Speciale Masterplan (intervista Roland Grapow e live report)

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Concerto Masterplan Saxon, intervista Roland Grapow

PREFAZIONE
Utilizzerò per uso privato questo spazio di servizio pubblico per un messaggio personale.
Questo speciale arriva con quasi due mesi di ritardo. Punto, a capo.
Faccio doverose scuse per questo al Caporedattore e allo staff di EP che di solito si sbatte per essere molto celere in tutte le consegne, ma anche e soprattutto ai lettori.
Purtroppo o per fortuna, a seconda dei punti di vista, la vita si è messa di mezzo con vacanze al di là dell’oceano programmate da tempo e con la prima tappa dell’esame di stato che ha richiesto un minimo di studio con conseguente perdita di molti neuroni.
Se non altro non ci sono state news sui Masterplan dal 15 aprile ad oggi quindi tutto ciò che è qui contenuto può ritenersi “informazione aggiornata”.
Spero quindi vi godiate finalmente i frutti di questo lavoro e che possiate perdonarmi per il ritardo.
FINE PREFAZIONE

Ho da preparare l’Esame Di Stato, per cui ora non so assolutamente nulla ovviamente e, a pensarci bene, dovrei pure iniziare a fare le valigie per una vacanza transoceanica: appare quindi chiaro che non posso fare altro che fregarmene altamente e recarmi a recuperare uno dei miei 3 abituali soci di cavalcata (o che comunque lo saranno all’apertura del settimo sigillo) e recarmi ad ascoltare, prima in intervista e poi in concerto, i Masterplan, ora rinnovati nella formazione per i cambi dovuti alla fuoriuscita dal gruppo di Uli Kusch e Jorn Lande e che hanno portato a far parte del gruppo rispettivamente Mike Terrana (ex Rage e altri milllllle gruppi) alla batteria e Mike DiMeo (ex Riot e Lizard) alla voce.
Solitario mi muovo a recuperare Lei, che oggi mi è assolutamente indispensabile, perchè l’unica in grado di condurre egregiamente in lingua straniera l’intervista che ci attende, nonchè per il fatto che non si può festeggiare un compleanno senza l’interessata.
Ci muoviamo implacabili, come sempre infrangendo qualsiasi regola civile, penale, terrena o celeste verso Trezzo; il fato tenta di ostacolarci dirottandoci su Monza e inserendoci quindi in un dedalo di raccordi intertangenzialautostradali, mentre Donnav, la donnina del necroneuronavigatore del mio GTI, impazzisce e non offre aiuto alcuno, ma come il previdente Giovanni ha scritto, è previsto che noi si arrivi indenni ai festeggiamenti del Giorno Del Giudizio, quindi parimenti giungiamo al Live Club di Trezzo Sull’Adda e pure con ampio anticipo relativamente alla nostra missione.
La sempre gentile ed efficiente Pamela ci accoglie e accediamo al luogo preposto all’intervista, dove ci raggiungerò di lì a poco Roland Grapow: sarà lui a rispondere alle nostre scomode domande, in rappresentanza di tutto il gruppo tedesco.
Roland arriva sorridendo e presentandosi in modo molto simpatico, dimostrando subito di essere una persona disponibile e molto cordiale, così la mia longilinea socia (che chiameremo per l’occasione “Julia”) principia leggiadramente l’intervista.

Julia – Sono veramente onorata di conoscerti, anche perchè questa è la mia prima intervista! Cominciamo: quando avete creato la band nel 2002 il pubblico associava la vostra immagine a quella degli Helloween e rischiavate, come spesso succede in questi casi, di essere per sempre identificati come una band di derivazione helloweeniana, ma ora, giunti al vostro terzo album il pubblico vi considera legati solamente al vostro nome: secondo me questo è un grande traguardo! Tu che ne pensi?

Grapow – Sono molto orgoglioso di aver creato qualcosa di diverso dagli Helloween! Tutti pensano che gli Helloween siano una grandissima band e che se ne hai fatto parte e poi te ne vai non potrai mai fare nient’altro di soddisfacente, ma io sono molto orgoglioso di essere qui coi Masterplan a presentare il terzo album, col quale ormai ci siamo affermati raggiungendo una certa qualità stabile che penso derivi dalle mie esperienze passate e infatti sono molto orgoglioso, non lo negherò mai, anche di aver suonato con gli Helloween. Ho imparato molto in quel periodo ed è stato fichissimo fare centinaia di concerti con loro e conoscere moltissimi fan.

Concerto Masterplan Saxon, intervista Roland Grapow

Julia – Nella formazione attuale dei Masterplan sono riuniti musicisti da paesi diversi: questo fatto crea qualche problema nella creazione dei pezzi?

