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Zaburon (Antonello d’Aguanno)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Interviste | 0 commenti


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Ti si allarga il cuore quando ti capita tra le mani un lavoro come quello dei bergamaschi Zaburon: metal estremo di alta qualità in bilico tra il death americano ed il thrash europeo, coinvolgente e personale e suonato da ragazzi tecnicamente preparati.. Era da un po’ che non mi entusiasmavo per un disco death e questo “Sic Bellum Incipit” è giunto come un fulmine a ciel sereno. EP non si è lasciato sfuggire l’opportunità di scambiare qualche parola con Antonello, il bassista della band.. Buona lettura!

Ciao, innanzitutto complimenti per “Sic Bellum Incipit”! Ti chiedo subito di fare una cronostoria degli Zaburon in modo tale da presentare la band ed i suoi componenti a chi non vi conosce…

Gli Zaburon sono nati da un’idea di Luca. Io e Christian avevamo già suonato assieme in altre formazioni e proprio in quel periodo eravamo entrambi fuoriusciti da altri progetti e Luca ci ha convinto subito con questa idea di proporre musica estrema ma che avesse una certa melodicità. Inizialmente si era ipotizzato che Luca fosse anche il cantante del gruppo ma oggettivamente riuscire a cantare e suonare questi pezzi credo sia una cosa impossibile così abbiamo conosciuto Tony che è entrato in pianta stabile negli Zaburon circa un anno dopo la loro fondazione. Per i primi 2 anni abbiamo cercato un altro chitarrista che potesse affiancare Luca ma nonostante ne abbiamo provati molti nessuno ci ha mai convinto e così abbiamo deciso continuare con una formazione a singola chitarra. Poi circa una anno fa Tony ha mollato la band per divergenze musicali e così dopo un paio i mesi SatraS è entrato in pianta stabile nel gruppo.

Sulla mia copia del cd compare Tony Lanza alla voce, mentre nella bio allegata al disco è SatraS a figurare come cantante.. Cosa ha portato allo split con Tony?

Semplicemente divergenze sui gusti musicali. Sai con il tempo i gusti cambiano e Tony in particolare non si riconosceva più nel Death Metal ed in questo tipo di musica. Purtroppo è stato contagiato anche lui dal virus new-metal e infatti adesso credo che abbia in cantiere qualche progetto nel genere. Di conseguenza ha preferito mollare anche se la sua fuoriuscita dal gruppo è avvenuta un paio di mesi dopo dalla firma del contratto con la TwoFatMen.

Come ho scritto in sede di recensione, credo che “Sic Bellum Incipit” porti alla luce una notevole rabbia che sfogate attraverso ogni singola nota delle vostre composizioni: da chi è causata questa cattiveria? Tra l’altro ho apprezzato tantissimo il fatto che la furia che trasmettete non ha perso un briciolo di carica nei passaggi più melodici…che ne pensate?

E’ stato sempre il nostro obiettivo. Musica estrema che avesse sempre un minimo di musicalità. Facciamo questo genere di musica perché ci piace senza avere finalità precise.

Penso che un altro grosso punto a vostro favore lo abbiate incamerato grazie all’ottima qualità di registrazione e produzione che avete ottenuto: cosa si prova a lavorare nei blasonati “Mirage” e “New Sin”, studi mitici per il metal tricolore, al fianco di persone del calibro di Andrea Trapasso e Luigi Stefanini? Vi è stata utile la loro esperienza?

Andrea è un personaggio! fantastico! Ci ha aiutato moltissimo con la sua esperienza. Poi riesce a creare un’atmosfera in studio che è decisamente piacevole. È stato un grande componendo apposta per noi l’intro dell’album. È stata una scelta azzeccatissima, soprattutto perché era esattamente quello che volevamo: una produzione che riuscisse a reggere il confronto anche con le produzione migliori nel nostro genere e direi che, fatte le dovute proporzioni possiamo essere decisamente felici del risultato. Per i New Sin studio il discorso è invece diverso in quanto non siamo mai stati da loro Gli abbiamo semplicemente mandato il raw mix dell’album e poi ci siamo messi nelle mani della loro grandissima professionalità ed esperienza per eseguire il mastering ed il risultato è stato anche qui ottimo.

Al contrario invece penso che il cantato growl sia fin troppo pulito: un suono un po’ più sporco a mio parere avrebbe reso più “calde” le vocals in questione! A parte questo, c’è qualcosa che, potendo farlo, modifichereste nel vostro disco?

