Slider by IWEBIX

Trivium (Corey Beaulieu)

Pubblicato il 24/12/2007 da in Interviste | 0 commenti


Visualizzazioni post:135

Una vecchia conoscenza per noi di Entrate Parallele questi Trivium, già intervistati nel 2006 ([url=http://www.entrateparallele.it/modules/articles/article.php?id=12]leggi l’intervista[/url]). Da quell’intervista, però, di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima: un tour estivo che li consacrò come grande promessa del metallo mondiale; un tour come supporting act per gli Iron Maiden e una serie di concerti in giro per il mondo (in Europa li abbiamo visti con gli [url=http://www.entrateparallele.it/modules/articles/article.php?id=139]Annihilator a maggio[/url]).

Incontriamo Corey Beaulieu, chitarrista della band, prima del loro concerto da coheadliner al Black Crusade Festival dello scorso dicembre: un’intervista che è un vero e proprio bilancio di un anno e mezzo più che soddisfacente!

Gli ultimi mesi sono stati decisamente buoni per la tua band: grandi palchi, supporting act per gli Iron Maiden un anno fa e un tour europeo da headliners con gli Annihilator e i Sanctity. Ora siete impegnati in questo tour da co-headliners, il Black Crusade Tour. Come vi sentite in questo anno cosi impegnato?

[b]Questo è stato decisamente un anno fantastico, anche se, come dici te, è stato faticosissimo. Ovviamente però, un anno cosi impegnativo ci ha dato un sacco di soddisfazioni, come per esempio andare in tour con gli Iron Maiden, uno dei miei gruppi preferiti. C’è da dire che però tutto questo non arriva per caso, è il frutto del sacrificio continuo di noi tutti, lontani dalle famiglie, dagli amici, dalla propria casa per 10 mesi l’anno, cosa decisamente non facile.[/b]

“The Crusade” ha allargato la vostra base di fans? Penso che questo cd sia più easy listening dei vostri precedenti, e questo cambio mi ha ricordato un po’ quello che fecero i Metallica con il “Black Album”…

[b]Si, sicuramente il fatto che questo cd sia più ascoltabile ci ha aiutato parecchio, soprattutto perché siamo riusciti a fare conoscere il nostro nome anche in ambienti diversi da quello da cui provenivamo. Hai ragione a dire che “The Crusade” è più ascoltabile dei precedenti altri due albums. Questo perché eravamo un po’ stanchi di registrare dischi urlati dall’inizio alla fine, volevamo scrivere un disco meno brutale, meno tirato, ma comunque aggressivo ed estremo, e il risultato è appunto “The Crusade” e comunque i fan ci hanno dato ragione, perché questo è, per adesso, il nostro album che ha venduto di più.[/b]

E’ questo album il primo passo di una separazione tra i Trivium e la scena metalcore in cui venivate considerati una delle bands di riferimento?

[b]A dire il vero non ci siamo mai sentiti realmente parte di questa scena. Il fatto è che molte di queste bands inglobano delle influenze molto moderne nel loro sound, cosa che nel nostro caso non accade. Noi siamo maggiormente legati al metal più classico e della vecchia scuola, come i Metallica, gli Iron Maiden, i Judas Priest o i Megadeth. Certo, ci fa però piacere andare in tour con bands che suonano musica di quel genere, perché molto spesso ci troviamo a confrontarci con ragazzi della nostra età, con le nostre aspirazioni e con i nostri stessi sogni, ed è sempre bello avere a che fare con ragazzi come noi.[/b]

“Anthem” è un esempio di questo cambiamento di suono, con le sue sonorità street-glam che ricordano un po’ “Slave To The Grind” degli Skid Row. Siete dei grandi fan di questa scena?