Grapow – Ovviamente è più costoso di quando eravamo tutti ragazzi tedeschi, però devo ammettere che in questo modo è divertente e comunque ormai con internet riusciamo ad essere sempre in contatto; in definitiva non c’è alcun problema.

Julia – Il fatto di essere tutti musicisti con background diversi influisce negativamente sulla stabilità della band?

Grapow – No perchè la band non è solo un insieme di persone, ma qualcosa di più; ognuno può proporre le sue idee agli altri senza paura di imporsi, perchè in seguito se ne discute tutti insieme: a me piace moltissimo questo modo di lavorare. Insomma lavorare con noi non è mica come lavorare con Malmsteen, dove lui fa il dittatore e comanda e gli altri eseguono!! (Lo dice ridendo eh!!! n.d. Ladrobardo) Noi siamo tutti alla pari.

Julia – Ci racconti del primo contatto che hai avuto coi due Mike?

Grapow – Mike DiMeo è stato il primo con cui ho avuto un contatto. Avevamo già un paio di buoni cantanti in mente, ma poi Mike mi ha contattato su Myspace e mi ha proposto un paio di canzoni che dimostravano quanto fosse bravo a cantare e dopo averle sentite ho subito scelto lui.
Il suo modo di cantare è abbastanza simile a quello di Jorn, ma Mike non si sforza di imitarlo, lui canta proprio così e questo suo modo di cantare si presta benissimo alle nostre canzoni; era sicuramente la scelta migliore che potessimo fare.
Jorn coi Masterplan ha inventato un modo di cantare rock-blues che noi volevamo mantenere e con Mike ci siamo riusciti.
Con Mike Terrana poi è stato facilissimo perchè è un mio vecchio amico e avevamo già collaborato in occasione del mio primo album solista. A me piace moltissimo da sempre il suo modo di suonare la batteria e in passato avevamo trascorso qualche tempo insieme in Europa e ho avuto occasione di conoscerlo meglio, così qualche tempo fa l’ho contattato per chiedergli di aiutarmi a completare dei pezzi di batteria e lui mi ha risposto che mi avrebbe aiutato, a patto di entrare stabilmente nei Masterplan. Io gli ho risposto di no perchè era già molto famoso per aver suonato in tante band e secondo me era troppo impegnato coi Rage, ma Mike mi disse che avevano già un mucchio di problemi interni alla band e che a dicembre si sarebbero incontrati per sciogliersi. Era veramente molto triste per questo fatto e alla fine sono stato parecchio contento nel vedere che, col passare del tempo, iniziando a lavorare insieme a degli amici e in modo rilassato Mike è tornato felice: all’inizio era molto scontroso e ”GROAR” (produce un verso simile a quello che produrrebbe Cthulhu se si svegliasse male sbattendo il mignolino di un tentacolo contro alla gamba del letto), mentre ora ride, scherza e fa il coglione tutto il giorno!

Julia – Che ci dici del presente?

Grapow – Attualmente siamo una band allegra, anche se all’inizio abbiamo avuto un sacco di problemi e difficoltà conseguenti alle uscite dal gruppo e alla formazione di una nuova stabilità con la rinnovata line-up.
Oggi ci possiamo definire una band rilassata: vogliamo divertirci e ora è come essere tornati ai tempi felici degli Helloween, così noi sul palco facciamo cagate, anche col pubblico, che spesso vediamo contagiato da questa febbre di divertimento.
Le nostre ultime tre date in Germania sono state veramente incredibili: Mike come frontman è sempre più bravo e sono molto contento di vedere quanto riesce sempre meglio ad interagire col pubblico.

Julia – Dicci qualsiasi cosa sul nuovo album.

Grapow – Sono molto soddisfatto perchè è molto bello. Mike ha scritto tutti i testi a parte “Lost And Gone” e si è veramente spaccato il culo lavorandoci. Sono molto contento del risultato: mi piacevano molto i testi dei Riot, ma non le musiche che erano troppo…americane e, per me, troppo noiose.

Julia – Le canzoni del nuovo album erano già arrangiate prima del cambio nella formazione?

Grapow – No, quando Jorn e Uli sono usciti dalla band non c’era niente in sospeso. Io ho iniziato a scrivere in gennaio e ho lavorato fino a maggio, poi ho mandato una o due canzoni a Mike DiMeo e lui ha contribuito a definire le melodie, poi me le ha rimandate e io, per finire, ho riarrangiato un buon 60% delle canzoni per ottenere la versione definitiva.

