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The Keith Reid Project – The Common Thread (2008)

Pubblicato il 2/11/2008 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: The Common Thread
Autore: The Keith Reid Project
Genere: Classic Rock
Anno: 2008
Voto: 6

Visualizzazioni post:63

Keith Reid, fondatore e scrittore di tutti i testi dei Procol Harum, una delle più famose e celebri band del progressive britannico, non è di certo un tipo che guarda in faccia all’età, ed è infatti alla bellezza di 62 primavere che crea questa nuova band chiamata “The Keith Reid Project”, raccogliendo un numero vastissimo di artisti e, soprattutto, tutta la sua esperienza musicale, magicamente espressa in un disco intimo e sentimentale. Le sue parole continuano ad incantare e ad essere come sempre romantiche, mature e mai vane od occasionali: in questo album sono affidate a più voci, tra cui vale la pena citare quelle di John Waite (Bad English, The Babys) e Chris Thompson (Manfred Mann’s Earth Band). “The Common Thread” è, prima di tutto, un viaggio introspettivo dentro la mente di un artista che ha davvero tanto da raccontare, in musica e in parole e che, con un rock classico e senza tempo, sfiora quel qualcosa che va oltre la musica in sé. Raccogliendo la calma di Bob Dylan ed il sentimento del miglior Neil Young, il vecchio Keith presenta un lavoro senza false illusioni; un’opera che mira ad arrivare dritta al cuore senza perdere troppo tempo a fantasticare su melodie ricercate o quantomeno non-banali. È infatti sui più classici accordi di sempre che si apre “In God’s Shadow”, un brano facilmente orecchiabile e dannatamente immediato nel piantarsi dentro la testa. Purtroppo questo è anche l’unico pezzo in grado di dare quel qualcosa in più che ogni ascoltatore necessita: tutto il resto della tracklist affonda lentamente in un baratro nel quale risulta più avvincente il significato dei testi quanto la melodia in sé. “Se avesse scritto un libro forse avrebbe avuto la strada in discesa” mi viene da pensare, ma noi siamo qui anche (e soprattutto) per ascoltare la musica pura, quella che in “The Common Thread” viene espressa con una produzione non proprio impeccabile e con un sound non sempre deciso e folgorante. Gli accompagnamenti acustici sono spesso oscurati da quelli elettrici, che sarebbero potuti risultare certamente più efficaci se appesantiti da distorsioni più spinte e rotonde, magari con meno cattiveria sulle frequenze medio-alte delle chitarre che, aimè, non creano quel groove armonico che potrebbe dare un senso di continuità all’interno della scaletta. La titletrack “A Common Thread” e “It Might Be Your Heart” non sono di certo brani da scartare, ma purtroppo nessuno di questi riesce ad infilarsi in quella parte di obiettività che ci fa esclamare un “wow” di piena meraviglia.
Che dire: l’idea di questo progetto è sicuramente da applausi; il risultato finale un po’ meno. I numerosissimi ospiti e gli strumenti più o meno ricercati ampliano sicuramente la curiosità e impongono il dovere di dare almeno un ascolto al lavoro di un artista senza tempo, che non ha ancora finito di recitare la sua parte in uno spettacolo teatrale (e musicale) che sembra non avere mai fine. Consiglio un ascolto coraggioso e rispettoso; almeno uno…

Tracklist:
1. In God’s Shadow
2. You’re The Voice
3. The Heartbreak House
4. A Common Thread
5. Potters Field
6. Gold Fever
7. Venus Exploding
8. The Only Monkey
9. It Might Be Your Heart
10. Silver Town
11. Ninety-Nine Degrees In The Shade
12. Too Close To Call
13. Right About Now

Line up:
Words: Keith Reid
Vocals: Chris Thompson, John Waite, Southside Johnny, Terry Reid, Steve Booker, Bernie Shanahan, Chaz Jankel, Michael Saxell
Musicians: Keith Reid, John Waite, John DeNicola, Anthony Krizan

Siti utili: www.myspace.com/Keithreidproject
Disco distribuito in Italia da Soul Food Distribution: www.soulfood-music.de

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