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Doomsword – My name will live on (2007)

Pubblicato il 12/07/2007 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: My name will live on
Autore: Doomsword
Genere: Epic metal
Anno: 2007
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:44

La lettera promozionale cita testualmente: “dopo un silenzio ‘assordante’ di oltre tre anni la Spada del Destino torna alla riscossa!” e a parte alcuni strani errori in italiano nel prosieguo della suddetta lettera, bisogna ammettere che hanno perfettamente ragione! Ero rimasto davvero piacevolmente colpito dal precedente “Let battle commence” e questa lunga attesa mi era sembrata piuttosto strana per un gruppo che era obiettivamente giunto all’apice del successo e della qualità compositiva, poi sono intervenuti i “soliti” problemi di line-up e relativi cambi (particolarmente turbolenta la storia dei Doomsword da questo punto di vista, dei quali solo il singer Deathmaster è rimasto tra i fondatori, vero e proprio mastermind del combo lombardo) e così l’atteso sequel è arrivato solo ora. Ma l’attesa non viene disillusa dal risultato che è epico come non mai con ben impresso a fuoco il marchio Doomsword sopra tutte le composizioni. Subito dall’opener “Death of Ferdia” la prima cosa che salta all’orecchio è che Deathmaster deve aver lavorato non poco sulla sua voce, che oggi raggiunge dei picchi più alti rispetto al passato (ma non fraintendete, niente voci power metal per intenderci, bensì il solito rassicurante vocione vichingo al quale ci ha abituati in passato) ed è sicuramente più padrone delle sue doti canore. In “Let battle commence” a volte c’era qualche incertezza, ma il tutto contribuiva a dare al disco un certo fascino molto più “selvaggio” che non sfigurava affatto. Oggi i Doomsword sono una band più matura e sicura dei propri mezzi e si sente dai solchi di quest’album, che però ha proprio in questa caratteristica la differenza principale col suo predecessore, dove era davvero palpabile la sensazione di trovarsi di fronte ad una band che era appena tornata dalla caccia, vestiti solo con le pelli d’orso e che annunciavano il loro rientro al villangio soffiando forte dentro un corno d’osso. Oggi questa caratteristica è sempre presente (davvero imprescindibile del tipico Doomsword-sound) ma forse appare leggermente “affinata” togliendo un po’ (ma solo un po’) di quel flavour vichingo che aveva il lavoro precedente. Un altro elemento di novità è la velocità per esempio di “Steel of my axe”, nuovo tassello che precedentemente era mancato e che dona un maggiore dinamismo all’album. I soli di chitarra sono misurati, nei punti giusti e ben eseguiti con la giusta “furia” dal nuovo elemento Sacred Heart. Il disco si chiude infine con le epiche (ma quale canzone non lo è in quest’album?) “Once glorious” e “The great horn” che con i loro otto e sette minuti di durata tirano le somme per un album che è costruito per suscitare l’epico furore della battaglia nei suoi ascoltatori, come da tradizione d’altronde, e che promette di essere ancora una volta ben accolto dai fan di un settore effettivamente piuttosto “di nicchia” come quello dell’epic metal classico (non quello pomposo e orchestrale, a la Rhapsody per intenderci), ovvero quello minimale che trova le proprie radici in band quali Manilla Road, Omen e Warlord… Probabilmente non bello e affascinante come il predecessore, ma sicuramente una validissima colonna sonora per le vostre lunghe cavalcate verso il Valhalla.

Tracklist:
1- Death of Ferdia
2- Gergovia
3- Days of high adventure
4- Steel of my axe
5- Claidheamh solais (sword of light)
6- Thundercult
7- Luni
8- Once glorious
9- The great horn

Lineup:
Deathmaster – voce
The Forger – chitarra ritmica
Sacred Heart – chitarra solista
Geilt – basso
Wrathlord – batteria

Sito Ufficiale: www.doomsword.it
Album distribuito in Italia da Audioglobe – www.audioglobe.it

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