Concerto Masterplan Saxon, intervista Roland Grapow

Julia – In questo album c’è una specie di marchio o una tendenza particolare sia nella musica che nei testi?

Grapow – Direi di no perchè ognuno propone sue idee rispetto a quello che pensa e sente in quel momento.
Una cosa che mi piace è comunque mantenere sempre una specie di positività nelle canzoni e, appunto, dare messaggi positivi, perchè non siamo una band death metal che dice solo cose del tipo “Muori! Uccidi! BLEEEAAAAHHHHH!” (produce un suono simile a quello prodotto da me il giorno in cui il mio hard-disk ha disintegrato senza preavviso tutti i salvataggi dei miei giochi compresi tutti i personaggi di Diablo 2); noi non siamo così e io ho sempre cercato di essere a metà strada , per non essere troppo intelligente, ma nemmeno scadere nei clichè e voglio che le persone siano in grado di cantare le nostre canzoni.
Ci sono delle persone che dicono che i Masterplan sono una band progressive: sì noi abbiamo degli elementi progressive, ma io voglio che i Masterplan rimangano una band melodica, perchè le persone possano sempre apprezzare l’ascolto di quello che suoniamo. Abbiamo ogni tanto qualche parte che strizza l’occhio ai fans del progressive metal certo, ma si possono considerare solo…variazioni sul tema o omaggi a questi fans.

Julia – Riguardo ai testi nelle vostre canzoni: quali sono le principali esperienze e sensazioni che le ispirano?

Grapow – Penso che siamo stati più che altro influenzati dalla situazione…sai…tutto quello di cui abbiamo già parlato; così nell’album ci sono canzoni come “Masterplan” o “I’m Gonna Win” che parlano della band e, insieme a qualche altra, formano un quadro della situazione abbastanza completo. D’altronde siamo persone normali e questo è un lavoro con le sue particolari difficoltà: scrivere canzoni di questo tipo, inserendole nell’album, ci sembrava il modo più semplice e diretto per parlare ai fans.
Comunque, come ho detto, tutto ruota intorno a cosa sentono in quel momento i membri della band riguardo alla situazione della band stessa, certo tutto ad un livello molto generale, senza scendere nei dettagli. Io voglio che ci sia speranza nei testi, proprio come per la prima canzone che scrissi per gli Helloween cioè “The Chance”.
Per il resto quando scrivo tendo a non voler fare niente di troppo complicato e non mi piace scrivere testi fantasy o troppo lirici; io mi concentro sulla nostra storia; magari presto scriverò una canzone su mio padre che è morto non molto tempo fa, perchè per me è una cosa normale, come feci anni fa negli Helloween scrivendo “I Don’t Wanna Cry No More” per mio fratello, morto quindici anni fa.
Mi piace scrivere riguardo la mia vita e sono felice di scrivere qualcosa di positivo anche prendendo spunto da avvenimenti negativi.

Julia – I Saxon hanno dichiarato che, per questo tour, tra molte band hanno scelto proprio i Masterplan. Siete amici da tempo?

Grapow – E’ strano forse rispondere in questo modo, ma ho sentito parecchie voci e dicerie su quanto sia difficile essere in tour coi Saxon o altre band molto famose; diverse persone che hanno fatto questa esperienza in passato dicono che è assolutamente una cosa terribile.
Per quanto mi riguarda, io vi posso dire che questo è di gran lunga il migliore tour dei Masterplan: a parte essere fiero di essere in giro coi Saxon devo dire che sono degli ospiti fantastici. Sono persone simpatiche e non sono assolutamente pretenziosi; ci divertiamo molto con loro. Veramente il miglior tour mai fatto; si preoccupano sempre di chiederci come va e se ci serve qualcosa. Quando con gli Helloween supportammo in un tour gli Iron Maiden non c’era un rapporto così stretto per esempio.
Penso si stiano divertendo anche loro e questo è fantastico, perchè è veramente difficile arrivare ad una certa età, continuare a suonare metal e non rispondere costantemente male a tutti o non essere “GRAAAAAAHHHHHH” (produce un suono simile a quello che produrrebbe l’intero pubblico de La Corrida se andasse in onda dall’inferno, se il pubblico fosse composto solo da guardiani immondi di maiali immondi e se l’esibizione del concorrente avesse fatto talmente schifo che il pubblico si stesse disossando per lo sdegno)

Concerto Masterplan Saxon, intervista Roland Grapow

Julia (momentaneamente impazzita del tutto ^_^ n.d. Ladrobardo) – Domanda! Domanda! Domandadomandadomanda! Ci dai qualche indiscrezione sul tuo progetto con Kai Hansen e Michael Kiske, di cui ormai si parla molto?

