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Lo-Ruhamah – The Glory of God (2007)

Pubblicato il 16/07/2007 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: The Glory of God
Autore: Lo-Ruhamah
Genere: Black Metal
Anno: 2007
Voto: 8

Visualizzazioni post:98

Molto difficilmente avrei mai creduto di trovarmi dianzi un lavoro del genere. La particolarità dell’opera rende contemporaneamente molto facile e molto difficile parlarne; ma tenterò di condurvi passo passo in questo arduo cammino al meglio delle possibilità, ossia al peggio come al solito.
I Lo-Ruhamah prendono il nome da quella che io ritengo essere una antica parola ebraica di cui ignoro completamente il significato, ed evito pertanto di pronunciarla ad alta voce. Il terzetto del Missouri propone un genere che a questo punto è per me indefinibile: un geniale black metal di stampo cristiano (o ebraico, dai testi è abbastanza indecifrabile).
Iniziamo allora dalla parte facile: I Lo-Ruhamah menano come dei fabbri. Punto. A questo riguardo non v’è sicuramente nulla da obiettare: come ben sapete le vie del Signore sono infinite, e “The Glory of God” non si prende certo la briga di descriverle tutte, ma passa direttamente a quelle due o tre vie che hanno causato la deflagrazione di Sodoma e Gomorra, i fiumi che diventano sangue, lo sterminio dei primogeniti e altre amenità cantanti. Ma menano davvero come dei fabbri: nonostante abbiano una marcata vena melodica che a volte fa capolino con tonalità non “dilanianti e struggenti” come ci si aspetterebbe da un lavoro black come si rispetti, quando si lanciano sono veramente una macchina da devastazione e arrivano a livelli di cupezza e riffoni autorecursivi riscontrabili in lavori come “There’s no wine like the blood’s crimson” degli Aeternus (ascoltatevi “Torrents“… che è un po’ la mia preferita).
L’altra faccia dei Lo-Ruhamah è rappresentata da inserti melodici, che si intersecano nell’ossatura delle composizioni come scalpelli nelle pupille, e molto interessanti sono anche le parti clean presenti soprattutto in “Shear-Jasub” e “Regret Not This Love“. Dapprima vi sembrerà di provare la sensazione di essere gettati nella neve della Siberia dal letto caldo dove vi trovavate, ma finirete poi per apprezzare questi inserti alla Nickelback.

Un appunto a parte meritano le parti vocali. Clean a parte, veniamo annientati da urla in screaming potenziate da compressore da basso (rotto) e da una differente manifestazione delle vocals appena descritte che neanche Chris Burnes con la raucedine a mille sarebbe in grado di imitare. Questo costituisce sia il bello e il brutto impatto dei pezzi: è sicuramente bello venire disintegrati da questo peculiare approccio “più estremo” , ma un peccato non poter discernere il alcun modo intonazione della voce e qualsiasvoglia suono intelligibile. Il mio idraulico che urla dal tubo della doccia distorto sarebbe esattamente lo stesso.
L’altro aspetto che lascia perplessi è la notevole durata dei pezzi. Nonostante possa scremare a priori molti potenziali fruitori di questa opera, devo riconoscere come in ogni pezzo vi siano migliaia anime melodiche (e meno) capaci di coesistere nell’architettura di qualcosa di più organico, complesso e “mentale” (“mentale” mi è venuto in mente leggendo le citazioni nel libretto: Pascal, Hegel e il pagliaccio Baraldi non sono veramente da tutti).

Mi sento di consigliare senza riserve questo lavoro, soprattutto a chi è alla ricerca di un suono furioso e meditativo allo stesso tempo, e decisamente più ricercato e tornito di molta “musica da battaglia ‘gnorante” che è possibile recuperare da ogni dove.

Line-up:
J. Grant Griffin – Basso, Voce
Matthew Alan Mustain – Chitarra, Cori
Harry Frederick Pearson III – Batteria, Piano, Voce Pulita

Tracklist:
1. The Cloud of My Soul (strumentale)
2. As We Walk
3. Rose & Ivory
4. Shear-Jasub
5. Torrents
6. What Lines Reveal
7. Regret Not This Love

Album distribuito in Italia da Andromeda – www.andromedadischi.it
Sito: http://www.lo-ruhamah.com

Sul sito potete ascoltare in qualità “pessima” stralci di “As We Walk”, “Torrents” e “Regret Not This Love”. Perdonate chi ha compiuto questo delitto e non fatevi influenzare negativamente.

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