Sacro Ordine (Paolo Fumis)

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Intervista Sacro Ordine, Paolo Fumis

Ci è voluto un po’ di tempo, ma alla fine “Sacro Ordine”, demo che ha segnato il debutto ufficiale della band omonima, ha potuto iniziare a girare sorprendendomi per la qualità delle composizioni in esso contenute e risultando per me uno dei migliori demo degli ultimi mesi del 2007. A questo punto l’intervista è stato il logico passo successivo: non solo musica nella simpatica chiacchierata realizzata con il vocalist Paolo Fumis: vi lascio alla lettura di quello che ci siamo detti!

Paolo, in una mail precedente accennavi ai due anni trascorsi alla ricerca di un batterista.. Vuoi ora presentarci la band raccontandoci la sua storia e quella dei suoi componenti?

La band si è formata a fine estate nel 2000 con Paolo Fumis alla voce, Carlo Venuti alla chitarra, Paolo Sartori al basso e Luca Snidero alla batteria con la volontà di proporre un proprio repertorio di matrice Hard n’Heavy con varie influenze. Siamo rimasti a comporre in stanza fino a maggio dell’anno successivo quando la band ha esordito live a “Gorizia Arte”, riscontrando un caldo apprezzamento. Abbiamo allora deciso di proseguire nell’attività e nel songwriting proponendoci e partecipando spesso e volentieri a manifestazioni quali “Morarock”, “Metalfest”, “RockParty”, “Ciao Luca”, Bikerfest vari e ad itinerare fra i locali dell’hinterland friulano. Nel 2004 Andrea Cum è entrato a far parte della band in qualità di nuovo drummer. Assieme a lui abbiamo continuato ad esibirci dal vivo e ad inizio 2005 abbiamo inciso il nostro primo demo (l’omonimo “Sacro Ordine”): nonostante la buona capacità tecnica, Andrea (attuale batterista degli Overtures) ha dovuto abbandonare la band per questioni di tempo, e da qui è nato il periodo che chiamiamo ironicamente “Drummer quest”.. due anni in cui abbiamo provato sette batteristi.. eravamo sull’orlo dello scioglimento quando a metà agosto è spuntato fuori un altro compaesano: Cristiano Bruschina, storico batterista e fondatore dei Rigor Mortis di Gorizia! Fin dalla prima prova c’è stata sintonia e creatività compositiva, nel giro di questi mesi la band ha imbastito cinque nuove tracks e ci proponiamo di tornare a calcare i palchi verso fine febbraio.. ogni componente della band, pur venendo da esperienze musicali e influenze differenti, ha saputo portare un contributo attivo al lavoro del gruppo!

E poi, il monicker è decisamente originale: qual è la sua origine?

Eheheh.. una domanda che cela una storia alquanto bizzarra! Per quanto assurdo possa sembrare il tutto è nato in un locale di Lap Dance pieno di gente che seguiva lo spettacolo estasiata e con due personaggi festanti al banco che discutevano di tutt’altro con una birra da mezzo in mano (io e Carlo). Ai tempi Carlo suonava esclusivamente con gli Headroller, ed io ero reduce dal recente scioglimento degli Heaven Killer.. amici da ormai parecchi anni, stavamo discutendo su valori quali fratellanza, onore, giustizia.. All’improvviso Carlo mi dice”Ti va di mettere su una band?” “Altroché!!” gli rispondo. “E tu canterai..” continua deciso! Chiaramente stupito ribatto “Ma Carlo, non ho mai cantato in vita mia!” (precedentemente ho sempre suonato solo la chitarra) “C’è sempre una prima volta, no?” “E come ci chiameremo?” gli chiedo.. Mi risponde “Beh, noi siamo un Ordine, come gli antichi ordini cavallereschi”! “Sacro” gli faccio “come sacra è l’amicizia che ci lega” “Sacro Ordine…” lo guardo “Si…un Ordine di Cavalieri”! Carlo mi guarda “Si, di Parsifal, il cavaliere senza macchia alla cerca del Graal”.. il giorno seguente, reduci dalla sbornia non indifferente, eravamo in stanza con gli altri due membri degli Heaven Killer (Paolo Sartori al basso e Luca Snidero alla batteria) a fare la prima prova del “Sacro Ordine dei Cavalieri di Parsifal”, ridotto poi per questioni di spazio e forma sul demo semplicemente a Sacro Ordine!