Grapow – E’ ancora solo un’idea. Tutto è partito due anni fa quando ci siamo incontrati e abbiamo pensato che sarebbe stato bello fare qualcosa insieme. L’ultima volta ci siamo visti a Natale e ora ci incontreremo in estate e presenterò un paio di canzoni agli altri visto che ho iniziato a scrivere qualcosa ora. Per quanto posso dire a questo punto, sarà qualcosa di molto melodico, scritto apposta per la voce di Michael.

Julia – Quando non lavorate, siete stufi di ascoltare musica metal? Che preferenze musicali avete oltre al metal?

Grapow – In tour non ascoltiamo niente di metal. Passiamo invece un po’ di tempo a guardare dvd di concerti, ma niente di metal.
Quando sono a casa guardo spesso dei dvd dei Rammstein, che per me sono fantastici e hanno un grande successo, meritatissimo perchè fanno sempre dei grandi spettacoli. Sono veramente differenti rispetto ai Masterplan, ma sarebbe bellissimo raggiungere quel livello, avere quel grande humour e quella capacità di coinvolgere gli altri così facilmente: è un mio sogno!
Comunque in generale non ascolto metal…non sono un grande fan.

Julia – I vari membri della band hanno tutto un differente passato musicale: quali cose sono nuove o differenti rispetto al passato per ognuno di voi?

Grapow – Per me è che io sono uscito dagli Helloween quindi non sono più un musicista metal e ora mi accorgo che in questa band sono tutti musicisti metal….oddio…SONO IN UNA METAL BAND!!!!!!!!! (E lo dice con faccia terrorizzata mentre ride! Quest’ uomo è un genio! n.d. Ladrobardo)
Una cosa per me nuova è che ora devo fare un’opera di controllo costante: DiMeo ha una cultura musicale vastissima e ascolta molte cose tra cui per esempio Stevie Wonder e quindi le sue influenze personali sono molteplici e io devo magari dirgli di stare attento a non essere troppo “bluesy” o troppo “pop”: noi siamo una band rock, metal. Fare questo non è facile per me, perchè anche io ascolto di tutto e mi piacciono molti stili.
Devo stare attento a molte cose e a me piace sperimentare, cambiare, ma ci sono moltissimi fattori da controllare per non scontentare il pubblico e la band stessa e bisogna anche sapersi adattare.

Noi non abbiamo altre domande in serbo per Roland: Julia sta per proclamare la fine dell’intervista e io ho già declamato un teatrale e penoso “The End”, ma Grapow come nella miglior tradizione marzulliana prende la parola, si fa una domanda e si dà una risposta.

Grapow Intervistatore – Qualche altra domanda? Per esempio “Perchè siete venuti a Milano?”

Grapow Intervistato – Ci piace il posto. E’ molto simile a dove suoniamo di solito e ci piacciono le facce delle persone di qui! (Ride divertito! n.d. Ladrobardo)

Dopo immancabili autografi e foto Roland si congeda e noi ci rechiamo all’interno del locale per cibarci prima di distruggerci sotto il palco.
Nell’attesa dell’ora preposta alla battaglia sonora io e la mia socia ci cibiamo abbondantemente e libiamo abbondantemente grazie al prode barista che ci produce una birra gratuita ogni 10 bicchieri vuoti che gli recuperiamo (anche lui come noi non si è accorto che i bicchieri dovrebbero essere 20…oppure ci ha riconosciuto come 2 dei 4 dell’Apocalisse…non lo sapremo mai). Dopo 60 bicchieri vuoti tramutati in 6 bicchieri pieni e poi di nuovo vuoti è ora di interrompere la nostra opera di dannatamente sacrosanto accattonaggio e recarci ad assistere allo spettacolo che sta per iniziare.

