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Toto (Simon Phillips)

Pubblicato il 24/04/2007 da in Interviste | 0 commenti


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Intervista Toto Simon Phillips

I Toto sono una vera leggenda in campo musicale, milioni di dischi venduti, canzoni che hanno lasciato il segno e che ancora oggi sanno emozionare, quasi trent’anni di carriera e un grande e luminoso futuro ancora da scrivere. Entrateparallele ha incontrato un cortesissimo Simon Phillips, batterista della band, per una lunga chiacchierata tra passato, presente e futuro, nel nome di una passione che non ha età. A voi la lettura.

Cominciamo l’intervista con Simon Phillips, qui a Torino, chiedendo com’è il loro rapporto con l’Italia. Vi piace suonare qui?

Tradizionalmente abbiamo suonato quasi sempre uno o due shows qui in ogni tour che abbiamo fatto. Non abbiamo girato tutta l’Italia in tour, ma abbiamo suonato a Milano diciamo ogni due anni, abbiamo suonato qualche volta a Torino, qualche volta a Roma, e poi a volte, soprattutto durante i festival estivi, siamo andati a suonare in posti più di provincia come Lucca, Padova, Modena, Viareggio, tutte bellissime città, ma non abbiamo mai suonato al sud. Io sono stato in Italia a suonare molte volte durante la mia carriera, e devo dire che il pubblico italiano è semplicemente grande, la gente qui si diverte molto ai concerti, è molto “emozionante”. A volte mi è capitato di vedere addirittura della gente piangere tra le prime file, e devo dire che è stato qualcosa di molto toccante.

“Falling In Between” ha avuto un successo straordinario, addirittura diciottesimo in Italia, paese “allergico” alle sonorità AOR. Avete addirittura fatto un’edizione speciale estiva con il singolo “Bottom Of Your Soul” il successo dell’album ha superato le vostre previsioni?

Si, è interessante perchè noi avevamo concluso il nostro contratto con la Sony, quindi avevamo un paio di scelte. Da un lato potevamo continuare sulla stessa strada decidendo di firmare con una major, la Universal, ma un paio di etichette indipendenti si sono offerte, e una di queste era la Frontiers, che è una etichetta italiana. La loro offerta era molto buona, ed era sorprendente questo, cosi noi abbiamo pensato “ragazzi, proviamo qualcosa di nuovo” e siamo andati con loro. La promozione, soprattutto in Italia fu molto buona come in gran parte dell’Europa, e il responso della critica fu probabilmente il migliore dai tempi di “Toto IV”, con delle recensioni davvero ottime. Penso che per le risorse che hanno a disposizione i ragazzi della Frontiers abbiano fatto un lavoro fantastico, sono delle persone davvero gentili, hanno lavorato duramente su questo e penso che abbiano fatto tutto quello che si poteva fare per il nostro gruppo.

Intervista Toto, Simon Phillips, batterista della band

Nella vostra discografia avete tante canzoni che hanno nomi di donna, “Rosanna”, “Angela”, “Carmen”, “Lea”, “Pamela”, quanto è importante per i TOTO il lato romantico?

Beh sai, essenzialmente il motivo è che le donne sono assolutamente un buon soggetto, e soprattutto un titolo contenente un nome di donna suona dannatamente bene! Molti si chiedono se veramente il soggetto di “Rosanna” fosse Rosanna Arquette, ma la risposta è che non è affatto cosi, ma solo che casualmente Rosanna Arquette era molto famosa al tempo, e che con quel nome era molto facile scrivere una bella canzone come “Rosanna” appunto. E’ molto difficile scrivere una canzone su “John”, “John” non funziona!(Ride ndr). Quindi per quanto ne so non c’è una spiegazione precisa, la band ha visto che funzionava e hanno seguito questa strada. Tutto poi alla fine si riconduce a una formula, quindi se vedi che qualcosa funziona perché non usarla di nuovo? Cioè anche quelli che costruiscono le macchine hanno visto che mettere due ruote davanti e metterne due dietro funziona, quindi quale costruttore poi non farebbe cosi?(Ride ndr)

Quanto sono cambiati i TOTO in tutti questi anni e quanto è cambiato il mondo della musica in cui vivete?

