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Paragon – Forgotten Prophecies (2007)

Pubblicato il 15/03/2008 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Forgotten Prophecies
Autore: Paragon
Genere: Power Metal
Anno: 2007
Voto: 7

Visualizzazioni post:60

Un faccione metallico dagli occhi di bragia mi osserva caustico (nel vero senso della parola) mentre le profezie dimenticate dai Paragon prendono vita. Correva l’anno 2005 quando usciva il loro – a questo punto – penultimo album, “Revenge”, che sommessi consensi aveva riscosso un po’ dappertutto e soprattutto nei peggiori bar di Caracas. Il power suonato dai ragazzi di Amburgo è influenzato (soprattutto in questa loro ultima incarnazione) da influenze thrash e oscureggianti che rendono l’intero amalgama una proposta che richiama all’orecchio i Grave Digger in versione più incazzata, i Metalium e di striscio gli Hammerfall con punta di Wizard.
Compito di introdurre l’opera è l’incalzante “Hammer of the Gods“, in cui un sinistro vociare di Andreas dall’impronunciabile cognome chiarisce subito di cosa stiamo parlando. I riffoni tagliano l’aria, mentre gli immancabili cori nel bridge e nel ritornello sono lì per avvertirci che anche dal vivo avremo la nostra opportunità di morire a nostra volta sulle nostre ginocchia (citando). Il tiro viene mantenuto nelle seguenti “Arise” e “Face of Death”, trascinanti, coinvolgenti, e costruite in perfetta sintonia con le istruzioni del “Manuale del Piccolo musicista di Power Metal”. Un inizio alla Gamma Ray per “Halls of Doom”, fiaccata nella prestazione globale da una resa dei cori alla “cantina degli sbevazzoni”, in cui il troppo riverbero crea una distorsione dissonante che finisce per non esaltare il riffone portante come meriterebbe. A “Revelations” il compito di introdurre strumentalmente la titletrack “Forgotten Prophecies” (davvero?), a cui nulla si può davvero appuntare. Realizzata a marchio di fabbrica Paragon, con le atmosfere e i riffoni powertaglienti (e decisamente “fuzzosi”) al punto giusto, si impone decisamente come brano meglio riuscito dell’intera composizione, seguito a ruota sia nella scaletta che in qualità dall’ottima “Agony“, song dalla finta anima da ballad per far quietare gli animi dopo la precedente ma che si trasforma a sorpresa in uno dei brani più trascinanti dell’album. “Souleaters” e “Wargods si inseriscono senza troppo scalpore fra le altre tracce, mentre discorso a parte meritano le rimanenti due. L’ultima è “Deny The Cross“, cover degli Overkill trasformata in chiave Paragon. Punto. “Gangland“, lungi da essere la cover dell’omonima canzone della fanciulla ferrea, è il pezzo che mal si accosta a tutti gli altri, riuscendo ad essere fin troppo scontato, noioso e dozzinale da risultare davvero ingodibile.
Ma giammai finirò la recensione evidenziando, alla fine, l’unico neo davvero grosso nel viso di questo lavoro (un altro neo piccino è a forma di coro). Questo disco fa per voi? Se siete fan sfegatati delle band citate finora o affini, o avete seguito i Metalium da prima che nascessero, allora sicuramente sì. Questo disco nulla toglie e nulla aggiunge a quanto già avete potuto sperimentare finora (a meno di aver ascoltato fino a ieri solo le canzoni degli anni ’30), ma nemmeno vuole farlo. Si rivolge ben specificamente a una ristretta cerchia di defender con armature fatte di un ben determinato tipo di metallo: magari proprio la vostra.

Lineup:
Andreas Babuschkin: Voce
Martin Christian: Chitarra, Cori
Günny “Luigi” Kruse: Chitarra, Cori
Dirk Seifert: Basso
Christian Gripp: Batteria

Tracklist:
01. Hammer Of The Gods
02. Arise
03. Face Of Death
04. Halls Of Doom
05. Revelations
06. Forgotten Prophecies
07. Agony
08. Souleaters
09. Gangland
10. Wargods
11. Deny The Cross

Sito ufficiale: www.paragon-metal.com
Album distribuito in Italia da Frontiers – www.frontiers.it

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