Slider by IWEBIX

Crying Steel

Pubblicato il 24/05/2007 da in Interviste | 0 commenti


Visualizzazioni post:90

Intervista Crying Steel

[i] In occasione della presentazione del loro nuovo, splendido album “The steel is back!”, abbiamo fatto una breve chiacchierata con i leggendari Crying Steel.. un’emozione gigantesca impreziosita dalla merivigliosa semplicità dei componenti della band! Eccovi quello che ci siamo detti poco prima dell’infuocato show tenuto sul palco del People of Art di San Damaso (Mo)! [/i]

Allora ragazzi, com’è stato accolto il vostro nuovo disco? Abbiamo letto recensioni molto buone e vorremmo il vostro parere su questo oltre anche all’accoglienza che vi hanno riservato i fans!

[b]Luca B.: Sinceramente siamo molto molto contenti di come sta andando il disco, sia a livello di critica per le recensioni che abbiamo avuto, sia da parte dei fans che hanno recepito molto bene il messaggio che abbiamo voluto dare con questo disco.. magari alcuni si aspettavano un “On The Prowl 2”, invece siamo riusciti a realizzare un disco che arriva dal passato ma che soprattutto sa guardare avanti![/b]

Infatti, siamo pienamente d’accordo con questa tua osservazione! Questo album è il seguito ideale per “On The Prowl” ma allo stesso tempo fa capitolo a se.. “The Steel is Back!” può accontentare il fan che aveva vent’anni nel 1987 che quello che vent’anni li ha ora, e pensiamo che questa sia una delle carte vincenti dell’album!

[b]Luca F.: Si, in effetti avete ragione, se leggete i commenti che arrivano sul nostro sito parecchi arrivano da un pubblico piuttosto giovane!

Luca B.: Poi basta vedere ai nostri concerti: c’è gente che non era ancora nata quando noi suonavamo! Questo poi ci fa molto piacere, anche perché l’album non è studiato a tavolino, abbiamo fatto solo quello che effettivamente ci sentivamo di fare, dando solo un’impronta sonora stilistica ben precisa! Ci tengo a sottolinearlo, niente di studiato a tavolino, solo ed esclusivamente qualcosa che ci desse piena soddisfazione! Ci ha fatto molto piacere che tanti ragazzi che non ci conoscevano ci abbiano scoperto grazie a “The Steel is Back!”.. mi ricordo che a un concerto un ragazzo mi ha avvicinato e mi ha chiesto se ero il cantante dei Crying Steel: alla mia risposta affermativa lui ha detto “..aaahhh, bellissimo, il mio babbo mi faceva sempre sentire le vostre canzoni!!” E’ una cosa terribile come passa il tempo!! (risate) [/b]

Intervista Crying Steel, la band al completo

Ma no dai!!

[b]Luca F.: Come no! Me lo saprete dire più avanti!! Fa un certo effetto ..

Luca B.: Ci fa un piacere immenso però la gente che ci ferma.. siamo strafelici della risposta del pubblico non solo dell’epoca che già bene o male ci conosceva, ma di chi non ci conosceva o ci aveva solo sentiti nominare! Poi li vedi cantare sotto al palco canzoni che ancora non avevano sentito.. è un segnale no?[/b]

Certo: al “Play It Loud” c’erano ragazzi giovanissimi che vi incitavano con la stessa foga del metallaro più stagionato che avevano al fianco.. In quell’occasione poi abbiamo sentito tantissimo affetto riversato sui Crying Steel: che sensazioni avete provato?

[b]Luca B.: Spesso tutto questo affetto ci fa tremare le gambe.. ma non diciamolo eheheh!! Ci riempe di gioia e di emozioni, ci dà una carica che ci permette di suonare meglio, di dare di più! E ci ha anche stupito!

Luca F.: si, non ci credevamo neanche noi! Ci guardavamo in faccia stupiti.. non ci aspettavamo tutto questo affetto.. abbiamo sentito cantare al pubblico gli obbligati di chitarra di “Ivory Stages”..

Luca B.: .. “Ivory Stages” il primo LP.. 1985! Cantavano gli obbligati di chitarra!! Non sono cori!!

Luca F.: E’ stato uno tsunami emotivo!![/b]

Intervista Crying Steel, minuscola foto della band

Voi siete una delle band più importanti per l’heavy metal italiano: cosa provate quando qualcuno vi ricorda il ruolo primario dei Crying Steel per questa musica?

[b]Luca B.: Mah.. noi siamo sempre gli stessi, anche perché siamo sempre rimasti molto con i piedi per terra.. non siamo delle rockstar e non abbiamo i motivi per esserlo! Quando ci dicono queste cose facciamo fatica a renderci subito conto che parlano di noi, però ammetto che fa piacere![/b]

Una curiosità: da dove arriva il nome Crying Steel? Come l’avete scelto?

