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All Shall Perish – Awaken The Dreamers (2008)

Pubblicato il 14/09/2008 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Awaken The Dreamers
Autore: All Shall Perish
Genere: Deathcore
Anno: 2008
Voto: 5/6

Visualizzazioni post:58

A due anni di distanza da “The Price Of Existence” gli americani All Shall Perish sfornano il tanto atteso album “Awaken The Dreamers”.
Di solito il terzo lavoro di un gruppo è quello che segna maturazione e accrescimento.
Purtroppo i cinque di Oakland compiono una mossa troppo azzardata, rischiando una scivolata nel pentolone del metalcore che, ormai stracolmo, continua a bollire sul fuoco da anni. Le caratteristiche che ci hanno fatto amare entrambe le loro uscite precedenti sembrano svanite nel nulla. Imprevedibilità, velocità, violenza, nevroticità dei pezzi sono state (ahimè) soppiantate da scelte melodiche. Sia ben chiaro, non mi sarei mai aspettato di ascoltare dodici nuove “Eradication”, ma nemmeno ballate strappalacrime a metà disco.
“The Ones We Left Behind”, “Memories Of A Glass Sanctuary” e “From So Far Away” sono ballatone senza un minimo di collegamento con tutto il resto del disco, manciate di minuti inserite esclusivamente per allungare la tracklist.
E pensare che “Awaken The Dreamers” non parte male, l’opening track “When Life Meant More…” è un vero tritaossa, l’ascoltatore riconosce immediatamente la paternità del brano e si illude per il prosieguo.
L’ascolto avanza con “Black Gold Reign”: dopo un ottimo inizio, la canzone improvvisamente frena, rallenta, si spezza per poi ripartire con pesanti parti di melodico. L’attacco della successiva “Never…Again” è piacevole, peccato poi prenda una sconvolgente vena softcore. Nella title track “Awaken The Dreamers” Hermida prepara le sue doti di cantante per la ballata sucessiva, sfoggiando un melodico impeccabile quanto fuori luogo. “Stabbing To Purge Dissimulation”, assieme a “Until The End“ e alla opening track, meritano di essere salvate e custodite gelosamente come brandelli di memoria, nella speranza di non dimenticare quanto di buono ci hanno regalato questi ragazzi.
Bisogna tuttavia riconoscere che alla voce Hernan Hermida conferma di essere uno dei migliori front-man del genere, poichè miscela growl, scream e pulito/melodico e utilizza inoltre un piacevole e originale sussurrio. Hernan dimostra di avere ancora la qualità di tirar giù dalla sedia i suoi ascoltatori e lo stesso dicasi per tutti gli altri musicisti, in modo particolare l’ottimo Matt Kuykendall alla batteria.
Rispetto ai precedenti lavori, “Awaken The Dreamers” è privo della capacità di soffocare chi ascolta, di ficcargli in testa una mandria di rinoceronti destinata a scorazzargli nel cervello! Un inserimento sconsiderato di parti lente e melodiche, l’azzeramento totale dei cori in pieno stile HC e per ultimo, ma che rischia di pesare come un macigno sulla fruibilità del disco, la scomparsa quasi totale di parti adatte al tanto amato mosh dei kids.
Ascolto sconsigliato ai sostenitori dei primi lavori degli All Shall Perish, a quelle persone che erano rimaste colpite dalla violenza e nevrosi con le quali i cinque si proponevano.
Con la prossima uscita gli All Shall Perish si dovranno schierare da una delle due parti: sceglieranno di incrementare maggiormente la melodia o torneranno sui propri passi?

Tracklist:
01. When Life Meant More…
02. Black Gold Reign
03. Never… Again
04. The Ones We Left Behind
05. Awaken The Dreamers
06. Memories Of A Glass Sanctuary
07. Stabbing To Purge Dissimulation
08. Gagged, Bound, Shelved And Forgotten
09. Until The End
10. From So Far Away
11. Misery’s Introduction
12. Songs For The Damned

Lineup:
Hernan Hermida – voce
Ben Orum – chitarra
Chris Storey – Chitarra solista
Mike Tiner – basso
Matt kuykendall – batteria

Sito ufficiale: www.allshallperish.com
Myspace: www.myspace.com/allshallperish

Album distribuito in Italia da Audioglobe – www.audioglobe.it

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