[b]Personalmente mi considero un grande fan del glam e di bands come i Guns’n’Roses, i Poison o gli stessi Skid Row. La cosa che più apprezziamo di tale musica è la strafottenza e l’impatto con cui quei musicisti si esprimevano, sul palco e fuori dal palco. A loro non fregava un cazzo di cosa pensasse la gente o di cosa volesse il pubblico, e mi piacerebbe che, nel nostro ambito, anche noi fossimo cosi. Comunque anche musicalmente si parla di gruppi di altissimo livello e di suoni comunque interessanti, al punto che, come dici te, ci sono stati di ispirazione per un pezzo come “Anthem”.[/b]

Matt Heafy(cantante/chitarrista/leader del gruppo) ha dichiarato qualche giorno fa in un’intervista che è già pronta una versione demo del vostro prossimo cd. Quando lo registrerete? Ci potete dare qualche anticipazione?

b]Ancora ci vorrà molto tempo prima che il cd esca. Adesso dobbiamo prima pensare a questo tour e al prossimo che ci vedrà come headliners negli Stati Uniti. Poi dobbiamo tornare a casa, ricaricare un po’ le pile e poi iniziare le registrazioni, perché i pezzi, in ogni caso, sono stati già scritti tutti. Sarà un cd che seguirà le orme di “The Crusade”, anche se c’è da essere sicuri che non sarà la copia del suddetto cd, e che i nostri fans troveranno sicuramente di che essere soddisfatti.[/b]

I Trivium sono più conosciuti negli Stati Uniti o in Europa?

[b]Per ora sicuramente siamo molto più conosciuti in patria, anche se, sopratutto dopo le nostre ultime visite nel vostro continente, stiamo ampliando la base dei nostri fans qui da voi. Qui c’è da dire che il pubblico è molto molto più competente che non da noi, qui il metal si vive in maniera molto diversa che non negli Stati Uniti.[/b]

Voi avete lavorato sin dal vostro primo lavoro con Jason Suecof. Possiamo considerarlo come quinto elemento dei Trivium?

[b]No, direi di no. Lui è un grande amico, un grandissimo esperto di musica e di produzione, un vero e proprio mago della consolle, ma per adesso non c’è proprio nessun quinto membro dei Trivium.[/b]

Cosa pensi delle reunions di band estreme come Carcass e At The Gates, e in generale di questo revival delle reunions? Pensi che il mix di nuove bands che suonano musica old style e il ritorno di queste bands storiche possa essere il prossimo passo dell’evoluzione del metal?

[b]Ti dirò, sono abbastanza contento di queste due reunion. Questo perché sia io, ma credo anche te, quando questi due grandissimi gruppi si sono sciolti eravamo molto piccoli, e quindi senza possibilità di averli mai visti dal vivo. Sapere di potere rivedere on-stage due leggende del genere sicuramente non può che farmi contento, e sicuramente non mancherò di andare ai loro concerti. Generalmente le reunion, escludendo i fattori economici che mi fanno un po’ schifo, le apprezzo, perché alla fine è sempre bellissimo potere vedere grandissimi gruppi ritornare dopo qualche anno a risuonare pezzi mitici come possono essere quelli degli At The Gates o dei Carcass. Non so se questo possa essere il prossimo passo dell’evoluzione del nostro genere, la vedo più che altro come qualcosa di molto divertente, come un’opportunità per i più giovani per vedere i veri grandi gruppi all’opera.[/b]

Cosa pensi del file sharing? Te lo chiedo perchè “The Crusade” era stato messo on-line prima di essere rilasciato ufficialmente.

[b]Detesto le persone che scaricano da internet, sopratutto quando si tratta di scaricare la mia musica, che faccio con i miei sforzi, con i miei soldi, con la mia fatica. Io, ancora oggi, quando un gruppo che mi piace rilascia un cd nuovo, vado al negozio e lo compro, proprio perché so quanta fatica ci voglia per comporre, registrare e promuovere un cd. Mi sembra profondamente sbagliato “rubare” il lavoro degli altri con il file-sharing. Cazzo, è la mia musica, è la mia carriera e non accetto che qualcuno rovini il mio lavoro.[/b]

Bene, il nostro spazio a disposizione è finito. Grazie dell’intervista e buona fortuna per stasera!

[b]Grazie a voi ragazzi. Ringrazio tutti i nostri fans italiani e vi aspetto stasera al concerto, ci sarà da divertirsi![/b]

Si ringraziano Nicola Lucchetta e Fabio “Risposta” Piccobotta per la collaborazione.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *