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22/03/2008 : Dillinger Escape Plan + guests (Cesena)

Pubblicato il 31/03/2008 da in Live report | 0 commenti


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Dillinger Escape Plan, Poison The Well, Stolen Babies, Figure Of Six

La tentazione di passare dalla Ines e dalla sua “Boutique della piadina” a Bertinoro è fortissima, così mi perdo il metalcore dei romagnoli Figure Of Six.

Arrivo giusto in tempo per il primo pezzo degli Stolen Babies, non li conoscevo per niente e devo dire che sono stati una bella sorpresa, soprattutto a livello d’impatto scenico; caratterizzati da uno stile “orrorifico” che ricorda per certi versi le creazioni di Tim Burton, il gruppo americano è formato da una cantante/fisarmonicista (che lascia lo strumento per dedicarsi esclusivamente alla voce solo in un paio di pezzi) un tastierista/percussionista, un batterista, un chitarrista in gonnella e un bassista in camicia da notte, praticamente la brutta copia di Twiggy Ramirez. Con stupore mi sono accorto che il gruppo aveva un certo seguito tra il pubblico, difatti la gente era parecchio divertita e ha cantato pure diversi pezzi. La cantante non sfigura per niente nè per quanto riguarda le parti melodiche nè per quelle in screamo, accompagnata da musicisti di tutto rispetto. Il genere è difficile da catalogare, un mix tra metal-melodico / goth / industrial. Il loro set non è eccessivamente lungo e non risulta pesante, scorre via liscio e piacevole.

Dopo qualche minuto di sound check salgono sul palco i Poison The Well per uno show che a mio avviso non decolla se non negli ultimi tre pezzi. Nella prima parte i padrini di “Torn” eseguono alcuni nuovi pezzi, ma risultano tristemente privi della loro caratteristica energia che tanto ce li ha fatti amare. Prestazione piuttosto moscia forse dovuta anche i suoni non eccelsi e alla voce di Jeffrey che in alcuni momenti stentava quasi ad uscire… (soprattutto nelle parti melodiche). Fortunatamente a salvare la loro prestazione in quel di Cesena piovono giù tre pezzi come “Artists Rendering of Me”, “Nerdy” e “Botchla” tutti sganciati di fila. Prestazione complessivamente amara per i cinque di Miami, di sicuro mi sarei aspettato ben altro.

Arriva poi il “piatto forte” della serata, i Dillinger Escape Plan. La band non parte in quarta, mette direttamente la quinta e devasta tutto quello che si trova davanti ! Il frontman Greg Puciato non appena parte il primo pezzo si lancia immediatamente tra il pubblico, regalando esaltazione a destra e a manca. La voce non cala di un filo in nessun caso, sempre perfetto, pulito e scatenato. Nemmeno gli altri si risparmiano ed in particolare il chitarrista Benjamin Weinman che sul palco non sta fermo un secondo e si dimena come un forsennato senza però perdere in precisione d’esecuzione: un mostro!! Se vi è mai capitato di vedere un loro live saprete di cosa sto parlando, in caso contrario vi consiglio di cogliere la palla al balzo e andarveli a vedere come vi capitano a tiro. Ve ne tornerete a casa con un pieno di energia e pura follia devastatrice!
Lo spettacolo è stato colorato anche da leds luminosi e neon di ogni sorta che puntualmente lampeggiavano a tempo con i pezzi in esecuzione. Gregg finisce il concerto aggrappato alle impalcature sul soffitto che sorreggono l’impianto audio del locale, facendoci temere per un momento per l’incolumità sua e del pubblico sotto di lui, ma senza fatica riesce poi a tornare illeso sul palco per salutare la folla estasiata (il Vidia era pieno). Serata nel complesso positiva, una buona nuova conoscenza, un gruppo tanto atteso quanto privo di energia, e degli headliners degni di questo ruolo pronti a colmare il deficit di vibrazioni positive che qualcheduno aveva lasciato sul palco…

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