Il music business dal periodo in cui ho iniziato è totalmente cambiato. Quando la band iniziò a metà degli anni ‘70, tutti noi facevamo solo delle jam sessions, e alla fine tutti quanti avevano suonato in lavori di grande successo, ma allo stesso tempo suonavamo nella band e in tanti side projects, e quindi il lavoro della band in sè era un unirsi di varie jam. Molto spesso quando dovevamo registrare ci dicevamo “ehi ragazzi, ci vediamo e registriamo qualcosa?” era molto divertente. Adesso invece è totalmente diverso, non jammiamo più come una volta, e in ogni caso anche se succede ognuno di noi crea i suoi personali progetti e li porta avanti per conto suo. Oggi sicuramente è molto più difficile esplodere come fecero i Toto tempo fa. Oggi ci sono molti più musicisti, molti più artisti, ma la domanda di musica del mercato è molto minore rispetto a qualche anno fa. Adesso la gente è molto più interessata ai telefoni, a scaricare film, ai reality shows, non è più interessata ad ascoltare i dischi. Per le prossime generazioni la musica non sarà tanto importante quanto lo fu per noi. Quando abbiamo iniziato noi non avevamo i video, non avevamo internet, non avevamo i cellulari, quindi il negozio di dischi era davvero la cosa migliore che ci fosse, era come una biblioteca, la gente ascoltava più dischi che quanti libri leggeva. C’era molta più musica interessante da suonare, adesso ci sono più musicisti ma assolutamente meno qualità. Un tempo per radio potevi ascoltare i Led Zeppelin, adesso solo bubble gum music come Britney Spears.

Intervista Toto, copertina di Falling In Between

Nel vostro ultimo album “Falling In Between” vi siete avvalsi della collaborazione con Ian Anderson dei Jethro Tull. Come è nata questa collaborazione?

Ian è un amico della band e in alcuni shows è salito con noi sul palco a suonare. Noi avevamo questa canzone chiamata “Hooked”, e a qualcuno è venuta in mente l’idea di avere Ian a suonare in quella canzone. Ma soprattutto questo nacque dal fatto che molto del materiale che scrivemmo in quel periodo prese una piega prog rock, e quindi a tutti sembrava fantastico che Ian potesse suonare quella musica. Quindi lo chiamammo e lui ci rispose subito molto positivamente facendosi mandare immediatamente la cassetta. Penso che ancora oggi sia un musicista di altissimo livello, e soprattutto a me ha fatto molto piacere collaborare con lui perchè sono un grandissimo fan dei Jethro Tull.

I TOTO sono sempre stati molto attivi anche in campo cinematografico. Avete firmato tra le altre cose la colonna sonora di “Dune”. Una curiosità: è sempre stato considerato un film molto controverso, voi come lo giudicate?

Io non ero nella band quando venne composta quella colonna sonora. Se senti gli altri ragazzi del gruppo però ti diranno che non è stato un grande momento quello. Quello è un tipo di film che non mi piace molto, qualcosa di molto strano, di quei film che si chiamano “cult movies”, ma io non ero nel gruppo in quel momento, per cui non so molto di questo progetto, non ricordo neanche se ho visto il film….

Intervista Toto, la cover del primo storico album

L’anno prossimo saranno 30 anni dal vostro primo album “TOTO”. Cosa c’è in programma?

Non abbiamo ancora deciso nulla. Non ne abbiamo parlato molto per ora, ma abbiamo un sacco di idee, quindi questo è un vero e proprio work in progress ma non siamo sicuri in che modo questo si trasformerà in qualcosa di concreto. Diciamo che ci serve prima una piccola pausa tra “Falling in Between” e il trentennale. Abbiamo delle idee, ma niente è pianificato per ora.

Avete ascoltato il progetto “Vertigo” del vostro ex cantante Joseph Williams? “Vertigo” ha visto anche molti nomi italiani coinvolti, come Alex Masi, Fabrizio Grossi, Alex De Rosso.

Non so niente di questo, niente di niente!! (ride ndr)

Intervista Toto, la band al completo

Grazie all’album “IV” e ai singoli “Africa” e “Rosanna”, i TOTO hanno vinto 6 Grammy. Come vi sentite ascoltando queste canzoni che ancora oggi vengono trasmesse nonostante oltre 25 anni?

