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25/10/2008 : Anathema + Demians (Milano)

Pubblicato il 6/11/2008 da in Live report | 0 commenti


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Live report Anathema + Demians, Milano

“Feel my heart burning…”: questi i primi versi di “Deep”, canzone con cui gli Anathema aprono il loro concerto di Milano, avvenuto il 25 ottobre 2008. E questa è la sensazione che rimarrà per sempre scolpita nei cuori e nelle menti di chi ha avuto la fortuna di essere presente a questo evento, perché la band di Liverpool ha messo in scena al Rolling Stone un concerto epocale, un’esibizione al limite della perfezione.
Due ore e sette minuti per ventidue brani: il meglio della loro carriera, una setlist che parla da sola e che non ha raggiunto la perfezione solo perché due ore e sette minuti, per quanto ragguardevoli, sono sempre troppo pochi per una band di questa levatura e spessore. Dalle storiche “A Dying Wish” e “Sleepless” alle nuovissime “Angels Walk Among Us”, “A Simple Mistake” e la strumentale “Hindsight”, quasi tutta la discografia della band è rappresentata in un’esibizione certo molto sentita dai musicisti e dal pubblico. Si crea un’atmosfera magica, come raramente capita e, a detta dello stesso Vincent, in tutte le belle date fatte a Milano e altrove in passato, non si è mai raggiunta una tale simbiosi partecipativa tra band e pubblico. L’impressione è quella che non sia la solita frase di circostanza detta dal compiacente frontman di turno, e a rendere questa data eccezionale contribuisce senz’altro lo spirito da veri ed “umili” artisti dei fratelli Cavanagh: poco prima dell’apertura delle porte incrociamo e salutiamo Danny che esce a prendersi un trancio di pizza in un locale a fianco del Rolling Stone, così come altri componenti la band; finito il concerto, gli stessi fratelli si rendono disponibili, come quasi sempre accade, per foto e autografi ai fans, in un clima disteso e amichevole, senza deliri da rockstar.

Live report Anathema + Demians, Milano

La serata è aperta dai francesi Demians, autori di un ottimo rock prog di matrice Porcupine Tree: non per niente, lo stesso Steven Wilson ha parlato molto bene di questa band e del suo debut “Building An Empire”, album dal quale la band esegue quattro o cinque pezzi nei quaranta minuti a disposizione. Riconosciamo “Sapphire”, “Naive”, “Temple” e la notevole “The Perfect Symmetry”: un misto di prog, grunge e psichedelia che ci ha fatto comprendere il perché dell’apprezzamento di Mr. Wilson.

Live report Anathema + Demians, Milano

Ma il Rolling Stone, che nel frattempo si è quasi riempito, è tutto per gli Anathema. Il concerto degli inglesi inizia puntualissimo, alle 21, con l’intro registrata di “Parisienne Moonlight”. La band sale sul palco e, mentre tutti si aspettano l’attacco di “Judgement”, ecco che parte “Deep”. Si capisce subito che la band è carica, che ha tanta voglia di fare musica e di dare musica al suo pubblico, pubblico “affamato” e molto numeroso, nonostante le tre date italiane da headliner (Treviso la sera prima, Roma quella successiva) potessero lasciare pensare al contrario. L’esecuzione dei brani è ottima, i suoni del mixer e l’acustica del Rolling Stone più che soddisfacenti, gli strumenti ben udibili e distinguibili.

Live report Anathema + Demians, Milano

Dopo circa mezz’ora dall’inizio, la prima sorpresa: l’esecuzione di “Anyone, anywhere”, dedicata da Vincent agli “homeless” di Milano, lascia i presenti a bocca aperta. La canzone è stata riarrangiata ed eseguita in chiave fortemente ed evidentemente “doom”: rallentata, appesantita, carica come non mai, questa versione di “Anyone, anywhere”, a detta di chi scrive, rappresenta uno dei momenti clou di tutto il concerto. A dire il vero, comunque, molte canzoni hanno subito dei riarrangiamenti, dei piccoli o grandi ritocchi che hanno reso ancor più interessante la serata.

Live report Anathema + Demians, Milano

All’interno del digibook dell’ultimo “Hindsight”, alla presentazione della band, troviamo scritto: “Musical souls on a never ending search”. E questa serata ne è stata l’ennesima dimostrazione. Dopo “Empty” e il minimedley “Judgement/Panic”, arriva un trittico ad alta tensione da “Alternative 4”: “Shroud Of False”, “Lost Control” e “Regret”. Vincent invita il pubblico a cantare in coro “Hope”, che dice avere un testo molto significativo, poi giunge il momento di tirare il fiato con “Temporary Peace”, “Flying” e “Are You There?”, quest’ultima eseguita dal solo Danny alla chitarra acustica e microfono. Dopo ciò, Danny si sposta alla tastiera, rientra Vincent e insieme eseguono una delle canzoni più toccanti del loro repertorio: “One Last Goodbye”: ad un certo momento, Vincent sembra asciugarsi qualche lacrima. Chi conosce gli Anathema ha ben presente il significato di questa canzone, scritta da Danny in memoria della madre prematuramente scomparsa di malattia nel 1998 e registrata a Ventimiglia durante le sessioni di “Judgement”, uscito poi nel 1999. Forse anche questo dato storico, unito alla partecipazione molto sentita e composta del pubblico di Milano, ha contribuito a rendere il pezzo ancor più emozionante, anche per gli stessi fratelli Cavanagh.

Live report Anathema + Demians, Milano

A questo punto si volta pagina: Vincent chiede al pubblico quali canzoni vorrebbe ascoltare e, dopo aver risposto a chi chiedeva a gran voce “We, The Gods” con un simpatico “Non ci ricordiamo neanche più come suonarla e poi ho la chitarra acustica in questo momento”, parte “Angelica”, da “Eternity”.
La successiva richiesta di eseguire “A Dying Wish” viene invece esaudita, e subito dopo “Sleepless” sconquassa definitivamente la platea del Rolling Stone. Da notare l’“Another Brick In The Wall”, intermezzo eseguito da Jamie al basso e con voce filtrata all’interno di “A Dying Wish”: ennesimo tributo ai Pink Floyd, da sempre punto di riferimento dei ragazzi di Liverpool.
E’ il momento dei saluti e, dopo l’ancora inedita e strumentale “Hindsight”, partono le note di “Fragile Dreams”, altro pezzo da novanta estratto da “Alternative 4”.
I circa sette-ottocento presenti pian piano si allontanano dalla venue, soddisfatti per una prestazione memorabile, e in molti già si aspettano un ritorno a breve in Italia degli Anathema, magari subito dopo l’imminente uscita del nuovo, attesissimo “Horizons”.

Live report Anathema + Demians, Milano

Setlist Anathema:

Intro: Parisienne moonlight
Deep
Closer
Far away
Angels walk among us
A simple mistake
Anyone, anywhere
Empty
Judgement in medley con
Panic
Shroud of false
Lost control
Regret
Hope
Temporary peace
Flying
Are you there?
One fast goodbye
Angelica
A dying wish
Sleepless
Hindsight
Fragile dreams

Foto e live report a cura di Alberto “Albethebest” Fusar

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