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Trinacria – Travel Now Journey Infinitely (2008)

Pubblicato il 7/05/2008 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Travel Now Journey Infinitely
Autore: Trinacria
Genere: Ambient Black Metal
Anno: 2008
Voto: 7.5

Visualizzazioni post:72

Cosa collega il nome di Trinacria che gli antichi diedero alla nostra splendida Sicilia, terra del Sole, con il nome di questo nuovo gruppo che chiamato allo stesso modo si affaccia sulla scena dalle gelide coste scandinave? Secoli addietro erano loro a governare sul nostro sud, lasciandocene traccia nei geni, negli “scacciapensieri” e nella lingua. Oggi la stessa commistione di generi e pensieri del tutto differenti tra loro la ritroviamo in questo primo lavoro dall’enigmatico titolo di “Travel Now Journey Infinitely”, come assolutamente enigmatica è la proposta a livello musicale. Partiamo dalla base: abbiamo un po’ di membri degli Enslaved, qualcuno degli Emmerhoff e un paio dai Fe-mail. L’artwork della copertina già la dice lunga su cosa si prospetta all’ascoltatore dei Trinacria: un’esplosione casuale di forme geometriche sul contrasto tra rosso e nero, uno schizzo di sangue cubista su un tappeto di velluto annerito. Le sei tracce sono tutte composte su questo contrasto tra lento e veloce, tecnologico e tradizionale, puro rumore sintetico e strumenti elettrici. E il viaggio tutt’altro che luminoso che si intraprende con “Travel Now Journey Infinitely” tocca quasi i livelli della psichedelia nella lunghezza delle sue tracce e nella ripetitività estremizzata di certi riff. Ad aprire il tragitto troviamo “Turn-Away”: una batteria quasi tribale e una chitarra ipnotica nella sua esecuzione sempre uguale ci accompagnano alla scoperta di queste inusuali sonorità. Inevitabile un confronto con un Burzum di “Hvis…”. Di sottofondo, una voce in growl appena accennata a confondersi con il lavoro di sinth, tra urla e sospiri degni dei livelli più bassi del Purgatorio, con l’ultimo minuto di puro rumore senza la minima traccia di musicalità.. Spezza l’arrancare lento del primo pezzo l’attacco del secondo, “The Silence”, che ha ben poco di silenzioso: una batteria degna di un Fenriz degli esordi e una chitarra ancora a ripetere lo stesso giro alla nausea. Il sinth è un tappeto di disturbo a volte eccessivo come le interferenze di una vecchia radio a costruire una disarmonia molto forte: sorprende il rallentare della seconda parte prima della ripartenza folle che ci porta a “Make No Mistakes” e di nuovo sui binari di un metal meno distorto ed elettronico, un pezzo dal forte accento thrash e dalle brusche accelerazioni. Fischi, strida e voce degna dei Ministry: la qualità è volutamente sporca, il metal è passato al setaccio, imbastardito dall’elettronica più buia, quella dei claustrofobici corridoi cupi arieggiati da grandi ventole. “Endless Roads” è una lenta ipnotica ballata su un prato di finta erba tra grilli cibernetici, dieci minuti che fanno davvero sembrare senza fine questa strada: il cantato è abissale, di difficile comprensione, si sente apena l’accompagnamento delle voci di donna. E’ senz’altro il pezzo più evocativo ed intimo del disco, capace di coinvolgere ed estraniare l’ascoltatore attento con la sua grezza, fangosa danza ipnotica. “Breach” è quasi un intermezzo, nei suoi “appena” cinque minuti scarsi e tenta di riprendere il filo dell’ipnosi ma il riff, benché reiterato con insistenza, non ha lo stesso effetto del brano precedente: consideriamolo un outro di “Endless Roads”. Lunghi secondi di silenzio, lunghe note cantate da donna, ed ecco arrivare la title-track, un altro bellissimo, suggestivo brano, un pezzo dai fortissimi connotati di “Isa”, dal cantato alla traccia di chitarra. La fine del disco (ma non del viaggio) e la fine delle sperimentazioni sintetiche: il pezzo non ha più quella componente claustrofobica e malata delle cinque tracce precedenti, il cantato limpido di Maya (eccetto occasionali urla degne dell’Arkham Asylum) sembra riportare una certa linearità nel caos… Inquadrare questo progetto, incredibilmente nato prima di tutto in sede live, è sicuramente difficile e se non completamente innovativo, “Travel Now Journey Infinitely” è sicuramente alternativo alle nuove uscite sul mercato: ma la proposta al grande pubblico di un opera così diversa nella sua duplice natura (elettro-schizzata-nociva da una parte e melodicamente metallica dall’altra) merita la giusta considerazione.

Tracklist:
Part I: Turn-away
Part II: The Silence
Part III: Make No Mistake
Part IV: Endless Roads
Part V: Breach
Part VI: Travel Now Journey Infinitely

Lineup:
Ivar Bjørnson – Guitar
Ice Dale – Guitar
Grutle Kjellson – Vocals
Espen Lien – Bass
Maja S. K. Ratkje – Vocals & Electronics
Iver Sandøy – Drums
Hild Sofie Tafjord – French Horn & Electronics

Myspace : www.myspace.com/trinacriamusic

Album distribuito in Italia da Audioglobe – www.audioglobe.it

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