Intervista Sacro Ordine, Paolo Fumis

Ah, quindi questa è stata la tua prima esperienza dietro ad un microfono! Cosa hai provato e cosa ti ha lasciato questa esperienza? Tra l’altro ho molto apprezzato l’intensa interpretazione che hai sfoderato su “Stone River”. Con il senno di poi cambieresti qualcosa delle vocals che hai inciso?

Ti ringrazio.. effettivamente è stata la mia prima esperienza in studio come singer quindi non nego che la tensione si faceva sentire decisamente più che nell’ambito live… sicuramente un’esperienza utile, anche se col senno di poi avrei sicuramente preferito registrare in un periodo più propenso per la voce piuttosto che a febbraio, magari ritardando l’uscita del demo, e avrei speso qualche ora in più nell’impreziosire qualche passaggio, magari reincidendolo rispetto alla presa diretta.. per quanto riguarda invece la scelta delle linee melodiche mi considero soddisfatto a livello compositivo. L’intenzione per la prossima produzione è sicuramente quella di curare di più la registrazione e, ovvio, poter essere soddisfatti pienamente del risultato finale.

Una curiosità mia, cosa si prova a parlare di un demo di due anni fa dopo tutte le traversie che i Sacro Ordine hanno attraversato?

Così come le stagioni si alternano, anche per noi la brina invernale si sta sciogliendo! Sicuramente fa piacere sentire che a distanza di due anni “Sacro Ordine” sia ancora un lavoro considerato interessante e questo non fa che dare nuovi stimoli alla band. Nella prossima realizzazione in studio si stava valutando inoltre di reincidere come bonus una o due tracks di questo cd in quanto il risultato finale non è paragonabile alla resa live (una su tutte “Storm”).

Effettivamente i vostri brani del vivo devono essere qualcosa di letale! Il punto comune che ho riscontrato nelle vostre composizioni è una certa facilità d’assimilazione che permette comunque ad ogni brano di mantenere una propria identità senza per questo suonare scontato! Che ne pensi? A tal proposito, vuoi raccontarci come nasce un pezzo targato Sacro Ordine?

Ti ringrazio nuovamente Gianluca… diciamo che ogni pezzo, prima di essere presentato dal vivo, deve piacere prima di tutto a noi: amiamo profondamente la musica e siamo i primi critici a promuovere o a bocciare uno spunto… ognuno di noi ha diverse influenze, ragion per cui non ci siamo mai sentiti preclusi da una scelta dovuta agli standard del “genere”. Per quanto riguarda la nascita di una nuova composizione generalmente si lavora assieme in sala prove: l’improvvisazione è uno degli strumenti che adoperiamo maggiormente, lo stato d’animo d’ognuno di noi a portare il contributo alla track; se nasce uno spunto interessante allora l’attenzione si focalizza sull’arrangiamento e sul perfezionamento delle linee melodiche per dar infine vita ad un nuovo brano.

Intervista Sacro Ordine, Paolo Fumis

Paolo, siete riusciti a scrivere dei pezzi che non stancano dopo poco, ma che anzi sono piacevoli e freschi anche quando gli ascolti cominciano ad essere numerosi. In più riuscite a creare atmosfere e stati d’animo unici per ogni pezzo, come se fossero sette capitoli di un unico libro. Vorrei il tuo parere in merito e vorrei sapere quali sono stati i commenti, positivi e negativi delle altre persone che hanno avuto la fortuna di ascoltare il demo!

