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28/07/07 : Hit The Light Fest (Agrate Conturbia, NO)

Pubblicato il 7/08/2007 da in Live report | 0 commenti


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HIT THE LIGHT – 28.07.2007 – AGRATE CONTURBIA (NO)

Hit The Light Festival, Fire Trails, Crying Steel, Sabotage + guests

Di eventi come questo dovrebbero organizzarne uno a settimana, oppure renderli obbligatori con una legge apposita. E’ vero, sono di parte, però è anche vero che la dimensione live è la situazione reale ed effettiva, perfettamente calzante per l’heavy metal in tutte le sue forme. Nelle band più giovani per poter “crescere sana e forte” la nostra amata musica ha bisogno di farsi le ossa roboando on stage, mentre per le band già rodate, quelle che hanno calcato gran parte dei palchi della penisola, la dimensione live è l’ennesima apoteosi emozionale che accomuna musicisti e fans: tutto questo va in scena in quel di Agrate Conturbia, ridente e tranquilla località in provincia di Novara che ha accolto la prima edizione dell’ “Hit the Light”. La location, anche se un po’ difficile da raggiungere, si è dimostrata adatta allo svolgimento di concerti come questo: un bel palco, una bella area coperta per cibarsi e abbeverarsi, e qualche decina di metri prima del palco un’enorme prato dove potersi stravaccare!! Sono circa le 16:20 quando arriviamo in loco e purtroppo l’area si presenta ancora largamente sprovvista di fauna metallara: fervono ancora i preparativi, e la mia attenzione viene carpita dal ritmico pestare di un sudato Luca Ferri (batterista dei Crying Steel) ancora indaffarato nel sound check. Incontro anche qualche faccia amica con cui si inizia una piacevole conversazione e tra una parola e l’altra arriva il momento della musica: diversi ritardi hanno causato lo slittamento dei tempi, e sono circa le 18:00 quando i FIVE MINUTES HATE danno il via al festival con il loro swedish death metal rabbioso che molto mi ha ricordato gli ultimi In Flames.

Hit The Light Festival, 5 Minutes Hate Hit The Light Festival, 5 Minutes Hate

La giovane band si dimostra comunque sufficientemente sfrontata per sostenere il ruolo di opener. Nella mezz’ora a loro disposizione i nostri sfogano la loro rabbia con pezzi quali “Cold” e “Bad Memory” (presentati dalla band stessa come brani TupaTupa, eheh..) ma nonostante lo sbattimento la loro musica non smuove più di tanto i presenti. Valido comunque il cantante di cui ignoro il nome e menzione per l’impassibile batterista in infradito, bravo a non perdere un colpo. Chiude l’esibizione una tiratissima versione di “Fuckin’ hostile” dei Pantera.

Hit The Light Festival, Mad Throll Hit The Light Festival, Mad Throll

Un rapido cambio di palco vede prendere possesso della scena i MAD THROLL, altra giovane band che propone un metal particolare costruito sull’alternanza tra le scream vocals del cantante e le linee pulite della vocalist condite da sonorità recenti: una specie (prendetelo con le pinze, dato che il genere non è tra i miei preferiti, anzi) di Lacuna Coil più arrabbiati e moderni. Mezz’ora anche per loro, che tuttavia scorre in fretta: per i Mad Throll, come per il gruppo precedente, l’urgenza è quella di aumentare il più possibile il proprio bagaglio d’esperienza, dato che le capacità sembrano non mancare.

Hit The Light Festival, Fire Trails, Crying Steel, Sabotage + guests Hit The Light Festival, Fire Trails, Crying Steel, Sabotage + guests

Si cambia totalmente registro con i grandi MAIN PAIN, che delizieranno le mie orecchie e quelle dei presenti nel frattempo sensibilmente aumentati, per circa tre quarti d’ora! E’ una band rodata quella che ora è onstage e lo si vede dalla sicurezza con cui tiene il palco: i cinque musicisti sembrano muoversi nel salotto di casa loro e questo giova allo spettacolo, assolutamente coinvolgente, offerto dalla band. Ricetta tanto semplice quanto vincente quella dei Main Pain: metallo potente e possente con chorus magnetici riversato senza pietà sugli astanti! Arrivano, tra gli altri, brani come la lunga “The Kiss of Death” e la dirompente e omonima “Main Pain”, che dimostra ancora una volta la qualità della band per quella che per me sarà alla fine la più bella sorpresa del festival. Da segnalare anche “Route 666” e la cover di “The Trooper” oltre alla strumentale e sofferta “Quando la morte chiama” con dedica alle persone care scomparse: come si sarà capito la band mi ha entusiasmato e meriterebbe una ben maggiore attenzione sia da parte del pubblico che dalla critica!