Ricorda che io non ero nella band in quel periodo, però ti dico che a distanza di tanti anni suonare ancora quelle canzoni e avere ancora un responso cosi positivo ti fa capire che erano proprio delle grandi canzoni. Molto spesso quando una band scrive delle canzoni che diventano delle hit finisce poi per odiarle, soprattutto pensando che non sono le migliori canzoni che ha scritto. Invece questa band è molto fortunata perchè canzoni come “Rosanna” e “Africa” , erano delle vere hit, erano davvero dei grandi pezzi, anche grandi canzoni pop se vogliamo, e penso che anche i membri di altre band quando ascoltano queste canzoni si trovino davanti a grandi pezzi. Per esempio in “Rosanna”, pochi lo sanno, la voce di Bobby (Kindall, il cantante della band, Ndr) è in una tonalità diversa rispetto a quella di Steve (Lukather, ndr), perchè per Bobby quella di Steve era troppo alta e viceversa, e quindi invece di sceglierne una hanno deciso semplicemente di usarle entrambe! Ma poi penso che comunque quel disco abbia un grande groove. Che se poi ci pensi non sono esattamente canzoni pop, sono canzoni davvero grandiose anche per il periodo, in cui c’erano un sacco di bands incredibili. Penso che la band sia molto fortunata ad avere canzoni come “Rosanna” e “Africa” , che appunto pur essendo pop non lo sono nel vero senso del termine (o almeno per come lo si usa oggi) e restano comunque delle grandissime canzoni, che non tutte le band possono vantare di avere.

Vorrei sapere se ci sono artisti con i quali non avete mai collaborato in tutti questi anni con i quali vorreste intraprendere qualcosa.

Ci sono un sacco di musicisti con cui vorrei suonare. Uno ad esempio è Herbie Hancock, e molti altri artisti jazz, perchè quello che suono è si legato alla tradizione del rock, ma anche sicuramente al jazz e questo è una cosa che mi interesserebbe molto portare on stage. Mi piacerebbe poi suonare di nuovo con Pete Townshend. Abbiamo suonato insieme su cinque cd e devo dire che è davvero un grandissimo songwriter, e poi le canzoni sono facili da suonare perchè praticamente si suonano da sole! Noi abbiamo comunque una grande amicizia che ci lega, anche se io abito in America e lui ancora in Inghilterra, in questo momento non lo sento molto ma spero un giorno di potere di nuovo suonare con lui, perchè penso che sicuramente sarebbe qualcosa di molto speciale. Un altro con cui vorrei suonare è Jeff Beck, perchè noi abbiamo un grande feeling e poi perchè è passato molto tempo da quando abbiamo suonato insieme l’ultima volta. E poi anche Peter Gabriel. Cioè ho gia suonato con questa gente, ma sarebbe bello potere spendere un po’ più di tempo con loro.

Intervista Toto, Simon Phillips e Luca Intervista Toto, Simon Phillips e Andrea

C’è una canzone che ti piace particolarmente suonare dal vivo, e perchè?

Una delle mie preferite è “Bottom of your soul” . Pensavo che sarebbe diventata davvero un grande hit perchè è sul serio una canzone fantastica. La cosa che l’ha resa cosi bella secondo me è stata che quando abbiamo iniziato a scriverla io e David Paich (il tastierista della band, ndr) avevamo la stessa idea, e subito io e David abbiamo capito in che direzione doveva andare il pezzo. All’inizio la canzone non era un granchè, ma poi David è arrivato con le altre parti del brano e immediatamente si è creata una sinergia incredibile che poi ha reso il pezzo uno dei miei preferiti. Poi anche “Falling in between” è una bella canzone da suonare anche se forse è un po’ complicata. Inoltre anche “Rosanna” è bellissima da suonare, ma poi il fatto è che suonando nella band da 15 anni i miei gusti variano spesso secondo i periodi, molto spesso senza neanche una precisa ragione. Per esempio sono 15 anni che suono “Africa”, e adesso vedo che la suoniamo differentemente da un tempo. Io personalmente ho provato a cambiarla un pochino nel corso dei vari tour, abbiamo cambiato “Rosanna” con nuovi arrangiamenti che sono più divertenti per noi ma anche per i fan. Altre canzoni che mi piace suonare sono “Don’t Chain My Heart” o “Drag him to the roof”, cioè pezzi magari un po’ vecchi ma che dal vivo, soprattutto grazie agli arrangiamenti nuovi che usiamo, sembrano quasi delle canzoni nuove, senza risentire affatto del tempo che è passato.

Siamo giunti al termine dell’intervista, Simon. Ti ringraziamo e ti chiediamo se vuoi lasciare un messaggio ai tuoi fans italiani.

Si! Venite a vedere i nostri show, e se non ci riuscite questa volta veniteci la prossima volta che saremo qui e non ve ne pentirete! Penso che saremmo qui in estate per qualche festival estivo. Io amo particolarmente i festival estivi, non abbiamo il nostro palco personalizzato, con le luci, gli schermi, ecc, ma è bellissimo vedere la musica che si espande nell’aria e poi sentire i cambiamenti del clima, un attimo c’è il sole, magari dopo piove, è molto divertente.

Intervista Toto, la dedica per il nostro sito

Sito ufficiale dei TOTO: www.toto99.com
Sito etichetta : www.frontiers.it

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