[b]Luca B.: Il nome fu selezionato una sera di settembre dell’ 81 tra una serie di nomi.. io, Angelo e Alberto (Simonini) non volevamo usare il vecchio Wurdalak.. semplicemente ci piacque Crying Steel! A marzo dell’anno successivo nacque il primo logo della band che è quello che ho io sul giubbotto! [/b]

Ci sembra che rispetto al 2003 i Crying Steel abbiano ben chiaro dove vogliono arrivare.. giusto?

[b]Angelo: Si, è giusto.. la concretezza che abbiamo ora è data soprattutto da una proposta discografica che, ovvio, ci può portare verso determinati obiettivi. Nel 2003, la reunion fu un qualcosa che voleva accontentare i ragazzi che ci chiedevano continuamente di tornare a suonare insieme: all’inizio eravamo imbarazzatissimi, pensavamo che non fosse il caso, in realtà invece non era vero!

Luca F.: Siamo stati come le braci di un fuoco sotto la cenere, al momento giusto ci siamo riaccesi!!

Angelo: Sono arrivate anche le risposte giuste, poi una cosa tira l’altra.. ed eccoci qua!! [/b]

Intervista Crying Steel, una foto d'altri tempi

Cosa pensate di tutte le reunion che ci sono state negli ultimi anni?

[b]Luca B.: Questo mi diventa un discorso cultural-musicale: è giusto che ci sia la ricerca di nuove sonorità ma perché alla fine gruppi come i Sabotage, i Crying Steel o la Strana Officina ritornano? Perché c’è un pubblico che li chiede, che li segue e va ai loro concerti, molti vogliono sentire o risentire quello che le band facevano negli anni ottanta, non dico in una veste più attuale o modernizzata, però la gente vuole scoprire quello che suonavamo un po’ di tempo fa. Secondo me siamo arrivati ad un punto in cui ripetiamo quello che facevamo, fare qualcosa di nuovo è quasi impossibile! Poi la piaga del metal sono tutti i sottogeneri che si sono creati: negli anni ottanta c’erano il metal, il dark e pochi altri.. adesso fai due note leggermente diverse ed ecco che hai inventato un nuovo genere: tutto questo serve solo a frammentare il movimento e a creare delle diatribe! [/b]

A parte gli anni che sono passati, che differenze ci sono tra i Crying Steel del 1987 e quelli del 2007?

[b]Luca F.: Posso dirti che quando sono andato in sala prove dopo la reunion è come se avessi cambiato le pile all’orologio: le lancette si erano fermate perché le pile erano scariche, cambiate quelle si riparte! Anche se non ci siamo frequentati per tanto tempo però sapevi già dove gli altri volevano andare a parare: suonare in un gruppo è come far parte di una famiglia! Tutto come prima, tranne i discorsi dopo le prove.. ma non scendiamo nel dettaglio eheheh! [/b]

Intervista Crying Steel, Franco Nipoti

Come nasce un pezzo dei Crying Steel?

[b] Luca B.: Allora, generalizzando, la procedura di songwriting è la seguente: si parte in linea di massima da un giro di chitarra (ma non sempre) a cui vengono “attaccati” altri giri composti sul momento o precomposti ma adattabili, in modo da stabilire una sorta di piattaforma di base sulla quale poi sviluppare gli eventuali riff o le parti per le strofe, il ritornello e via dicendo. Successivamente, realizzata una bozza di struttura, compongo una melodia che viene man mano modificata per adattarsi al brano, a cui segue la realizzazione del ritornello. L’ultima cosa è il testo, che viene scritto a brano ultimato. Questa procedura mi permette di essere più libero nella realizzazione della melodia, badando solo alla sonorità ed all’aspetto armonico. E’ un procedimento a cui lavoriamo tutti e non solo per la parte che ci compete, infatti la peculiarità risiede proprio in questo: inizialmente ognuno si occupa della propria parte e poi inizia il lavoro di interscambio. E’ un lavoro di gruppo nel vero senso della parola, è rarissimo che arrivi qualcuno con un brano già precotto, e comunque il pezzo viene in tutte le maniere riarrangiato ed adattato alle esigenze ed al feeling del momento! [/b]

Torniamo a parlare di “The Steel is Back!”: mi è piacuta molto la resa sonora del disco, e sicuramente una buona parte del merito va a Gabriele Ravaglia dei Fear Studio’s?

[b]Luca B.: Noi siamo arrivati in studio con le idee molto chiare, il lavoro fatto sull’album in linea di massima è passato liscio come l’olio considerato che Gabriele non è abituato al nostro genere. E’ stato comunque un momento di crescita per tutti, ma quello che sentite su disco è proprio come lo volevamo noi! [/b]

C’è qualche canzone del nuovo album a cui vi sentite più legati?

