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14/10/2007 : Dimmu Borgir + Amon Amarth (Milano)

Pubblicato il 18/10/2007 da in Live report | 0 commenti


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Live Report Dimmu Borgir, Amon Amarth, Engel, Milano

A causa di un pessimo traffico sia sulla statale che all’interno della “city” di Milano in una domenica sera di metà ottobre inutilmente e stranamente affollata, perdiamo purtroppo l’esibizione degli Engel, che hanno sostituito all’ultimo i defezionari Hatesphere, visti i problemi di lineup degli ultimi tempi.

L’Alcatraz non è strapieno come ci si poteva aspettare, anche se la folla si accalca subito sotto il palco. Con una rapida stima ad occhio i presenti sono circa quattrocento. Ed ora lo show dei viching svedesi.

A poco meno di un anno dalla precedente calata italica tornano a trovarci gli Amon Amarth. Molti sono lì esclusivamente per loro e la band ripaga come sempre alla grande con una performance potentissima e diretta, fatta di passione e sudore, senza fronzoli; Hegg e soci divertono e si divertono nel tempo a loro disposizione (troppo poco a detta di chi scrive) incitando il pubblico che canta parola per parola ogni pezzo. Anche la scaletta è una versione abbreviata della precedente, si parte quindi con “Valhall Awaits Me” e “Runes to My Memory” dall’ultimo “With Oden On Our Side”. Hegg non fa in tempo ad annunciare la seguente “Death In Fire” che l’Alcatraz esplode in un boato; si va avanti con “Cry Of The Black Bird”, “The Fate Of Norns” (anche qui un boato da parte del pubblico) e “Asator”. Siamo alla fine perciò: Are you ready Milano for the “Victorious March”? E’ un trionfo! Sulle note dell’ultra-classica “The Pursuit of Vikings”, che Hegg dedica ai presenti che hanno dimostrato di avere un vero spirito vichingo, i cinque svedesi ci lasciano dandoci appuntamento alla prossima volta.

Live Report Dimmu Borgir, Amon Amarth, Engel, Milano

Rapido cambio palco prima dell’insorgere dei Dimmu Borgir. Premetto subito che lo show è stato decisamente di livello alto, ma con una grossa pecca: i Dimmu Borgir. Già perché Shagrath e soci sono sembrati decisamente degli ottimi mestieranti, grandi musicisti, ma molto poco dentro la loro musica. La sensazione che trapelava era che dovessero suonare, non che volessero suonare. Un po’ come un lavoro, più che come una passione. Sarà che non erano in forma in quella serata, sarà che avevano dietro alle pelli Tony Laureano che ha sostituito all’ultimo Hellhammer, si dice per un infortunio, e che probabilmente avrà avuto cinque minuti per impararsi i pezzi, ma i sei Borgir erano decisamente distaccati dalla loro musica. Pur con tutto questo i brani – a parte qualche problema di suono – hanno reso benissimo. Partiti alla grande con “Progenies Of The Great Apocalypse”, dimostrano subito che la serata è in mano loro, con un Mustis davvero in forma sebbene relegato dietro alle tastiere e poco mobile, che musicalmente ha retto tutte le canzoni dimostrandosi oltre che un gran tastierista e pianista, una colonna della band. Shagrath si sta solo scaldando mentre i chitarristi Galder e Silenoz si prodigano per tutto il palco. “Vredesbyrd” segue, decisamente apprezzata dal pubblico che esplode definitivamente con il primo estratto da “In Sorte Diaboli”, “The Serpentine Offering”. Da qui la band inizia il lento calo descritto sopra. Che il pubblico l’abbia percepito o meno, non lo dà a vedere e continua a divertirsi. I Dimmu portano in scena “The Chosen Legacy”, “The Sinister Awakening”, “Grotesquery Conceiled (Within Measureless Magic)” da “Spiritual Black Dimensions” ottimamente eseguita e “A Succubus In Rapture”, da “Enthrone Darkness Triumphant”, acclamata dagli astanti.

Live Report Dimmu Borgir, Amon Amarth, Engel, Milano Live Report Dimmu Borgir, Amon Amarth, Engel, Milano

Una breve pausa in cui suona “Fear And Wonder”, intro di “Puritanical Euphoric Misantropia”, che intruduce ovviamente “Blessings Upon The Throne Of Tyranny”, in cui Tony Laureano dà il meglio di sé con un blast beat davvero dirompente. Finora l’unico davvero sottotono è stato Vortex, tanto attivo a far scena quanto scarso nelle parti vocali pulite, sua caratteristica principale. Si continua con “Spellbound (By The Devil)”, grande classico della band, seguita da una splendida “Sorgens Kammer”, tratta da “Stormblast”. Siamo verso la fine dello show ed ecco pronte “The Insight And The Catharsis”, “The Sacrilegious Scorn”, accompagnata dal video della stessa nell’imponente scenografia con tanto di telone e proiettore. Segue “Puritania” a proseguire l’idillio, mentre come giusta conclusione arriva l’immancabile “Mourning Palace”, vero classico della band e chiusura ormai consueta!

Live Report Dimmu Borgir, Amon Amarth, Engel, Milano

Per terminare vorrei riprendere il discorso fatto sulla mancanza di passione dimostrata dai Dimmu Borgir. Possibile che una band ora all’apice della scena europea e mondiale possa essere arrivata al capolinea? L’esatto contrario di quello dimostrato da una band sanguigna come gli Amon Amarth.

A cura di DaniHell

con l’inespugnabile supporto di Tj Fax Fasso e di Mik Gawen

Report degli Amon Amarth di Michele “Gawen” Augello

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