Hit The Light Festival, Sabotage Hit The Light Festival, Sabotage

Alle 20:20 inizia il conto alla rovescia. Confesso di provare una certa ansia, d’altronde non è cosa da tutti i giorni poter vedere in azione una delle band più importanti partorite dalla scena italiana degli eighties: i SABOTAGE tra poco saliranno sul palco.. non vedo l’ora, anche perché mai avrei creduto di poterli vedere dal vivo!! La gente nel frattempo è aumentata e sono diverse le magliette della band che ricordano la reunion dello scorso anno. Trenta minuti di sofferenza e poi il mito prende forma: un brivido mi corre lungo la schiena quando nell’aria si diffondono le prime note di “Hot Zone” e da qui in avanti sarà solo puro godimento! La band è in forma e ha una gran voglia di suonare.. i brani dei Sabotage sono classici senza tempo dove cui l’ugola d’oro del buon Morby è solo un altro elemento che impreziosisce pezzi come “Ridin’ through the dark”, “Anguish”, “Victim of the world” e la conclusiva “Night killer”, per un set dinamitardo tutto cuore e sudore che mi ha lasciato completamente soddisfatto! C’è poco da dire se non per magnificare l’operato della band, splendida in generale come nelle prove dei singoli. La sensazione è di aver preso parte a qualcosa di grandioso, che mi ha lasciato con il groppo in gola dalla felicità che ho letto anche negli occhi dei musicisti, soprattutto del bassista Enrico Caroli che a fine concerto era forse il più incredulo dalla quantità di affetto riservato al combo toscano, incitato dal pubblico in ogni istante della loro esibizione! Grandi!

Hit The Light Festival, Crying Steel Hit The Light Festival, Crying Steel

Sempre per rimanere in tema di miti la prossima band a salire sul palco del HTL saranno i grandiosi CRYING STEEL, altro gruppo leggendario che non ha bisogno di presentazioni: il ritardo fin qui accumulato permette di dare il via allo show solo alle 22:15. La band felsinea mi ha abituato a grandi esibizioni e stasera non si cambia registro. Sebbene i settaggi sui suoni eseguiti dai tecnici non siano dei migliori, i nostri sfoderano tutta la loro classe andando immediatamente a saturare quello che la tecnologia non concede loro: un’ora e venti è il tempo a disposizione della band che, come gli illustri predecessori, propone un set che definire esplosivo è riduttivo! Dall’ottimo “The steel is back!” vengono riproposti, tanto per citarne alcuni, la triade spaccaossa “Kill them all”-“Over my Sins”-“Raptor” come se nulla fosse, con il risultato di farmi ritrovare senza voce alla terza canzone! E’ uno spettacolo vedere il bassista Angelo percorrere indiavolato il palco in lungo ed in largo e sembra che Franco non aspettasse altro per scatenarsi! I Crying Steel spaziano attraverso le loro produzioni andando a ripescare “Running like a wolf”, “Hero” e “Mother death” dai loro lavori più datati, innestati perfettamente tra i nuovi brani. E’ un altro tripudio emotivo per me, culminato con l’esecuzione delle splendide “No one’s crying” e “Thundergods” prima della conclusiva “You’ve got another thing”. Band monumentale, bravi tutti senza eccezione alcuna, da inserire come materia di studio!!

Hit The Light Festival, Fire Trails Hit The Light Festival, Fire Trails

L’atto conclusivo di questa rassegna è firmato dai FIRE TRAILS di Pino Scotto, un altro pezzo di storia dell’italico hard n’heavy! Sono circa le 23:40 quando il rocker balza sul palco e apre le ostilità: il pubblico è molto aumentato, indicazione questa dell’interesse che Pino e la sua band esercitano sui fans. Sanguigno hard n’heavy senza compromessi e tonnellate di passione sono le componenti fondamentali dei Fire Trails, che allestiscono uno spettacolo tale da lasciare senza fiato! Anche qui le qualità dei singoli non si discutono, e l’ottima resa sonora fa il resto permettendo di gustare appieno brani come “Third moon” e “Freedom Tribes”. Particolarmente apprezzati dal sottoscritto i salti indietro nel tempo con i grandi classici targati Vanadium: “Street of danger” e “Get up, shake up” sono pietre miliari che lasciano un profondo segno nel mio animo! Show di alta qualità perfettamente eseguito, non potevamo aspettarci di meno da quella vecchia volpe di Pino e della sua band.
Giunge alfine il momento di spegnere le luci sul palco e l’impressione generale maturata nel viaggio di rientro è quella di una splendida giornata: sicuramente ci sono state situazioni durante il Fest che andranno migliorate, ma è anche vero che i ragazzi dell’organizzazione hanno letteralmente “gettato il cuore” oltre l’ostacolo allestendo un valido spettacolo! Promozione piena e totale supporto ai ragazzi dell’Hit the Light con un appuntamento al prossimo anno! Stay Metal!

Hit The Light Festival, il nostro Avalon con i Sabotage

A cura di Gianluca “Avalon” Moraschi
Fotografie di Silvia “Lady Avalon” Omodeo Zorino

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