Francamente non saprei, tutto sommato credo che la voce nel disco si adatti alla produzione in generale. A gusto personale ti dico che il mio cantante preferito nel growl è Michael Stanne ed in effetti SatraS interpreta i pezzi con un approccio più svedesotto che non troppo americano e questo mi fa sicuramente piacere. Sul cambiare qualcosa non saprei… Sai è ovvio che dopo aver finito un disco ti sembra che tutto sia stato fatto al meglio poi lo ascolti a distanza di qualche mese e ti iniziano a venire tante idee che magari avrebbero potuto rendere il tutto più interessante… Alla fin fine siamo soddisfatti così e quindi va bene.

Parliamo dei pezzi: sono rimasto meravigliato dalla grande varietà e dalla quantità di idee che si possono trovare nelle vostre canzoni, siete riusciti a creare un disco coinvolgente che mostra una band con una bella dose di personalità, per nulla scontato e molto scorrevole… come nascono i vostri pezzi? Raccontaci come nasce e si sviluppa una canzone degli Zaburon!

Grazie ! Diciamo che ormai dopo 6 anni che suoniamo assieme il songwriting ha una sorta di procedimento standard che è valido per la maggior parte dei pezzi. Luca propone riff e una struttura generale del pezzo, poi Christian inserisce le sue parti e io mi metto in mezzo tra tutti e 2. SatraS di conseguenza imposta la sua linea vocale su una versione del pezzo abbastanza definita. Ovviamente non sempre le cose sono così scorrevoli soprattutto perché Luca tende a sfornare un’infinità di riff per ogni brano e quindi molto spesso i pezzi degli Zaburon subiscono un processo di riduzione per renderle più scorrevoli talvolta tagliando anche intere parti.

Tra l’altro direi che una forte influenza che emerge dal vostro sound è quella dei geniali Death. Cosa ne pensi? Altre influenze particolari?

Questo è decisamente un gran complimento vista la classe di Schuldiner e compagni. Francamente i Death non ce li vedo molto nel nostro sound anche se in effetti altre persone ci hanno accostato a loro, sinceramente non saprei. Anche perché dal punto di vista delle influenze siamo un gruppo decisamente atipico in quanto non abbiamo dei veri e propri gruppi o generi di riferimento. Ci interessa soltanto produrre musica che picchi, che non molli mai e che sia sempre pesantissima senza però prescindere dal gusto e da una certa melodicità che insomma non sia solo rabbia fine a se stessa come spesso accade nei gruppi estremi. Direi che come influenze sia necessario fare un discorso legato ad ogni singolo componente che poi si riflette nell’insieme della musica. Ad esempio Luca fa riferimento a gruppi quali Sinister, Morbid Angel, Cannibal Corpse diciamo in generale l’estremo oltreoceano. Christian è molto legato a 2 batteristi in particolare Dave Lombardo come idee e Ian Paice come tecnica esecutiva, soprattutto in molti fraseggi, due batteristi decisamente agli antipodi… Io invece adoro i Megadeth da sempre sono un loro ultrà da stadio più che un fan eheheh, e infatti Dave Ellefson è sicuramente uno dei migliori bassisti nel genere metal, è uno dei pochi che riesce a dare veramente qualcosa di più al pezzo senza la necessità di portare il basso centro dell’attenzione di tutto il brano e questa secondo me è una cosa veramente fantastica… SatraS ovviamente lo si scoprirà nel prossimo disco cosa vorrà fare, non possiamo mica svelare tutte le carte in tavola eheheh!!

Molto ben curato è anche il layout: vuoi raccontarci qualcosa dell’artwork che accompagna il disco?

E’ stato un parto lungo e doloroso. Credo che senza scherzare sia stata la cosa più complicata di tutto il lavoro… Considera che ci ha tenuto in ballo 1 anno tra scelta dell’impianto grafico, immagine di copertina, errori di stampa… Che delirio!
La cosa veramente ridicola è stata che dopo aver perso circa un mese per la scelta del colore ci siamo accordati per una sorta di color beige/grigio, l’abbiamo portato alla stampa e dopo un mese ci sono tornato le copertine con ben 4 sfumature di colore diverse sul fronte e 3 sul retro… ce le hanno rifatte ed ovviamente è andato…. tutto come prima! Rifatte ancora, stavolta tutto ok. Quando poi abbiamo firmato il contratto con la TFM abbiamo deciso di modificare un po’ il layout e di inserire anche foto e testi nel libretto (apposta per l’uscita ufficiale) di conseguenza abbiamo dovuto far ristampare tutto… stavolta la copertina è uscita praticamente grigia… Abbiamo deciso che il grigio è un colore bellissimo. ^_^

Come sono i primi responsi su “Sic Bellum Incipit”? Traccia un primo bilancio sui commenti raccolti!

