Slider by IWEBIX

Marsh Mallows – La Fine Del Mondo (2008)

Pubblicato il 27/11/2008 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: La Fine Del Mondo
Autore: Marsh Mallows
Genere: Punk rock
Anno: 2008
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:131

Sono tornati i cattivi ragazzi del punk nostrano! Lontani dalla ribalta dei più blasonati colleghi Punkreas, ma sempre fedeli al loro trademark ed ai loro fans. Non si sbaglia: velocità, potenza e tanta (intelligente) ironia, caratteristiche ormai assodate quando si parla di Marsh Mallows. Una band che, giunta al suo decennale, sta cavalcando un momento di crescita all’interno del panorama nazionale e che sta riuscendo anche ad oltrepassare i nostri confini per portare la sua musica in Europa. A dispetto di quel che ci si potrebbe aspettare dal titolo dell’album e della prima traccia, i Marsh Mallows non parlano dell’apocalisse, bensì di tutto un altro tipo di “subbuglio” (vedere il video girato con Roberta Missoni per credere), ovvero quello creato da una conturbante spogliarellista in uno qualsiasi dei vari strip club che affollano la riviera romagnola. La frase “Il nuovo cliente che viene da fuori, più soldi lui spende più tu t’innamori” rende l’idea di cosa intendo quando parlo di intelligente ironia. Un modo di scrivere e cantare che ormai è un classico per il cantante Jim, la cui voce grintosa ed emozionale tiene banco per tutta la durata del disco. Musicalmente è un pezzo che si stampa nel cervello, impreziosito dal lavoro di chitarra di Andy (cresciuto moltissimo tecnicamente di album in album) e dai giri di basso di Fabio, che da sempre sono una nota distintiva nel sound dei Marsh Mallows: un “lavoro sporco” che, se non ci fosse, se ne sentirebbe terribilmente la mancanza. “Il Lato Migliore” è un classico stile Marsh Mallows, con tanto di citazione dal loro primo album “Alcatraz”. “Non C’è” è un po’ insolita, forse, per gli standard a cui ci hanno abituato i nostri, più vicina ai canoni del rock classico che del punk, ma riesce comunque a coinvolgere col suo ritornello immediatamente assimilabile (non a caso è stata scelta come singolo apripista prima dell’uscita dell’album). Arriva poi, introdotta da un simpatico intro di piano (ehm… ), la veloce e quasi heavy “Un Lunghissimo Quarto D’Ora Di Prepotenza”, uno dei pezzi più pesanti del lotto, ma non certo l’unico. “Niente Per Te” parla della notorietà ed il suo riffing ci riporta alla mente la scena indie/alternative italiana degli anni ’90. Una posto d’onore all’interno dell’album va assegnato a “Vitelloni”, un pezzo bellissimo anche se non si è mai stati a Rimini (città natale dei membri della band), ma che diventa assolutamente strepitoso se si conoscono un po’ i personaggi e i luoghi (comuni e non) della capitale del divertimento romagnolo. Il tema è infatti quello del classico “abbordaggio” turistico nei confronti della malcapitata di turno e tutto ciò che ne consegue. Una chicca. Per quanto riguarda “NTSI”, non so se in questa sede posso dire esattamente cosa significhi: diciamo che è la sigla per una “colorita” espressione mutuata dal dialetto romano (ad ogni modo è chiaramente enunciato nel ritornello, andatevela a sentire!). “La Direzione Del Vento” inizia con un giro di chitarra pulita molto blues per il pezzo forse più tranquillo dei dodici, in un buon momento per uno “stacco”. La seguente “Solo Ed Immobile” ci riporta sui canoni del punk rock più classico, senza sorprese ma anche senza delusioni, con cori da cantare a tutta voce durante i concerti. “Dentro La Notte” è un altro gran bel pezzo, molto emozionale e d’atmosfera senza per questo perdere un briciolo di carica. In chiusura troviamo “Sacre Verità”, che affronta il tema della religione senza per questo scadere nel banale nè pretendendo di impartire “lezioni” all’ascoltatore (e scusate se è poco), e l’articolata “Il Mondo Delle Favole”, che si apre al fulmicotone ricordando il periodo di “Qualcosa Di Nessuno”, dove il batterista Teo dà sfoggio della sua carica incontenibile dietro ai tamburi, per poi evolversi in un pezzo dai molti colori, tutti però potenti e che arrivano dritto al cervello dell’ascoltatore. Insomma, se questo è l’album per celebrare i dieci anni di storia di un gruppo, c’è da augurarsi di festeggiarne ancora parecchi, perché le idee ci sono, le capacità anche e con esse la voglia di continuare a far sentire la propria voce in un panorama che è sì affollato, ma dove i Marsh Mallows hanno la possibilità di ritagliarsi uno spazio importante.

Tracklist:
1- La fine del mondo
2- Il lato migliore
3- Non c’è
4- Un lunghissimo quarto d’ora di prepotenza
5- Niente per te
6- Vitelloni
7- Ntsi
8- La direzione del vento
9- Solo ed immobile
10- Dentro la notte
11- Sacre verità
12- Il mondo delle favole

Lineup:
Jim: voce
Andy: chitarra
Fabio: basso
Teo: batteria

Sito ufficiale: www.marshmallows.it
Album distribuito in Italia da Banana Records: www.bananarecords.net

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *