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Caliban – The Awakening (2007)

Pubblicato il 4/06/2007 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: The Awakening
Autore: Caliban
Genere: Metalcore
Anno: 2007
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:130

Metalcore. Che bella parola metalcore. Il fatto è, che senso ha usare una parola del genere? Come il termine mi pare spieghi, esso dovrebbe stare a significare metal + hardcore. Ora, quante band “metalcore” sono in effetti nate da questa commistione di generi? Poche, pochissime. Gli Hatebreed suonano metalcore; canzoni da due minuti, testi socialmente impegnati, velocità a gogò e chiari riferimenti al thrash metal, ma solo per quando riguarda le linee ritmiche, suonate (ma guarda un po’!) senza il tecnicismo dei Metallica o degli Slayer. I Burnt By The Sun lo sono, i Caliban no, non c’è niente da fare, non lo sono. Tutto questo per dire cosa? Che io posso anche scrivere che il loro genere è appunto quello succitato, ma lo scrivo esclusivamente per dare delle coordinate al lettore, e, soprattutto per non fare scappare chi questo genere lo detesta. Dopo questo preambolo passiamo ai fatti. I Caliban con questo “The Awakening” mi hanno sorpreso positivamente, anche se solo in parte. Il fatto è che, quando decidono di fare gli scolaretti fanno dormire, mentre quando si impegnano un po’ risultano davvero piacevoli all’ascolto. Mi spiego meglio. Gran parte delle canzoni contenute in questo platter, pur essendo (come sempre) ovviamente ben suonate, prodotte, ecc, sono abbastanza noiose, e ricalcano il consueto cliché che vede in primo piano il death svedese infarcito da quelle ritmiche screamo-core che costituiscono le parti marziali e distintive di ciò che generalmente viene chiamato metalcore. Sto parlando di songs come “Let Go”, “Give Me A Reason” o “Rise And Fight” , che, se dal vivo sicuramente faranno scuotere più di una testa, in studio non trasmettono nulla più che noia e frustrazione. Le sorprese invece arrivano quando i Nostri capiscono che aggiungere un po’ di melodia alle loro canzoni non è un reato punibile con la sedia elettrica. Decisamente buone ed efficaci sono canzoni come l’opener “I Will Never Let You Go”, “I Believe..”, “Stop Running” o la conclusiva “I’ll Show No Fear”, che unendo il classico assalto all’arma bianca della band a una vena melodica e riflessiva davvero inaspettata e inusuale, ravvivano un po’ una situazione altrimenti sconsolante. Discorso a parte merita la traccia numero 5, “Life Is Too Short”. Essa è semplicemente un capolavoro. E qui torniamo all’inizio della mia recensione. Ci troviamo di fronte a un pezzo che mi ricorda moltissimo gli ultimi Soilwork, ma che, suonato ovviamente da un gruppo estremo come i Caliban, prende dei connotati diversi, in un mescolarsi di generi appassionante come poche volte mi è capitato di sentire, tra aperture melodiche improvvise e mid-tempos spaccamontagne. E poi arrivano il bridge e il ritornello, e, magnificamente, la band da sfogo completo alla sua “necessità melodica” , componendo uno dei pezzi più riusciti del disco e della scena tutta. Ma a questo punto ha ancora senso chiamarlo metalcore? Ascoltate e giudicate voi.

Tracklist:
1. I Will Never Let You Down
2. Let Go
3. Another Cold Day
4. My Time Has Come
5. Life Is Too Short
6. Give Me A Reason
7. Stop Running
8. The Awakening
9. I Believe…
10. Rise And Fight
11. Nowhere To Run, No Place To Hide
12. I´ll Show No Fear

Line Up:

Andy Dörner – voce
Marc Görtz – chitarra
Patrick Grün – batteria
Denis Schmidt – chitarra, voce
Marco Schaller – basso

Sito Ufficiale:http://www.calibanmetal.com/

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