Abbiamo suonato “Mary Lou” dal vivo in Giappone nel 2004, e lo stesso vale per “Wolf & Raven”. Sono brani vecchi, che abbiamo suonato per troppo tempo, anche in versione acustica; vedremo in futuro se sarà possibile riprenderle, magari in un piccolo medley.

D: Come fate per scrivere le vostre canzoni? Scrivete tutti separatamente e poi unite i pezzi oppure uno di voi arriva con un pezzo già fatto?

R: Di solito ci troviamo con dei demo, li ascoltiamo, di solito non ci piacciono (ride), li cambiamo, tutti insieme, oppure ci lavoro direttamente io.

D: Che cosa ci dobbiamo aspettare dal vostro prossimo album? Avete già qualcosa in mente?

R: Sì, molte sorprese (ridono)! Scherzi a parte, abbiamo circa 15 canzoni pronte, non so se il nuovo album sarà più lungo dei precedenti, ma di sicuro conterrà più canzoni. Ad ogni modo, 70 minuti per un album sono più che sufficienti. È uno dei problemi che sono nati con le nuove tecnologie, adesso si possono fare album lunghissimi, ma dopo un po’ l’attenzione cade, quindi non ne vale la pena. Potremmo anche fare dei brani di 6 secondi, come i Napalm Death!

D: Tony, quando hai iniziato a cantare hai preso delle lezioni?

R: No, non sono mai andato a lezione. Ho cantato praticamente da sempre, ma il mio primo gruppo è nato nel 1994, una rock band, totalmente diversa da quello che faccio adesso, che faceva anche brani tradizionali, adatti per i vecchi! Ho cominciato a cantare seriamente in quel periodo, e ho sviluppato la mia voce a poco a poco.

Intervista trascritta da Anna Minguzzi.
Alla conferenza stampa erano presenti numerose webzines e riviste del settore. Alcune domande potrebbero essere state effettuate da giornalisti di altre redazioni.

Il sito ufficiale della band è www.sonataarctica.info

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