Decisamente buoni. Tutte le recensioni che abbiamo avuto finora sono state molto positive. Purtroppo solo in Germania il disco non è stato capito molto, ma per il resto siamo decisamente soddisfatti. Anche i pezzi più difficili, come ad esempio Zaburon, hanno avuto un’accoglienza positiva, soprattutto in Italia, e quindi le cose vanno decisamente bene. Quello che invece ci soddisfa meno è la promozione che è veramente difficile da fare quando si propone un lavoro che in qualche modo è dedicato ad una nicchia di pubblico. Adesso stiamo cercando di lavorare al meglio anche sotto questo aspetto e stiamo cercando una qualche agenzia seria a cui appoggiarci per ottenere dei buoni risultati.

Supponiamo che una radio scelga di far passare uno e uno solo dei pezzi di “Sic Bellum Incipit”: quale scegliereste? Voglio anche le motivazioni!

Sicuramente “The Beginning” ! (anche se poi alla fine in America hanno passato “Infinity…” )
È il pezzo migliore dell’album secondo me. Riesce a contenere perfettamente sia la potenza e la voglia di spaccare che delle belle linee melodiche. Certo purtroppo la durata non è proprio adattissima ad una radio ma chi se ne frega ^_^.

E’ prevista per la primavera 2006 l’uscita del vostro nuovo ciddì, puoi farci qualche anticipazione in merito?

Diciamo che abbiamo imparato molto con il primo lavoro. Sicuramente il nostro prossimo album sarà più diretto. Abbiamo già dei bei pezzi pronti, stiamo continuando a lavorare, ma credo che aspetteremo ad entrare in studio, vogliamo giocarci “Sic Bellum Incipit” finché la gente non ci chiederà pietà perché non ne può più. ^_^

Mi piacerebbe riuscire a vedervi dal vivo e quindi l’ovvia domanda riguarda la vostra attività live: c’è qualcosa di definito? Sempre restando in tema di concerti, quanto è importante per gli Zaburon la dimensione live?

Di definito per ora abbiamo una data al Keller di Curno (Bg) sabato 29 Gennaio. Ci stiamo muovendo per cercare di organizzare qualche data importante che ci offra una certa visibilità. Stiamo prendendo contatti con varie agenzie estere che trattano nomi importanti ma purtroppo è dura battere la concorrenza . L’attività live è sicuramente un aspetto importante per un gruppo. Noi cerchiamo sempre di offrire il meglio possibile quando siamo sul palco, vogliamo che la gente si diverta e che apprezzi la nostra musica. Curiamo molto l’aspetto dei suoni (anche troppo, abbiamo un chitarrista che è un vero maniaco sotto questo aspetto )cercando sempre di avere suoni comprensibili che permettano una buona resa dei pezzi. I gruppi che adoro dal vivo (e che sono anche il mio punto di riferimento sotto questo aspetto) sono i grandi del passato. Vedere suonare band come i Deep Purple o gli Uriah Heep è il massimo secondo me. Indipendentemente da quanto uno apprezzi la loro musica. Offrono performance dal punto di vista esecutivo semplicemente perfette, un coinvolgimento totale, un calore ed un rapporto con il pubblico che lascia la pelle d’oca, semplicemente fantastici. Arrivare a quel livello credo sia veramente un sogno.

Questa domanda la faccio a tutti: c’è la possibilità per le band che si muovono nell’underground di suonare dal vivo? Quanto è difficile trovare locali disposti a dare spazio alle band e qual è la situazione nella vostra zona?

Ti dico, da noi di occasioni di suonare dal vivo se ne trovano anche molte. Il dramma è poi la resa finale del concerto. Suoni spesso incomprensibili, poca gente che ti conosce e che ti viene a vedere insomma diciamo che i tempi sono un po’ bui e non per colpa dei gestori dei locali. Molti hanno scommesso sulla musica dal vivo, adesso bisogna sperare che la gente apprezzi e che le cose vadano sempre meglio.