Concerto Masterplan Saxon, intervista Roland Grapow

Ci disponiamo adesi al palco e veniamo investiti ben presto dal bang sonico generato dai Masterplan appena “Spirit Never Dies” entra nel vivo. Mike DiMeo chiarisce subito a colpi di acuti che non è disposto a far rimpiangere Jorn Lande e che è lì per divertirsi e far divertire e poi, non pago, lo ribadisce con un’altra canzone sempre dal primo album della band, la stupenda “Enlighten Me”.
Prima di attaccare col terzo pezzo DiMeo ci tiene a ricordare al pubblico che lui potrà pure abitare in America ma la sua famiglia ha radici in Italia e che per questo non vuole certo sfigurare di fronte agli italiani e così dopo aver dimostrato di conoscere anche qualche parola del nostro idioma, insultando gioiosamente e coloritamente Rolad Grapow, riparte a far tremare il Live Club con la grandiosa “Lost And Gone” seguita a ruota da “Take Me Over”. Il pubblico è veramente coinvolto mentre Mike DiMeo non può che essere perfetto su questi due pezzi dell’ultimo album o almeno così credo perchè in quei frangenti la mia percezione si è piuttosto sfaldata e rimescolata a causa dell’ipnosi generatami dal ritmo con cui Mike Terrana tenta di distruggere a colpi di bacchette tutto quello che gli sta intorno; non posso far altro che perdermi a valutare quanto possa resistere ancora il palco sotto la batteria prima di implodere!!
La mia socia intanto è persa nel caleidoscopio emozionale neurodistorcente generatole da “Take Me Over” che fortunatamente finisce prima che il suo corpo sperimenti l’autocombustione.
Si ritorna quindi alle origini con altre due canzoni da “Masterplan” e cioè l’evocativa “Crystal Night” che si conclude in un boato appena prima di “Soleburn”, che distrugge le ultime vestigia di malgestita inibizione del pubblico trasformandolo in una massa frenetica assetata di altra musica.

Concerto Masterplan Saxon, intervista Roland Grapow

Ed è in questo frangente che Grapow e compagni lasciano il palco nelle selvagge mani di Mike “The Beast” Terrana e al suo assolo di batteria. Tutto ciò che succede nei seguenti 5 minuti è indescrivibile sia perchè a livello visuale tutto è talmente veloce che supera le possibilità di percezione dell’occhio umano, sia perchè non si può descrivere un terremoto del ventisettesimo grado della scala Richter. Ancora mi chiedo come faccia Trezzo ad esistere ancora.
Dopo che Terrana ha consumato un intero set di bacchette, i cui pezzi sono volati dovunque mentre tentava di distruggere la batteria, gli altri membri del gruppo rientrano per l’ultima canzone, l’unica da “Aeronautics” ed hanno scelto l’immondamente stupenda “Back For My Life”.
DiMeo ci mette tutto sè stesso e anche qualcosa di più, la mia socia si perde in sè stessa in preda ad estasi orgiastica che si diffonde sul pubblico come Pestilenza e poi, è tutto finito, tutto troppo presto.
Mi allontano dal palco a riprendere fiato. La battaglia per stasera è conclusa. E’ ora di uscire dal locale e lasciare che si esibiscano i Saxon dopo il tipico ricambio di fan sotto al palco.
Ma le sorprese della giornata non sono finite perchè sul piazzale antistante al Live Club io e la mia rossocrinita compagna di viaggio reincontriamo Roland Grapow che si concede una birra dopo lo spettacolo, mentre Mike Terrana (che è veramente un grosso) lì vicino intrattiene abilmente 3 ragazze che probabilmente vorrebbero rapirlo e fargli le peggio cose (si fa per dire…).
Grapow si dimostra ancora una volta disponibilissimo e molto simpatico e si intrattiene volentieri a scambiare ancora quattro chiacchiere in scioltezza con noi e con chiunque altro passi di lì.
Giunta l’ora di congedarci siamo soddisfatti dello spettacolo offerto dai Masterplan, che hanno mantenuto egregiamente le promesse fatte con un’esecuzione vocale, musicale e scenografica assolutamente magistrale.
E’ stata una grandiosa battaglia. Ora però li voglio in un concerto da headliners per assistera alla vera e propria Guerra.

POSTFAZIONE
Permettetemi di utilizzare anche lo spazio conclusivo per un messaggio personale.
Ci sono persone che hanno la capacità di entrarti dentro e rimescolarti le carte della partita che stai giocando con questo mondo. Ci sono persone così e non si possono che odiare, perchè ti mettono spesso implacabilmente di fronte a ciò che sei veramente. Ma si sa, l’odio è semplicemente una faccia della medaglia (rigorosamente trifronte).
Questo report, come il concerto lo fu a suo tempo, è dedicato, in occasione del suo compleanno, a una di queste persone, che per altro si è dimostrata una bravissima intervistatrice.
Ancora auguri J.
FINE

Line-Up
Mike DiMeo – Voce
Roland Grapow – Chitarra
Jan S. Eckert – Basso
Axel Mackenrott – Tastiere
Mike Terrana – Batteria

Tracklist:
1) Spirit Never Dies
2) Enlighten Me
3) Take Me Over
4) Lost And Gone
5) Crystal Night
6) Soleburn
7) Assolo Mike “The Beast” Terrana
8) Back For My Life

Report e foto a cura del Fiero Ladrobardo
Intervista a cura di Julia “The Fox” Lagomarzini

Grondo

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