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Guns N’ Roses – Chinese Democracy (2008)

Pubblicato il 24/11/2008 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Chinese Democracy
Autore: Guns N' Roses
Genere: Hard Rock
Anno: 2008
Voto: 8

Visualizzazioni post:59

Ebbene sì, ci siamo! Questa volta è ufficiale! Non sembra vero ma lo sto stringendo proprio tra le mie mani! Diamo il benvenuto a questo stramaledettamente attesissimo “Chinese Democracy”! Dato che sono circa dodici anni (forse anche più…) che si parla di questo album, sarà davvero difficile che il risultato riesca a colmare le enormi aspettative che ci siamo fatti in questi lunghissimi anni. Che poi, quello che davvero ci si aspetta, nessuno sa bene cos’è. Perché di tempo ne è passato così tanto (quindici anni dall’ultimo “The Spaghetti Incident”) che mi sembra ovvio aspettarsi qualcosa di nuovo, qualcosa di originale, qualcosa che ci attraversi il cuore come hanno saputo fare capolavori del calibro di “Appetite For Destruction” e i due “Use Your Illusions”, qualcosa che però non può imitare nessun lavoro del passato. Probabilmente la cosa migliore da fare è cavarsi il paraocchi e non cadere in false illusioni, perché in “Chinese Democracy” non troviamo nè l’album del secolo né un disco qualunque; potremmo chiederci “tutto qui?”, ma anche commentare “però, è proprio un bel disco”. Allora, non pensiamoci troppo su, perché il buon vecchio Axl, unico membro rimanente della formazione originale, avrà avuto i suoi buoni motivi per aspettare tutto questo tempo, e, sicuramente, non è il tipo che si propone con un album qualsiasi o che, quanto meno, passi inosservato… Certo i tempi sono cambiati, la formazione è cambiata, stessa cosa per il sound ed il songwriting. Di sicuro, come ha recentemente dichiarato anche Nikki Sixx, sarebbe stato più coerente (e credibile) usare il nome Axl Rose anziché Guns N’ Roses: si sarebbero così evitati inutili e lunghissimi paragoni; perché questo che ci troviamo per le mani (e dentro le orecchie) è un lavoro prettamente solista, di certo maturo, originale, profondo, intimo, sensuale ed arrabbiato, che ha poco a che vedere con i precedenti dischi della band. Quindi per un attimo chiudiamo gli occhi, dimentichiamoci (momentaneamente) dei tempi d’oro e spingiamo quel dannato pulsante play…
… Ed ecco subito sparata come un proiettile impazzito quella sferzata di rock moderno, fresco e prepotente (già esplorato nei recenti sound di Ozzy Osbourne, Motley Crue e altri), che apre il disco con la titletrack “Chinese Democracy” (primo singolo estratto): ottimo rock avvolto da una produzione spaventosamente eccezionale e tirato a lucido per riuscire a coinvolgere ogni ascoltatore; un ritornello a tutto gas ed una distorsione calda e pesante raggiungono il cuore sin dai primi ascolti. Come già detto, la produzione è la vera chiave di volta di questo disco: l’attenzione per ogni singolo particolare, per i volumi, per ogni strumento ed ogni singola nota è qualcosa di molto più che maniacale (“e ci mancherebbe…”, mi viene da pensare…); credetemi, se da un lato è vero che i più fedeli al sound originario dei Guns N’ Roses potrebbero restare delusi, bisogna sottolineare che, obiettavemente, questo lavoro è musicalmente un gradino sopra ai precedenti. In quei pochi brani in cui si perde qualche punto in songwriting, come in “Scraped” e in “Shackler’s Revenge”, infatti, ci pensano queste sonorità tremendamente hollywoodiane a risolvere i buchi vuoti o le situazioni più povere dal punto di vista musicale. Ma fortunatamente la maggior parte dei brani vanta una straordinaria musicalità e la produzione incide su questi soprattutto come fattore di riempimento: ogni singola traccia ha infatti qualcosa di speciale, dalle linee vocali facilmente orecchiabili alla grinta vera e propria dei riff, senza tralasciare la solennità dei ritornelli, che concede una spinta enorme all’energia di questo genere. Mi riferisco al rock deciso di “Better” e alle incantevoli melodie di “I.R.S.”, alla romantica e nostalgica “Street Of Dreams” (la classica ma non banale ballad che ogni buon disco hard rock non omette mai, o quasi…), al pianoforte (con un suono veramente impressionante) della più pop “Catcher In The Rye”, alla magnificenza di “Madagascar” ed all’oscurità osbourneiana di “Sorry” (in cui troviamo l’amico Sebastian Bach ai cori).
Inoltre, la voce di Axl è quella di un tempo: in pochi ci avrebbero scommesso ma è proprio così. I testi e le linee vocali rispecchiano quella magia a cui la penna di Mr. Rose ci ha da sempre abituato, e le parti soliste e strumentali (affidate a decine e decine di nomi) sono di altissimo livello, sia tecnico che empatico; e questo consola (tutti, tranne i più fedeli) per l’assenza di Slash e soci, almeno sul lato tecnico, poco ma sicuro. Poi ci sono quei pianoforti strepitosi, quei violini surreali, ottoni inaspettati, fraseggi “spaziali” di tastiere e synt, numerossimi cori, innumerevoli ospiti ed un perfetto lavoro di editing e mixaggio che valorizza ogni singola nota dell’album.
Che dire, “Chinese Democracy” è un bellissimo disco, un ottimo lavoro, privo però di almeno una canzone da strapparsi i capelli, di quel qualcosa in più che ogni album dovrebbe avere, quella “November Rain” che svetta sopra ogni altra traccia. Ecco, è forse questo ciò che ci si aspettava in tutti questi anni: un nuovo capolavoro, una “November Rain 2”, o qualcosa del genere. Ma i capolavori sono un po’ come i miracoli, non ne possono accadere troppi, altrimenti la gente smette di sognare…
E poi, a dirla proprio tutta, forse non è un caso che “Chinese Democracy” sia uscito proprio nel mese di novembre…
E’ da non crederci, ma venerdì, giorno dell’uscita ufficiale, pioveva…

Tracklist:
01. Chinese Democracy
02. Shackler’s Revenge
03. Better
04. Street Of Dreams
05. If The World
06. There Was A Time
07. Catcher In The Rye
08. Scraped
09. Riad n’ The Bedouins
10. Sorry
11. I.R.S.
12. Madagascar
13. This I Love
14. Prostitute

Lineup:
Axl Rose – vocals, piano
Dizzy Reed – piano, keyboards
Chris Pitman – keyboards
Richard Fortus – guitars
Robin Finck – guitars
Richard Fortus – guitars
Bumblefoot – guitars
Tommy Stinson – bass
Frank Ferrer – drums

Guest:
Sebastian Bach – background vocals in “Sorry”

Sito ufficiale: www.gunsnroses.com

Album distribuito in Italia da Geffen Records: www.geffen.com

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