Qual è il tuo parere sulla scena metal underground bergamasca e, più in generale, su quella italiana? Per quanto mi riguarda penso che ci siano molti gruppi che meriterebbero un contratto più di altre band “blasonate”….

Su questo sono perfettamente d’accordo con te. Ma francamente credo che in Italia in particolare ci sia una certa riluttanza da parte dei gruppi a investire dove serve per cercare di emergere seriamente. Mi spiego. Molti gruppi, ad esempio, investono soldi in date live nei posti più assurdi e improbabili (vedi oratori, bar, feste scolastiche) con costi di viaggio non irrilevanti. È vero che suonare dal vivo fa sempre piacere, ma francamente se si vuole cercare di arrivare ad un certo livello è meglio tampinare le varie agenzie di booking e i vari promoter che trattano i gruppi grandi e cercare di accodarsi a loro per avere quanta più visibilità possibile. Certo, questo significa sottostare a determinati ritmi e garantire una certa serietà. Questo discorso è valido se lo scopo di un gruppo è serio e la band vuole arrivare effettivamente a fare determinate cose. Se poi si suona come puro divertimento e senza particolari fini allora va benissimo non farsi tanti problemi e pensare solo a divertirsi e chi se ne frega come va, ma a quel punto mi pare ridicolo andare a piangere contro una scena che non va bene, contro il poco spazio disponibile o la gente che non apprezza e magari mostrare una certa invidia nei confronti di gruppi che sono arrivati in alto proponendo cose di qualità inferiore. Penso che per sfondare non basti più essere bravi e avere qualcosa da dire ma che occorra anche tanta volontà e tanta disponibilità a farsi il mazzo sempre con la massima umiltà. Devo dire che la nostra etichetta sta investendo decisamente sui gruppi italiani, non a caso sono con la TFM anche band come Infernal Poetry, Enemyinside, Last Rites. Insomma diciamo che qualcosa si sta muovendo. Peccato che i cd della TFM siano disponibili in Italia solo come import. Poi sai è difficile capire i motivi per cui un’etichetta scelga un gruppo piuttosto di un altro. E molto spesso credo sia più un fatto di tempistica che non di vero e propria qualità della musica proposta, nel senso che un’etichetta può anche ascoltare un demo o un prodotto interessante ma se ormai sono già state programmate tutte le uscite, le promozioni e quant’altro è praticamente impossibile che qualcuno rivoluzioni tutti i progetti per inserire un prodotto anche se molto valido. Sarebbe interessante leggere su webzine come la vostra magari una bella intervista ai responsabili di etichette, distributori per sapere un po’ anche cosa c’è dall’altra parte della barricata. Ormai con la miriade di etichette più o meno grandi che ci sono in circolazione arrivare ad un contratto non è difficile come 10/15 anni fa e soprattutto non è più un punto di arrivo che garantisce una certa notorietà. L’ingresso nel circuito che conta, ormai penso sia solo un fatto di promozione, il vero scoglio per le band, la vera chiave di accesso ai numeri che contano.

Se vi venisse data la possibilità di scegliere una band “maggiore” a cui aprire il concerto chi sceglieresti?

Megadeth!! Anche se credo che non riuscirei a salire sul palco per paura di rovinarlo sapendo che dopo di me c’è Lui Eheheheh beh a parte gli scherzi per noi il massimo sarebbe riuscire ad aprire per un gruppo come i Morbid Angel, che nel genere sono il nome più grosso e a cui più ci avviciniamo come sound.

Quest’ultimo spazio è tutto vostro ragazzi, chiudete come meglio credete!! Per quanto mi riguarda vi ringrazio per la disponibilità e auguro ogni fortuna agli Zaburon! A risentirci quanto prima, magari per un concerto!

Grazie mille a voi per lo spazio che ci avete concesso e per la grande disponibilità. Un sincero saluto e ringraziamento a tutti coloro che hanno comprato il nostro disco e che continuano a supportare (e sopportare) la nostra musica. Vorrei chiudere con un appello a Mustaine in stile Elio e le Storie Tese: Megadeth Tornate Insieme! ^_^ La formazione attuale, con tutto il rispetto per i musicisti coinvolti, proprio non regge il confronto con il passato!

Intervista a cura di Gianluca “Avalon” Moraschi
Un sentito GRAZIE ad Antonello per la splendida collaborazione

Sito ufficiale: www.zaburon.com
Contatti: luca@zaburon.com

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