Posso dirti che molti fans sono stati piacevolmente colpiti dagli arrangiamenti chitarristici di Carlo, l’idea di incidere più volte la chitarra creando dei doppiati ha sicuramente dato un aspetto più armonico e corale ai pezzi, così come alcuni cori che sono stati “improvvisati” in sede di registrazione (tipo “Prey Of Pride” o “Wulfhowl”); le critiche altresì sono perlopiù inerenti al fatto che non c’è quella coesione e quella “pacca” che solitamente abbiamo dal vivo… insomma la mancanza di quel tiro selvaggio che normalmente ci accompagna durante i live oltre ad alcune piccole imperfezioni che per problemi di tempo non siamo riusciti ad aggiustare.

Dovendo dare un termine di paragone, nella recensione ho indicato il vostro sound come marchiato della NWOBMH con sprazzi di epic americano. Credo che i riferimenti, oltre agli Iron Maiden e agli altri mostri sacri, possano essere anche band culto come i Cloven Hoof, mentre per quanto riguarda l’epic oltre ai primi Manowar mi avete portato alla mente pure gli Omen.. Le ho sentite solo io queste influenze? Vuoi approfondire il discorso?

Beh, non si può negare il nostro attaccamento alla “vecchia scuola” del metallo, siamo cresciuti a minestroni di Judas Priest, Iron Maiden e Manowar, d’altronde ognuno di noi è stato influenzato più o meno da altre correnti (thrash, grunge, punk, glam, hard rock anni ’70, progressive, stoner, doom per citarne alcune).. credo che più che l’ispirazione ad altre band si tratti di una creazione spontanea dovuta alle sinergie dei musicisti. Insomma per farti un esempio abbastanza divertente, non troppo tempo fa, hanno detto ad uno di noi “Lo sapete che avete dei finali alla Cirith Ungol?” la risposta è stata “Ché? Citrit che?”. La musica può suscitare delle emozioni differenti, addirittura contrastanti, in quanto la visione di ognuno ha una chiave di lettura differente… l’importante è che il messaggio, quale sia, venga trasmesso! ;)

Qual’è il messaggio che volete far passare attraverso la vostra musica? Già che ci siamo, vuoi parlarci dei testi dei brani?

Ogni pezzo si ispira a momenti e situazioni molto diverse fra loro, così come i sentimenti che ne traspaiono sono differenti. Il significato fondamentale della musica è quello di unire, condividere un legame che trascende la musicalità e la forma.. in certe songs questo è più palese come in “Raiders” (che rivive il lifestyle e l’energia dei bikers) e in “Stone River” (dedicata al fiume Isonzo a cui siamo molto legati) in altre più sottile come in “Storm” (l’importanza della vera amicizia o dell’amore per risalire dai momenti bui della vita) o “Wulfhowl” (ispirata a Buliwyf e alla filosofia vichinga).

C’è un pezzo del demo a cui ti senti particolarmente legato? Vuoi spiegarcene i motivi?

Fra tutti probabilmente “Stone River”.. le meravigliose giornate ed esperienze che ci ha regalato il nostro fiume che ora piange per le tante dighe che si aprono sul suo breve corso e lo stanno uccidendo.. il carisma e l’energia che, nonostante tutto ciò che l’uomo cerchi di fare per rovinare, il fiume riesce a mantenere.. il romanticismo del suo greto scintillante caratterizzato dalle rocce policrome durante le passeggiate invernali ci ha regalato l’unico “lento”.

Intervista Sacro Ordine, Paolo Fumis

Oltre al contenuto musicale, per un disco è importante anche l’aspetto grafico. Vuoi raccontarci l’artwork del demo?

