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Hanoi Rocks – Street Poetry (2007)

Pubblicato il 21/01/2008 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Street Poetry
Autore: Hanoi Rocks
Genere: Hard Rock
Anno: 2007
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:55

Alfieri della prima ora del glam metal (o glam rock che è meglio) oggi gli Hanoi Rocks sono universalmente noti come “la band che ha perso il batterista per colpa di Vince Neil (il cantante dei Mötley Crüe)” ma in realtà c’è molto di più che questo, ovvero ci sono quasi 30 anni di passione e coerenza verso un certo tipo di rock, tutto lustrini e lacca per capelli, ma soprattutto tutto attitudine e votazione all’autodistruzione (celebrata anche dal titolo di uno dei loro album “Self Destruction Blues”). Dopo lo scioglimento del 1985 (dovuto appunto alla morte del batterista Razzle in seguito all’ormai famigerato incidente d’auto) gli Hanoi Rocks hanno riprovato a buttarsi nella mischia con il comeback del 2001 “Twelve Shots On The Rocks”, album che ebbe un successo inaspettato soprattutto nella madre terra Finlandia, e che ha donato ai nostri una nuova voglia di mettersi in discussione e di fare quello che riesce loro meglio: rock disimpegnato, divertente e trascinante, grezzo e sleazy al punto giusto. Ed eccoli alla loro terza prova dopo la “rinascita”, l’istrionico Michael Monroe, il compositore storico Andy McCoy e soci, con un album che decisamente non lascia insoddisfatti. “Hypermobile” apre l’album con un arpeggio che ricorda vagamente i Cult, parte poi un riff che mette subito le cose in chiaro: qua c’è rock carico, d’impatto, immediatamente memorizzabile e che promette di farvi agitare per bene sulle sedie o dovunque vi troviate. Michael Monroe non è mai stato un cantante tecnico e questo tutti lo sanno, tuttavia è un singer che ha trovato perfettamente la sua dimensione e controlla ottimamente la sua espressività, sporco e impreciso ma mai stonato, in più dotato di una voce immediatamente riconoscibile che aiuta gli Hanoi Rocks a distinguersi dal marasma di band rock o residuati bellici degli anni ’80 e scusate se è poco. Aggiungeteci che in quest’album ci sono delle autentiche perle: “Street Poetry” potrebbe essere la hit apripista dell’album, “Fashion” con il suo refrain vagamente western in apertura e l’irresistibile ritornello, “Highwired” che sembra uscita da “Back To Mistery City” (e questo è un complimento), “Power Of Persuasion” con il suo arrangiamento di fiati (per chi non lo ricordasse Michael Monroe suona anche il sax) e il suo flavour quasi disco che farebbe ballare anche uno con la sciatica, o reminescenze dell’Alice Cooper più “birichino” (quello di “School’s Out”) con “Teenage Revolution”. Il sax di Michael Monroe ricompare come ai bei tempi anche in “Worth Your Weight In Gold”, un pezzo che potrebbe essere la colonna sonora di un film pulp di Quentin Tarantino, sulle assolate strade del Texas con un duello di samurai sullo sfondo, in “Transcendental Groove” invece c’è tutta la follia dello stile di vita più street e sleazy. Arriva poi il momento di “This One’s For Rock’n’roll” che come si può facilmente intuire promette di fare sfaceli nei live, con tanto di coro al seguito di tutti i glam kids presenti.
“Powertrip” è un’altra scarica di adrenalina in un momento dell’album che normalmente può annoiare (sono già passate 10 canzoni e se non c’è dell’eccellenza ci si può stancare), saltano in mente i Rolling Stones in “Walkin’ Away” (tanto la base del rock alla fine è tutta lì), a seguire la non indimenticabile ma comunque carina “Tootin’ Star” e poi la perla finale con “Fumblefoot And Busy Bee”, un vero country western in salsa rock che starebbe bene in un film di Sergio Leone. Che dire quindi? Un ottimo album, di quelli che ti fanno ancora ben sperare per le sorti del rock all’alba del 2008, molto ben prodotto e che mostra ancora una volta come spesso siano (purtroppo da un certo punto di vista) i “dinosauri” del rock a salvarci e a regalarci ancora delle perle degne di essere ascoltate. Gli Hanoi Rocks in questo non sbagliano, lo sanno i loro fan e lo saprete anche voi dopo che avrete ascoltato “Street Poetry”, letteralmente “poesia da strada” per chi ancora crede nel rock “come lo facevano una volta”.

Tracklist:
1- Hypermobile
2- Street poetry
3- Fashion
4- Highwired
5- Power of persuasion
6- Teenage revolution
7- Worth your weight in gold
8- Transcendental groove
9- This one’s for rock’n’roll
10- Powertrip
11- Walkin’ away
12- Tootin’ star
13- Fumblefoot and busy bee

Lineup:
Michael Monroe – voce
Andy McCoy – chitarra
Conny Bloom – chitarra
Andy “A.C.” Christell – basso
Lacu – batteria

Sito ufficiale: www.hanoirocks.info
Album distribuito in Italia da Frontiers – www.frontiers.it

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