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16/09/2007: Candlemass + Thunderstorm (Milano)

Pubblicato il 19/10/2007 da in Live report | 0 commenti


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“I Candlemass sono ancora i Candlemass.”
E’ la prima cosa che mi sento di dire a chi non c’era e penso di condividere questo pensiero con il centinaio abbondante (un pubblico decisamente scarso per un concerto domenicale di gruppo storico di questo livello) di fans presenti al Transilvania club di Milano lo scorso 16 Settembre, anche a giudicare dall’entusiasmo con cui la band svedese è stata accolta durante e dopo la sua performance.

Live report Candlemass + Thunderstorm, Milano

I maestri del doom, nella loro unica data italiana a supporto dell’ album “King Of The Grey Islands”, l’ ultima fatica di studio della band nonché primo disco con il nuovo cantante Robert Lowe, hanno sciorinato una prestazione di livello davvero buono, fugando ogni mio dubbio sull’attuale stato di forma della band e sulla scelta di proseguire la propria strada dopo l’ennesimo split con Messiah Marcolin, puntando sul vocalist texano. La prova di Robert Lowe (che rimane comunque il singer dei sempre validi doomsters Solitude Aeturnus) è stata di certo la sorpresa positiva della serata. Gli occhi di tutti i presenti erano puntati su di lui e chi si aspettava o auspicava un clone di Messiah sarà forse rimasto deluso, ma chi apprezza il carisma, l’originalità e una bella dose di talento penso avrà sicuramente apprezzato la voce e le movenze di un vocalist che si è calato perfettamente nel ruolo di frontman della band svedese.

Live report Candlemass + Thunderstorm, Milano

In tanti anni di concerti di ogni genere musicale non ricordo di aver mai visto un altro cantante con simili movenze, Rob Lowe ha un suo stile, un certo magnetismo e anche se a ripensarci non ha fatto che fare facce “evil” e dispensare in ogni salsa il classicissimo gesto delle corna del diavolo, uno dei simboli del metal reso famoso tanti anni fa da Ronnie James Dio, beh lo ha fatto in modo davvero cool. Avendo parlato sia col tour manager dei Candlemass che con il bassista Leif Edling poche ore prima dello show sapevo che Robert vocalmente non era al meglio, ma per quasi tutto lo show non me ne sono quasi accorto. Certo, Lowe non ha sicuramente strabiliato sulle parti più urlate e alte, ma ha cantato con passione e maestria, in modo convincente un po’ per tutto il concerto.

Live report Candlemass + Thunderstorm, Milano

Scorrendo la scaletta, è evidente come I Candlemass abbiano voluto andare sul sicuro fin da subito proponendo un trittico iniziale di classici come “Well Of Souls”, “At The Gallows End” e “Solitude”, quest’ultima cantata in maniera leggermente diversa dalla vecchia versione a cui eravamo abituati, ma comunque sempre di grande presa. Dal convincente nuovo album “King of the Grey Islands” sono state proposti tre brani, cioè il pezzo di apertura del disco, “Emperor Of The Void”, la seguente, catchy e pesante “Devil Seed” e, poco prima dei bis, anche la splendida “Of Stars and Smoke”, probabilmente la migliore song del lotto per saggiare le capacità vocali del nuovo singer americano. Non è stata invece eseguita la meravigliosa “Embracing The Styx”, nonostante la richiesta urlata da qualche fan (leggete l’intervista con Leif Edling per sapere perchè questo pezzo non è stato eseguito).

Live report Candlemass + Thunderstorm, Milano

A sorpresa è stata ripescata anche “Under The Oak” dal primo album “Epicus, Doomicus, Metallicus” e ovviamente non è mancato nemmeno il classico “Mirror Mirror”. Autori di una prova rimarchevole i due chitarristi Lars “Lasse” Johansson e Mats “Mappe” Björkman, il primo più concentrato sulle parti solistiche e il secondo molto solido nelle ritmiche. Non posso che spendere buone parole anche per la sezione ritmica formata da Jan “Janne” Lindh dietro le pelli e dal vero leader della band, il bassista Leif Edling. Proprio Leif merita un discorso a parte, Edling è realmente l’anima della band per come partecipa totalmente allo show, dal primo all’ultimo secondo della performance è un headbanging continuo e ammetto di gradire molto quando vedo un membro di un gruppo il cui unico ruolo sarebbe solo quello di suonare il proprio strumento (e Leif lo fa molto bene), intento a cantare i testi dei pezzi per quasi tutto lo show (anche senza microfono). Mi ricorda un altro grande bassista “condottiero” di una delle più grandi e famose heavy metal bands di ogni tempo, la vergine di ferro di S.H. (quando non c’è bisogno di fare nomi…).

Live report Candlemass + Thunderstorm, Milano

Il concerto è proseguito con la splendida “Sorcerers Pledge” posta in chiusura, prima dei consueti bis, nell’occasione rappresentati dalla veloce e roboante “Black Dwarf”, tratta dall’album della reunion “Candlemass”, targato 2005, e dalla conclusiva e stupenda “Samarithan”, il pezzo più emozionante della serata secondo chi vi scrive e non solo, con un Rob Lowe non più impeccabile ma decisamente aiutato dai fans presenti, alcuni dei quali davvero in estasi davanti a uno dei migliori brani doom di sempre.
Dispiace segnalare di aver perso quasi tutta l’esibizione dei lombardi Thunderstorm, di recente autori dell’album “As We Die Alone” (forse il platter piu’ doom della loro discografia), che peraltro hanno ben impressionato nei minuti duranti i quali abbiamo potuto assistere al loro finale di show; purtroppo la presenza del trio bergamasco in veste di gruppo di supporto non è stata pubblicizzata minimamente fino ad una manciata di giorni dal concerto, da qui il nostro arrivo al locale troppo tardi per seguire uno dei migliori gruppi doom italiani. Un vero peccato. Restando sulle poche note negative di una serata all’insegna della grande musica, non mi resta che ripetere come un pubblico di nemmeno duecento paganti sia davvero troppo poco per un grande concerto come questo. Al di là della brevità dello show dei Candlemass (una settantina di minuti sono troppo pochi per degli headliners con questa discografia), che è l’unico vero appunto che faccio alla band, è stata davvero un’ottima serata per gli amanti di queste sonorità, ed anche l’acustica del Transilvania è stata tutto sommato decente. Avendo assistito ad un concerto memorabile di un gruppo che si è da tempo guadagnato l’etichetta di “classico” e rifacendomi ad un classico stilema del metal, quello per cui molte composizioni di questo genere musicale sono circolari, terminando nello stesso modo in cui sono cominciate, sono felice di concludere questo live report ricordando che:
“I Candlemass sono ancora i Candlemass”.

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