[b] Luca F.: Vi dico la mia preferita: “Raptor”!! Se dovessi andare su un’isola deserta con un solo pezzo del disco prenderei quello![/b]

Intervista Crying Steel, copertina di The Steel is back!

Parliamo della copertina, non proprio bellissima..

[b]Luca B.: Questa non era la copertina ufficiale.. avevamo preparato una cover concept con tutta una storia, poi è saltato fuori che un’altra band era appena uscita con un album la cui copertina era molto simile alla nostra! A quel punto non c’era più tempo per riprogettare un’altra copertina e abbiamo usato la foto che sarebbe dovuta finire sul retro! E in più la foto è bruciata! [/b]

Un’altra critica dobbiamo farvela: manca il testo di “Kill them all”!

[b]Luca B.: Non abbiamo messo il testo per un motivo semplicissimo: siccome il brano tratta della nostra personalissima ricetta su come risolvere le problematiche terroristiche ed integraliste, abbiamo pensato che non mettere il testo nel libretto sia stata la cosa migliore! [/b]

Come vi trovate con la My Graveyard Productions e come siete arrivati al contatto con l’etichetta bresciana?

[b]Luca B.: Ci troviamo benissimo! Penso che Giuliano sia un grande.. ci ha lasciato carta bianca, non ha messo il naso in nulla di questo album! Quando ci siamo sentiti pronti in termini di composizione abbiamo preparato un demo e l’abbiamo fatto sentire ad un paio di persone del settore: una di queste, che ringrazieremo sempre, è Ulisse Carminati di “Flash”, ci ha indirizzati sulla My Graveyard: ci ha messo in contatto con Giuliano e siamo giunti immediatamente ad un accordo! [/b]

Avete già in programma qualcosa per il futuro?

[b]Angelo: E’ ancora un po’ presto.. per ora cerchiamo di promuovere per bene questo album! Purtroppo non possiamo programmare, dobbiamo vivere alla giornata![/b]

Intervista Crying Steel, vecchia foto di Alberto Simonini e Luca Bonzagni

Facciamo un altro passo indietro: prima di sciogliervi avete tenuto delle date in Russia: che ricordo avete di quell’esperienza?

[b]Luca F.: Sembrava di essere fuori dal mondo.. non potevi telefonare e nel ’90 i telefonini non c’erano, se volevi chiamare l’Italia dovevi passare per la centralinista del piano che ovviamente non capiva un tubo neanche d’inglese: per la prima volta andavo all’estero senza poter avere contatti con l’Italia.. terrificante! Abbiamo passato una settimana abbondante fuori dal mondo, era proprio come vivere su un altro pianeta! Custodisco gelosamente a casa degli album dei Deep Purple e un LP di Malmsteen, “Trilogy” per la precisione, con i titoli in cirillico: non costavano niente! Ma la cosa più allucinante è che per strada c’erano le macchinette automatiche che davano l’acqua con il bicchiere di vetro!!! La gente beveva tutta dallo stesso bicchiere!! Era proprio un altro modo di vivere! [/b]

Cosa vi aspettate da questa serata? Non c’è molta gente..

[b] Luca F.: Purtroppo le persone che vanno ai concerti sono sempre meno! Saremo stati in quaranta a vedere i Bonfire e pochi di più per i White Lion..

Luca B.: ..devi mettere insieme tanti gruppi: pensate al Play It Loud.. Raven, Paragon e tutti gli altri hanno portato 500 persone!

Luca F.: Beh, però il locale è ancora chiuso!

Luca B.: Apre quando siamo andati via!!![/b]

Cosa fate per vivere?

[b] Luca B.: Io mi occupo di marketing e comunicazioni, Franco lavora in una ditta che si occupa di import-export e Angelo lavora in un’officina.. ma non Strana! Max (Magagni, il nuovo chitarrista) invece ha una scuola di musica![/b]

Domanda per Luca Ferri: abbiamo visto le tue figlie qui con te, cosa pensano del papà batterista?

[b] Luca F.: Ah, loro sono contentissime, pensano che io sia famosissimo e mi dicono che se vado sul giornale ci vengono anche loro! La più piccola mi ha detto che se suono bene e la gente mi chiede gli autografi allora gli dice che sono il suo papà, ma se suono male non mi conosce!! Ha otto anni!![/b]

Ragazzi siamo in chiusura purtroppo! Grazie per la disponibilità, a voi quest’ultimo spazio!

[b] Luca B.: Grazie a voi, è stato un piacere! E.. comprate il nostro disco!!![/b]

Sito ufficiale: www.myspace.com/cryingsteel – www.cryingsteel.com
Sito etichetta: www.mygraveyardproductions.com

Intervista raccolta da Gianluca “Avalon” Moraschi, Silvia “Lady Avalon” Omodeo e Alessio “Thor” Torluccio
Foto tratte dalla rete o dal sito ufficiale della band.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *