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13/04/2008 : True Metal Fest Of NWOBHM (Bologna)

Pubblicato il 13/06/2008 da in Live report | 0 commenti


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Dopo essersi un po’ specializzata nel proporre grandi concerti hard rock/glam, festival a tema come il Dark Fest, ma anche altri generi come AOR, melodic metal, thrash, prog e sonorità piu’ moderne, Bologna Rock City sposa la causa del metal piu’ classico collaborando con quella che probabilmente è la webzine piu’ letta dai fans di questo genere. Tutti conoscono Truemetal.it ed è dall’iniziativa di questo ormai storico portale che è nata l’idea di proporre questo festival che presenta sullo stesso palco bands piu’ o meno navigate, tutte legate tra loro dall’incrollabile fede nel Metallo piu’ puro. Un po’ sulla falsariga del “Play It Loud Festival”, a sua volta ispirato a un evento come il “Keep It True”, anche il “True Metal Fest” riesce nell’ impresa di assemblare bands che hanno fatto la storia del classic metal (in questo caso quello tricolore), portando anche in Italia una band headliner inglese da non perdere per ogni fan dell’hard rock metal degli ’80. Parliamo di uno dei migliori gruppi mai usciti da quel fenomeno musicale (e non solo) noto un po’ ovunque come NWOBHM (“New Wave Of British Heavy Metal” ovviamente, ndMax), la chicca della prima edizione del True Metal Fest infatti è stata la partecipazione dei grandi Tygers Of Pan Tang, al loro primo tour italiano di sempre.

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La prima band ad esibirsi è stata quella vincitrice del contest indetto da TrueMetal.it , i triestini Steel Crown, per la recensione dei quali devo purtroppo basarmi su informazioni avute da chi ha assistito al concerto, essendo arrivato al Sottotetto solo per l’esibizione successiva. Ma gli Steel Crown meritavano assolutamente una recensione di questo show. Trattasi di una band storica qui rappresentata ancora da due dei membri originali della band, il bassista Pino Mc Kenna e il batterista Silver Kid. A onor del vero, la band si era sciolta nel 1989 (il disco di debutto “Sunset Warriors” era targato 1986) in seguito alla tragedia cha causò la morte del cantante Yako De Bonis. Autori di una solida prova, emozionante per l’ intensità mostrata, ma anche di un certo livello tecnico anche grazie alla sei corde di Roberto De Micheli (Sinestesia) gli Steel Crown hanno dimostrato che quando c’è la volontà si puo’ anche tornare in carreggiata nonostante la loro carriera come band sia stata funestata dalla peggiore cosa che possa capitare ad un gruppo. Rispetto e un grandissimo in bocca al lupo per gli impegni futuri della band, questa è una reunion che è davvero partita dalla passione. Cuore.

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Giocavano in casa e nonostante l’ancora scarso pubblico hanno messo a ferro e fuoco il Sottotetto in una quarantina di minuti di buona intensità. Sono i Tarchon Fist, la band fondata da Luciano Tattini (ex membro nonchè un fondatore dei Rain), una delle realtà piu’ convincenti ed interessanti del panorama italiano in ambito power metal. Il grande merito di questa band è quello di non suonare mai come una brutta copia di compagini straniere piu’ blasonate. I Tarchon Fist sono attivi da un solo anno con questa formazione, anche se i membri della formazione felsinea hanno una carriera di un certo livello alle loro spalle.

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Non mi vengono in mente molte altre power metal band italiane che possano vantare un mix di tecnica e carisma al livello dei Tarchon Fist. Quando vedi sul palco gente come il bassista Spezz (soprannominato “Wallace” dal cantante Sange perchè ricorda davvero un guerriero d’altri tempi), un chitarrista songwriter del valore di Lucio Tattini (il cui piccolissimo bimbo si aggirava per il locale con una finta chitarra giocattolo..), un vocalist preparato come Sange e musicisti solidi come “HEAVY Rico” Mengoli, beh non c’è da stupirsi che l’album di debutto, intitolato come la band, abbia avuto buone recensioni un po’ ovunque. Tra i pezzi piu’ riusciti di un’esibizione senz’altro positiva ricordiamo la sostenuta “Eyes Of The Wolf” e “It’s My World” eseguita a fine concerto. Inossidabili.

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Erano certamente il gruppo meno in sintonia con il genere dominante proposto nel festival, ma i capitolini Kingcrow non si sono di certo tirati indietro, proponendo una buona esibizione del loro classic prog metal sound, solo minimamente rovinata da qualche problema tecnico ai microfoni risolto nel giro di qualche minuto.
I Kingcrow hanno già all’attivo tre dischi di studio e un paio di “EP” (pubblicità occulta, ndMax) ma non hanno rinunciato a proporre anche un qualche inedito interessante, come la conclusiva “Phlegeton”. Da ricordare anche l’esecuzione di “A Merry-go-round (Chemical Ecstasy)” dall’album “Timetropia” e di “Eyes Of A Betrayer” da “Insider”, il loro disco uscito nel 2003. La tecnica strumentale della band è di buon livello e non potrebbe essere altrimenti per una band prog-classic che è stata scelta come apripista della giornata del venerdì dell’edizione del Gods Of Metal di quest’anno. Auguri!

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Forti di un nuovo album di grande livello, “The Serial Healer”, uno di quelli da consigliare in modo spassionato a chi volesse ascoltarsi del classic metal ispirato e passionale nell’anno del signore 2008, i bolzanini Skanners hanno fornito una prestazione di grande intensità, scaldando i metal fans presenti al Sottotetto e tenendo fede pienamente alla loro fama di grande live band. La scaletta del concerto ha attinto a piene mani dal nuovo disco dal quale sono state proposte la apprezzata “Welcome To Hell” e un paio di brani davvero splendidi come la titletrack “The Sacred Healer” e la opening track del disco “Soul Finder”, pezzo trascinante e sostenuto da uno splendido ritornello.

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Da rimarcare la verve, il carisma e la passione del frontman della band Claudio Pisoni, abilissimo nel trovare il supporto del pubblico, nel farlo cantare o saltare, nonchè personaggio davvero simpatico e umile anche fuori dal palco. La prova della band si è chiusa con il vecchio classico “Rock Rock City” dal disco di debutto “Dirty Armada” del 1986 e il sorriso del sempre valido chitarrista Fabio Tenca è il suggello migliore a quella che per molti è stata una delle esibizioni migliori della serata. Adrenalinici.

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Se un festival musicale si svolge a Bologna, se è a tema e se questo è il true metal, non esiste altra band in grado di incarnarne meglio lo spirito degli storici Crying Steel, un’istituzione in ambito classic metal a livello nazionale.
La band capitanata dal duo Franco Nipoti (chitarra) e Luca Bonzagni (voce), per molti i Tipton-Halford italiani, al solito non ha lesinato nulla dal punto di vista dell’impegno profuso e della carica on stage. Se anche le corde vocali di Luca Bonzagni risentivano di qualche problemino fisico e in questo 2008 la sorte pare essersi un pochino accanita con il “metal god” italiano (costretto di recente ad annullare il concerto del Pegorock, gli facciamo tutti i nostri auguri di pronta e completa guarigione, ndMax), lo spettacolo comunque non ne ha risentito e la solita colata di metallo purissimo ha investito tutti i fans presenti.

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La forza dei Crying Steel è stata quella di tornare, nel 2007, con un album assolutamente degno di considerazione anche se paragonato ai vecchi classici come “On The Prowl”. Dal nuovo disco sono stati estratti pezzi che sono già dei piccoli classici come “Kill’em all”, “Raptor”, “Over My Sins”, “Let It Down”.. Dalla già citata collana di perle incisa nel 1986 che va sotto il nome di “On the Prowl” sono stati eseguiti i classici “Thundergods” (che dedichiamo idealmente al nostro caporedattore Alessio aka “Thor”) e “No One’s Crying”.

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Da ricordare le pose plastiche delle due asce Nipoti e Magagni durante tutto lo show, nonchè quelle piu’ classicamente metal unite a una mimica facciale davvero memorabile del bassista Angelo Franchini, in particolare durante la vecchissima “Runnin’ Like A Wolf”, un estratto dell’EP omonimo del 1985 da cui è stata eseguita anche “Hero”. Se dovete organizzare una festa metal tenetelo sempre presente. No Crying Steel, no Party!

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La grande attesa era soprattutto per loro ed era normale che fosse così, trattandosi della loro prima calata italica di sempre dopo una carriera lunghissima, fatta di grandi album usciti nel periodo d’oro della NWOBHM, fino ad arrivare agli anni bui in cui il metal classico era supportato solo da pochi die hard fans, il tutto attraverso tanti cambi di formazioni. Beh, fatemi subito sgombrare il campo dai dubbi o dai timori, i Tygers Of Pan Tang non hanno deluso! La preoccupazione, quando arrivano delle bands storiche dalle nostre parti, a volte gruppi che non avevamo mai visto dal vivo e con un solo membro originale (come in questo caso, con la sei corde di Rob Weir unica superstite della primissima formazione del combo inglese) è sempre tanta, e sempre legata alla paura di restare delusi da una prestazione, con l’incubo di trovarsi davanti a una controfigura di qualcosa che è stato grande in passato, ma questa volta non è stato così. Il nuovo cantante italiano della band, il fiorentino Jacopo Meille, pur non essendo Jon Deverill (il frontman degli album piu’ celebrati della band, ndMax), si è rivelato davvero una buona scelta sia dal punto di vista vocale (e da qualcuno era anche dato non al meglio della condizione) che da quello della presenza scenica.

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La musica proposta dalla band è un hard rock-metal senza tempo, di quelli che fanno scapellare tutti insieme e cantare i chorus a squarciagola, così si sono alternati pezzi tratti da molti dischi per un live di buon livello da parte di tutta la band, con una menzione speciale, oltre che per il già citato singer, anche per il lavoro solista di Dean “Deano” Robertson. Ottimo il clima creatosi sotto il palco con fans abbastanza numerosi e molto calorosi per tutto lo show. Tra le varie gemme non possiamo non citare l’opener “Hellbound”, lo splendido classico “Suzie Smiled”, “Rock’ N’ Roll Man” e la conclusiva “Love Potion No. 9”.
A conferma della buona riuscita dell’evento è di qualche giorno fa la notizia che il True Metal Fest raddoppierà, sempre al Sottotetto di Bologna, il 25 novembre, sempre con Bologna Rock City a curare l’aspetto organizzativo, con Tokyo Blade(!), Sabotage, Tarchon Fist e Assedium a scaldare i “metal hearts” degli appassionati di questo genere. E noi, di certo, non mancheremo.

Setlist Tygers Of Pan Tang

Hellbound
Take It
Live For The Day
Raised No Rock
Suzie Smiled
Slave To Freedom
Euthanasia
Don’t Stop By
Dont’ Touch Me There
Rock ‘N’ Roll Man
Gangland
………………..
Running Out Of Time
Love Potion No. 9

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