Sono perfettamente d’accordo.. abbiamo prediletto delle tonalità in bianco e nero perchè, se da un lato sono meno sfarzose del colore, dall’altro lasciano all’osservatore una sorta di mistero, un modo di immaginarle come meglio crede. L’artwork cartaceo è opera del pittore scozzese Kevin Machintosh (in arte Nivek) trasposto poi in formato digitale ed elaborato dal nostro bassista (Paolo Sartori) con il quale abbiamo anche studiato i font adeguati per i testi delle canzoni e i layout di impaginazione; la foto di gruppo è ad opera di Lulli.

E per quanto riguarda i nuovi brani? Puoi anticiparci qualcosa?

Segretoooo!! Guarda, giusto per mettervi una pulce nell’orecchio.. un paio di pezzi vedranno le bps scattare decisamente all’insù! Altre tracks invece seguiranno maggiormente il filo conduttore del primo demo.

Domanda che esula dal discorso musicale: da alcune risposte che mi hai dato emerge chiaro il tuo amore e il gran rispetto verso il fiume Isonzo e con la tua terra, il Friuli. Come ti poni nel rapporto con essa e qual è il tuo parere sulla vergognosa questione rifiuti, che tra l’altro ci sta facendo fare l’ennesima figuraccia all’estero? Se tu avessi potere decisionale nelle alte sfere, cosa faresti?

E’ un discorso che richiederebbe molte pagine ma cercherò di essere conciso, e spero abbastanza chiaro.. il problema ecologico è palese e la raccolta differenziata è evidentemente l’unica alternativa alla dilagante quantità di rifiuti prodotta dalla società consumistica. Ora, c’è chi come i tedeschi ha trovato la maniera di smaltire e riciclare le materie di scarto creandone un vero e proprio business (19 miliardi di euro e dà lavoro a 160mila persone) e chi come l’Italia è capace solo di sperperare le proprie risorse arrecando danni all’economia e alla natura (con il dispendio di ingenti capitali per lo smaltimento all’estero). Avendo esempi come quello tedesco non dovrebbe essere difficile applicarlo al sistema italiano: perchè quindi non viene fatto? Semplicemente perchè mentre in altre nazioni democratiche la classe politica cerca di operare a favore del cittadino e nel suo interesse, da noi questo si traspone nell’operare a favore di lobby vicine alla classe politica che traggono da questo notevoli vantaggi economici. Per quanto riguarda la costruzione di impianti di smaltimento in Campania, l’appalto era stato dato ad un’impresa. Poi questo è stato misteriosamente risolto. Non è quindi un non saperlo fare, è un non volerlo fare. Ricordo inoltre che la macchina politica italiana ha un costo esagerato rispetto alle risorse che vengono erogate dalla popolazione dei contribuenti. Si parla spesso di tagli alla sanità, all’istruzione o degli aumenti dei bolli e delle aliquote… in realtà l’unica cosa da tagliare sono i costi per la gestione politica del nostro beneamato stato.

Sempre parlando di Friuli, mi sembra che la tua regione sia molto prolifica in fatto di buone band: secondo te, esiste una scena friulana? Come vi trovate con gli altri gruppi che la compongono?

Esiste, eccome! Fino ad un paio d’anni fa c’era l’imperdibile giovedì del Sherlock Holmes, giornata in cui la maggior parte dei musicisti dell’hinterland isontino si ritrovava con frequenza più o meno assidua per bere qualche bicchiere in compagnia, ascoltarsi un gruppo dal vivo ed eventualmente organizzarsi per future date.. inoltre festival come il Morarock o il Ciao Luca sono ottime occasioni per incontrare vecchie conoscenze e farne di nuove! Ora come ora i luoghi di ritrovo si sono ridotti, ma almeno nell’ambiente rock ci conosciamo quasi tutti in zona!

Più in generale vorrei inoltre sapere cosa ne pensi del panorama underground italiano..

