Backyard Babies (Dregen)

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Intervista Backyard Babies, Dregen

Accidenti al telefono! Questa volta c’è qualche difficoltà nella linea! Colpa dei ghiacchi svedesi sulle linee telefoniche!? Impossibile non è ancora così freddo! Colpa del mio vecchio telefono e i mille cavi di internet… probabilissimo! Risolti i piccoli inconvenienti, Dregen riesce a prendere la linea e finalmente è dall’altro capo del telefono pronto a raccontarci dell’ultimo disco self title e altre sfaccettature del tutto… svedesi.

Ciao Dregen, felice di sentirti! Naturalmente sono un vostro fan e ho sentito il vostro ultimo album.
Parlando proprio di questo… suona veramente molto… Backyard Babies! Puoi dirci qualcosa di più su cosa ne pensi e sui testi?!

Beh… Siamo piuttosto soddisfatti di come sia venuto fuori questo disco. Abbiamo avuto qualche problemino con il precedente… Eravamo un po’ in crisi per la rottura con il nostro manger, con il quale abbiamo lavorato per dodici anni, e poi abbiamo avuto questioni legali che ci hanno portato in tribunali, quelle cose tipo Hollywood soap opera. Poi c’è stata l’occasione di andare in tour e abbiamo accumulato un po’ di ritardo, ma questo disco per noi è una sorta di vendetta, realizzata con un grande produttore già fautore di artisti come Apocalyptica e Rammstein…. E’ stato realizzato in soli tre mesi e così a settembre abbiamo potuto dare il via al nostro tour celebrativo dei vent’anni di carriera!

Cosa significa esattamente BACKYARD BABIES e perchè avete deciso di chiamarvi così?

Significa proprio quello! “Bambini del cortile”! Vent’anni fa eravamo veramente dei bambinetti rispetto ai ragazzi delle altre band della nostra piccola cittadina. Abitavamo in un piccolo paesino situato nel sud della Svezia prima di trasferirci e naturalmente… suonavamo nel cortile retrostante! Oggi sembra molto stupido come nome ma ce lo teniamo così com’è! Ci ha portato fortuna!

Intervista Backyard Babies, Dregen

Anche se suonate dal 1987 il vostro primo disco ha visto la luce nel 1994 e il secondo, “Total 13” solo tre anni dopo. Avete avuto problemi con la band?

No. Come sai la line up è praticamente rimasta sempre la stessa. Siamo molto orgogliosi di tutti i nostri dischi. Sei album sono pochi in tutto questo tempo, ma fare un album è stressante e richiede veramente tempo se vuoi qualcosa di soddisfacente al 100%. In più se aggiungi i soliti problemi come il trasferirsi, rifarsi gli amici, i contratti, i concerti e tutto il resto ecco che gli anni se ne vanno davvero in fretta.

Perchè hai deciso di rompere e fondare gli Hellacopters? Cosa mi puoi dire di quella band?

Accadde sempre per via del trasferimento dalla piccola città a Stoccolma. Gli Entombed sono sempre stati miei amici e abbiamo condiviso molto con loro. Io e Nicky siamo dei grandi fans dei Kiss, così in un tour negli Usa con loro decidemmo di avere la nostra musica… Di fare qualcosa di nostro.

La vostra musica sembra esser unica nel vostro genere e difficile da definire. Wikipedia vi definisce come alternative rock, punk revival, hard rock, heavy metal, ma quella che preferisco e che secondo me vi si addice di più è glam punk: cosa ne dici?

Beh che dire… Glam punk suona bene tra queste, ma… Schizofrenic rock suona ancora meglio. La nostra musica si è evoluta. Eravamo molto giovani quando abbiamo iniziato a scrivere canzoni. Cambiano le persone, i suoni, gli stili, pur rimanendo nello stesso ambito. Le nostre radici sono nei vecchi classici dell’hard rock e del punk, un po’ come i Kiss, i New York Dolls e tutto quello che ci ha ispirato e ci ha portato ad avere una nostra idea della musica, capisci?… L’importante è che sia rock n roll sparato a tutto volume!

Intervista Backyard Babies, Dregen

Quali sono a tuo parere il miglior disco e la miglior canzone dei Backyard Babies?

Non voglio fare il noioso ma l’ultimo disco è sicuramente il mio preferito e la seconda traccia (“Degenerated”) è già diventata la mia prediletta! Sarà un piacere suonarla dal vivo!

Chi è Dregen fuori dai Backyard Babies, nella vita reale?!

Vivo nei Backyard Babies praticamente. Come una grande famiglia la mia vita scorre tra tour, studio, cazzate con gli amici, ma c’è spazio anche per una vita classica e più moderata. Quando non sono in tour mi piace pescare, giocare a poker, divertirmi, bere… Un po’ come tutti…!

Che musica passa ora il tuo stereo?

Ora sto ascoltando l’ultimo disco della mia ragazza, Penny Anderson. Naturalmente rispolvero sempre tantissimi grandi classici.

Sono stato due volte a Stoccolma e devo dirti che adoro quella città. Tuttavia il clima e la vita là sono pesanti e difficili ed è piuttosto inusuale sentire un gruppo più “felice” di altri in un contesto così particolare. Come definiresti la linea tra la musica e la tua città in questa sorta di “Sindrome stoccolmiana”?

Stoccolma è totalmente schizofrenica come città, così come lo siamo noi nella nostra musica. Forse una sorta di connubio tra odio e amore. Una parte del mio cuore è rimasta nelle campagne svedesi e nella loro tranquillità ma l’altra parte è nel centro della città e nella sua frenesia… diciamo cinquanta e cinquanta… Certo quassù è freddino, ma mi piace. Mi piacciono anche città più caotiche come in Italia o Spagna ma di qui non mi muovo di certo.

Intervista Backyard Babies, Dregen

Hai qualche ricordo particolare dei tour in Italia?

Beh.. Nei tour si beve sempre così tanto… In Italia abbiamo sempre avuto un’ottima audience… Adoro il cibo e il vino dell’Italia, la cultura e l’aria che si respira nelle vostre vecchie città.. Ci son posti dove mi piacerebbe tanto andare nella vostra assolata Italia. Non abbiamo mai suonato a Roma nè in Sardegna e mi piacerebbe molto, però abbiamo avuto occasione di fare concerti a Bologna e Milano diverse volte e siamo sempre stati ben accolti.

Avete qualche data in tour con le Crucified Barbara, anche loro vostre conterranee… Vi supporteranno per tutto il tour?

No, non sempre. E’ probabile che suoneranno con noi per parte del tour ma non ho notizie per quali date.

Prima dei saluti volevo solo chiederti di chiarirmi un dubbio.. una cosa che mi ha sempre incuriosito! Cosa intendi esattament per “Heaven 2.9” ?

Tutte le belle cose vengono in tre… il numero perfetto. Noi diciamo sempre che il “tre” è il significato per essere come al settimo cielo… Così come “tre” è uno dei numeri positivi nella cabala in quanto è simbolo della trinità. “Heaven 2.9” vuol dire che il paradiso sarà sicuramente una gran cosa, è il Top… Ma c’è di meglio. Ti ringrazio per l’intervista e saluto tutti i lettori!

Sito ufficiale: www.backyardbabies.com
Myspace: www.myspace.com/backyardbabies
Recensione “Backyard Babies” su EP: http://www.entrateparallele.it/modules/lykos_reviews/index.php?op=r&cat_id=1&rev_id=1162&sort_by

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