Guarda, francamente non seguo moltissimo ciò che si sviluppa al di fuori della nostra zona anche se in realtà, dal mio punto di vista, in vari generi ci sono delle proposte veramente valide a livello di made in Italy! Peccato che band dalle grandi potenzialità (Ritmo Tribale, ad es.) non vengano spesso valorizzate a causa delle molte proposte o ciò che il mercato discografico italiano richiede non riscontra le proposte dei gruppi in questione ma piuttosto trova sfogo nei mercati esteri (alcuni esempi: Raw Power, Rhapsody, etc).

Intervista Sacro Ordine, Paolo Fumis

Parliamo della vostra attività live.. cosa bolle in pentola? E cosa deve aspettarsi chi viene a vedervi per la prima volta?

Cosa bolle in pentola? Beh direi dell’ottimo vin brulè! Nel giro di un paio di mesetti dovremmo riaprire la stagione concertistica ricca delle nuove traccie… per chi viene la prima volta? Beh, indubbiamente potrebbe aspettarsi di finire in un tsunami di birre da bravi figli di Bacco: una grande festa, del sano metallo e delle grasse risate! Sicuramente non è un approccio al palco da seriosi professorotti quello del Sacro Ordine, piuttosto è quello di selvaggi barbari con le loro festanti orde!

Con chi ti piacerebbe dividere il palco? Oltre ai Sacro Ordine, mi piacerebbe sapere quale sarebbe per te il bill ideale di un ipotetico festival..

Credo il sogno di ognuno sia suonare con i propri idoli, con coloro che hanno dato il via a quella che è poi diventata la nostra passione; ad ogni modo nel nostro piccolo ci piacerebbe dividere il palco con altri gruppi che abbiano la musica nell’anima! Sicuramente per un festival metal mi piacerebbe dividere il palco con degli amici quali Black Raven, MidnightStorm e Overtures per rendere il tutto una grande festa…

Quali responsi sta raccogliendo “Sacro Ordine” dalla critica? C’è qualcosa in particolare che ti piacerebbe leggere e qualcosa che invece non vorresti proprio veder scritto da nessuna parte?

Devo dire che i responsi sono stati da buoni ad entusiastici e ne sono veramente lieto perchè molti sono riusciti a leggere fra le righe anche nelle sbavature, dando peso alla sostanza e non alla sottigliezza. Molte cose che ho letto mi hanno stupito piacevolmente, mentre un appellativo che non vorrei mai veder scritto è “banale”. Talvolta si può pensare che la semplicità sia sinonimo di inettitudine o di scarse capacità tecnico/compositive, mentre alcuni pezzi non potrebbero funzionare se impostati in maniera meno diretta (la maggior parte dei pezzi energici infatti lavora su potenza e groove senza perdersi in mille fronzoli che altro non fanno che sminuirne l’efficacia).

Siamo in chiusura Paolo, grazie per avermi inviato il vostro ottimo demo e per la disponibilità, ed in bocca al lupo per tutto! Quest’ultimo spazio è a tua disposizione, chiudi come meglio credi questa chiacchierata!

Sono io a ringraziarti, Gianluca!! E’ sempre un immenso piacere scambiare qualche opinione con chi ha il sacro fuoco della musica che gli brucia dentro le vene! Diceva un nostro amico chiamato Gaso (cantante dei Rigor Mortis) che l’heavy metal è fatto di varie componenti: melodia, potenza, capacità e sofferenza: a molti gruppi che si sentono ora manca proprio quest’ultimo elemento.. se infatti senti il gusto che trascende il pezzo in certe composizioni dei Judas e di tutte le grandi band, una vena di sofferenza affiora sempre qua e là. E’ il lato oscuro della medaglia senza il quale non ci sarebbe quello splendente e allegro…
Che la fiamma imperitura della passione e dell’armonia mai si estingua in noi!
Cuore e Spirito

Myspace: www.myspace.com/sacroordinedeicavalieridiparsifal
Recensione “Sacro Ordine” su EP qui

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